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Un mese di Apple Music non mi ha convinto ad abbandonare Spotify. Purtroppo.

Giuseppe Tripodi -

Dopo una presentazione inutilmente lunga e a tratti anche imbarazzante, lo scorso 30 giugno durante il WWDC è stato finalmente svelato Apple Music.  Ammetto senza girarci intorno che ero davvero entusiasta all’idea di un servizio di musica in streaming della mela: la società di Cupertino è ancora il punto di riferimento per la vendita dei brani digitali e, in generale, ha sempre saputo destreggiarsi bene nell’ambito musicale.

Per questo motivo, mi sono fiondato subito ad attivare i tre mesi di prova per vedere cosa aveva da offrirmi in più (o in meno?) Apple Music rispetto al servizio che avevo utilizzato fino a quel momento, Spotify. Ricordiamo che il prezzo è lo stesso, i canonici dieci eurozzi che vanno sborsati ogni mese. Questo a meno che non abbiate intenzione di attivare un abbonamento per famiglia: in tal caso, Apple Music vale davvero la differenza, con sei account che ascoltano musica a soli 14,99€.

Come nelle migliori storie d’amore, i primi giorni con Apple Music sono stati fantastici. L’interfaccia è davvero gradevole e funzionale: le scintillanti vetrine di album e pagine, correlate di immagini e descrizioni accurate, fanno apparire Spotify poco più che un confusionario bazar.

Vedi, Spotify? È così che si fa un’interfaccia…
Le playlist sono in assoluto l’aspetto migliore di Apple Music

Ma il vero tocco di classe che in un primo momento mi aveva fatto pensare che non avrei mai più abbandonato lo streaming della mela sono le sue playlist. Apple Music impara a conoscervi presto, sa che cosa vi piace e come stuzzicare i vostri gusti: difficilmente aprendo la schermata Per te non troverete qualcosa che vi farà sciogliere, amare alla follia la redazione musicale e perdere in qualche ora di ascolto.

Voglio dire: una playlist con gruppi in cui hanno militato i membri degli Smashing Pumpkins quando non erano a fianco di Billy Corgan, una sui pezzi rock storici del 1992, un’altra con i primi brani incisi dalla Sub Pop e anche una dedicata a Iggy Pop? Cosa posso chiedere di più?

Sì, mi sono davvero innamorato delle playlist di Apple Music

Il punto è che, a differenza di qualsiasi altro servizio della concorrenza, l’attenzione per i dettagli è enorme: è evidente che tutte le playlist (così come le descrizioni stesse) siano curate da persone e non associate casualmente da qualche algoritmo. Tra le altre cose, metteteci pure che oltre le playlist di Apple Music e quelle organizzate per specifici momenti della giornata (risveglio, palestra, lavoro…), ci sono anche selezioni di brani proposte dai team di varie redazioni, come Shazam, Rolling Stone, VICE e altri.

Passato l’entusiasmo per le playlist, però, ci si rende conto che effettivamente Apple Music non ha molto più da offrire rispetto ai suoi competitor. Anzi. La radio Beats 1 è effettivamente un’ottima trovata, ma personalmente non tollero il 90% delle canzoni che trasmettono.

Connect è un deserto

La sezione Connect è un mezzo deserto dove, a parte i continui spam di Trent Reznor, la cosa più carina che abbia trovato è un post dei Blink-182 che ricordano di quando sono stati nei Simpson.

Mi dispiace Trent, ti voglio bene ma sei davvero uno spammer coi fiocchi. (Hey, Blink-182! / We have a name, you know?)

 

Riflettendoci, insomma, credo che terminati i tre mesi di prova di Apple Music tornerò senza pensarci due volte a Spotify, anche perché quest’ultimo ha due enormi punti a suo favore.

Per prima cosa, la componente social: sì, sono uno di quegli stalker che va a vedere cosa ascolta la gente e mugugna commenti a bassa voce. Quindi, se siamo amici su Facebook, c’è una buona probabilità che sia andato a spulciarmi i vostri profili su Spotify per cercare ispirazione, vedere le playlist che avete creato e gli ultimi artisti a cui vi siete dedicati. Lo ammetto candidamente e senza vergogna: d’altronde, cercare tra i brani preferiti degli amici con cui condividiamo i gusti è un ottimo modo per scoprire nuova musica. E quindi ridatemi i miei contatti, con le loro playlist con i classici del rock che ascolto quando vado a lavoro, quella della domenica mattinaquella con i pezzi più famosi da lasciare in sottofondo per le feste in casa (ok, questa è mia) e, ovviamente, i consigli igienici del buon Quiroli. Perché, in fondo, pur senza la redazione di Apple Music, si compensa bene se ci si circonda di gente con buon orecchio.

“Apple Music non è ancora una valida alternativa”, disse la volpe

Ma, soprattutto, il motivo per cui Spotify è ancora insostituibile è perché lo si può ascoltare da qualsiasi piattaforma, persino da web. Apple Music ancora non c’è neanche su Android e, forse, non arriverà mai su smartphone Windows. Finché non diventerà altrettanto fruibile, per me non sarà una valida alternativa.

