Apple in assedio, tra Class Action e accuse di pubblicità ingannevole

E’ veramente un periodaccio per la povera Apple, presa ormai d’assedio su tutti i fronti. Se in Cina è infatti la Proview a tirarla in causa per lo sfruttamento illegale del nome, iPad, in Australia è addirittura l’importantissima ACCC, Australian Competition and Consumer Commission, ad accusarla di pubblicità ingannevole per alcuni spot inerenti il 4G del nuovo iPad. E più lei cerca di chiudere i contenziosi “amichevolmente”, come nel caso Antennagate o pubblicità ingannevole, appena citato, più il “mondo” gli si accanisce contro.

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In queste ultime ore infatti, come ci informa MacRumors, sia la Svezia che l’Inghilterra si dicono pronte a seguire la strada percorsa dai loro “amici” australiani. L’accusa è quindi sempre la stessa: pubblicità ingannevole. Afferma Marek Andersson della Swedish Consumer Agency:

“Stiamo pensando di aprire un’indagine per capire se la pubblicità di Apple relativa al nuovo iPad sia ingannevole”

Dello stesso avviso, in Inghilterra, l’Advertising Standars Authority:

“Senza entrare nel merito, non possiamo dire se la pubblicità inglese [del nuovo iPad] possa creare qualche problema. Se ci sono lamentele da parte di qualcuno in merito a questo prodotto, si può presentare un esposto all’Autorità e noi stabiliremo se ci sia o meno un problema legale.”

Grane finite? Neanche per idea. Secondo quanto riportato infatti dal Los Angeles Times, un’altra Class Action, tutta “stelle e strisce” è pronta ad abbattersi su Cupertino. Nell’occhio del ciclone sembra esserci , l’assistente vituale per iPhone 4S:

“Apple ha disseminato rappresentazioni false ed ingannevoli relative alla funzionalità di Siri. Ad esempio, in molte pubblicità televisive di Apple gli utenti usano Siri per prendere appuntamenti, per trovare ristoranti ed anche imparare gli accordi di chitarra relativi ad una canzone rock classica. Nelle sue pubblicità, Apple descrive queste azioni come facilmente eseguibili semplicemente “chiedendo a Siri”. Gli spot ingannevoli di Apple differiscono sostanzialmente dall’effettivo funzionamento di Siri sperimentato dal querelante e da altri clienti”.

Ed ora c’è da chiedersi, quale Apple vedremo, quella severa vista nel caso Proview o la conciliante pronta a risarcimenti milionari?

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