Adesso scusate, vado ad ascoltare la playlist sugli artisti influenzati dai White Stripes, prima che scadano i tre mesi di prova.

  • Francesco

    Buon articolo!

  • Dario Reverendo Brown

    il solito quadro di lontananza eppol

  • Filippo Pellicciari

    Vorrei aggiungere che ci sono anche moltissime webradio che trasmettono buona musica, dove in ogni canale streaming c’è un genere diverso. Quindi alla fine credo che con Apple Music non è stato inventato nulla. Concordo con il fatto che non tollero il 90% dei brani ascoltati su Beats 1. Alla fine son gusti, ma dopo un piccolo sondaggio che ho fatto con amici è emersa che in molti non sopportano le playlist della webradio della Mela morsicata.

    • peppeuz

      Intendi le raccolte della sezione Radio? Quelle non hanno impressionato neanche me, ma le altre playlist di Apple Music le ho trovate incredibili (come avrete capito).

      • Filippo Pellicciari

        Si, intendo quelle della sezione radio. Le altre non ho avuto modo di provarle, quindi non posso esprimere un parere obbiettivo. Ho la certezza che la Apple ha copiato dalle 200 radio presenti nel suo iTunes. Nella webradio che gestisco, facente parte di iTunes, risultano connessione di ore e ore durante vari mesi direttamente da Cupertino.

        • peppeuz

          Questa cosa è interessante.
          Potresti passarmi qualche dettaglio in più (anche in privato, dal mio profilo su MW trovi i vari social) che cerco di informarmi?

          • Filippo Pellicciari

            Certo. Ora sono un attimo impegnato, ti contatto appena posso. Comunque cosa ti interessa?

          • Filippo Pellicciari

            Ti ho contattato su Facebook, vedi nella cartella altro, sicuramente lo trovi li il messaggio 😉

    • Dario Reverendo Brown

      d’altronde ormai è chiaro a tutti, tranne agli utenti eppol, che eppol COPIA limando le imperfezioni grafiche; ieri sera ho avuto modo di vedere Star crossed ed ho visto, secondo gli sceneggiatori, i cellulari e tablet del futuro; come già successo con star trek eppol copierà il formato e l’estetica e dichiarerà che è il miglior aifogn di sempre

  • Roberto Palmese

    Bell’articolo e ottimi gusti musicali! 😀

    • peppeuz

      Grazie! (per entrambi i complimenti!)

  • Prima di arrivare alla fine dell’articolo, dove l’hai citata tu stesso, stavo proprio pensando all’interfaccia web, che in spotify fra l’altro non è neanche male, sebbene spotify stesso per qualche mistero la nasconda accuratamente in un microscopico link a fondo pagina…

    • peppeuz

      Sì, anche io la trovo funzionale e la utilizzo relativamente spesso. La trovo particolarmente utile per tutte le volte che non sono al mio PC ma voglio comunque aver accesso alla mia musica.

      • Gigi

        Ti capisco benissimo, è il motivo che mi fa adorare Google Music.

  • filippo

    praticamente le playlist sono insuperabili, la cura del servizio è entusiasmante, ma nella scelta ha più peso la componente social della qualità del servizio e al fatto che ancora non sia presente una app sul play store. su beats 1 velo pietoso, quello è il contentino free a chi non ha ancora attivato il periodo di prova o che lo ha esaurito ma non vuole pagare l’abbonamento.

    ma ognuno ha le sue priorità, c’è chi cerca qualità e chi invece di ascoltare musica fa stalking 🙂

    • peppeuz

      Noto giusto una certa dose di sarcasmo, ma ti rispondo comunque.

      In realtà la cosa che conta di più è quella di poter usufruire del servizio: su Mac e iPad non ho problemi, ma finché Apple Music non arriva anche su Android (che uso su smartphone) non è neanche una possibilità.

      A parte questo, mi piace ascoltare sempre musica nuova: le playlist su Apple Music sono ottime in questo senso, ma principalmente perché sono più curate e dettagliate. Anche Spotify ha le sue (alcune delle quali non sono male) e, soprattutto, personalmente compenso proprio seguendo i gusti musicali di persone fidate.
      Chiamalo stalking, chiamalo informarsi o come ti pare.

      • filippo

        no non è sarcasmo è buon senso, o critica educata.

        sei tu che hai definito il tuo comportamento stalking io non mi sarei mai permesso! probabilmente non vedo il senso di questo articolo proprio perchè il risultato della prova era inevitabile perché proprio come mi hai scritto la prova che hai fatto di apple music manca, ancora, del requisito essenziale per cui tu avresti mantenuto l’abbonamento a apple music, ossia la multipiattaforma su mobile, e questa informazione l’avevi ancor prima di attivare il periodo di prova e ne vizia il risultato.

        personalmente sto aspettando a attivare il periodo di prova proprio per l’assenza di una app android, che apple ha detto da subito rilascerà in autunno. non interessandomi la parte social per me apple vince a piene mani, da quello che ho potuto leggere un po’ ovunque, e per la cura della proposta musicale, ma questo lo scriverei sul mio blog personale non certo su un sito di notizie… insomma ci hai raccontato che tipo di ascoltatore di musica sei ma era interessante o necessario se ne facessi partecipi? 🙂

        • peppeuz

          Sì, l’ho definita ironicamente stalking, ma ciò non toglie che sia fermamente convinto dell’importanza della componente social. Per te è un aspetto che passa in secondo piano e lo capisco benissimo, evidentemente abbiamo esigenze diverse, ma non credo che ci sia nulla di male nel seguire i gusti musicali dei propri amici per scoprire nuova musica da ascoltare.

          Sì, sapevo benissimo che Apple Music non è disponibile su Android e non lo sarà fino all’autunno, ma rimangono comunque i miei dubbi su Windows Phone e interfaccia web.

          Per il resto è un Editoriale, come si evince dalla categoria. Si tratta sempre di articoli molto personali e in questo ho semplicemente voluto illustrare il mio punto di vista dopo un mese di Apple Music. Non avessi avuto la possibilità di scrivere su SW l’avrei fatto sul mio blog personale, ma per fortuna il blogging è il mio lavoro e quando posso condividere la mia opinione con i lettori lo faccio volentieri. D’altronde è palesemente solo un mio giudizio che non ha la pretesa di elevarsi a oggettività, che male c’è a renderlo pubblico? 😉

          • filippo

            Nessun male, ci mancherebbe, infatti concludevo il primo messaggio con un ognuno ha le sue priorità, da utente google music sento un sacco la mancanza di un player alla iTunes fatto come si deve su mac/win…

  • Andr3a

    ennesimo servizio in cui Google, grazie proprio alla sua essenza, potrebbe tutto e invece rimane inerme a guardare finchè il suo servizio non chiude i battenti…

    • Gigi

      veramente io uso Google Music da più di un anno ormai e lo trovo fantastico, quale sarebbe l’assenza?

      • Okazuma

        Non lo spinge in nessun modo?

      • StriderWhite

        Potrebbe migliorarlo un bel pò…

        • peterpulp

          Come? Puoi farci un esempio?

          • StriderWhite

            Io parlo soprattutto dell’applicazione offline, vorrei avere le smart playlist e la possibilità di votare le canzoni con le classiche stelline da 1 a 5.

      • FedEx

        Dai su non c’è proprio paragone.

      • Francesco Mariani

        Iniziando dalla musica stessa… I miei brani sono compressi in una qualità orribile, ho la fortuna di avere un ottimo impianto audio sulla mia macchina e, più di una volta, mi è capitato di chiudere play music in favore di spotify (e non ho un abbonamento… Quindi mi tocca solo la riproduzione casuale).

  • red5goahead

    Anche i dispositivi hw come avr, sistema di diffusione ecc hanno compatibilità Spotify Connect e spesso non Apple Music/AirPlay

  • Che bel editoriale!

  • il Signor babus

    #megliodeezer … Punto.

  • vicioman

    Bell’editoriale! In effetti anche io sto aspettando l’autunno per provare Apple music, prevedo 3 mesi di spostamenti di massa verso il servizio della mela e conseguente periodo di offerte da Spotify (evviva la concorrenza!). Anche secondo me la parte social é fondamentale, e Beats1 mi sembra un po’ un contentino per pezzenti mentre il servizio free di Spotify é comunque molto dignitoso. Solita politica della mela…

  • Natale Giuliano Mainieri

    Ok per i gruppi più conosciuti e internazionali ma per me che ascolto “musichetta ai più sconosciuta”? Funzioneranno altrettanto bene le playlist?

    • peppeuz

      Così su due piedi ti direi di sì. Nell’editoriale ho citato le playlist con i gruppi più famosi, ma mi ha proposto anche diverse raccolte di gruppi che definirei “di nicchia”.
      Poi dipende anche di quanto “sconosciuta” stiamo parlando e, in ogni caso, mi aspetto ovviamente che l’accuratezza delle playlist sia direttamente proporzionale al successo internazionale.
      Comunque son curioso, fammi qualche esempio e ti saprò dire!

      • Natale Giuliano Mainieri

        Purtroppo è una pecca che trovo in tutti i sistemi di suggerimento…
        Mmm non so: “area765”, “nobraino”, “parto delle nuvole pesanti”… Su questi Spotify, ad esempio, canna sempre i suggerimenti…

        • peppeuz

          Area765 non li conoscevo.
          Parto delle nuvole pesanti sì ma non li ascolto molto (però Peppe Voltarelli niente male dal vivo), Nobraino davvero molto divertenti live, The best of e NO USA! NO UK! li ho ascoltati abbastanza.

          A parte i miei commenti, in questi casi immagino che il problema principale è che si tratta di gruppi italiani, che ovviamente non hanno lo stesso riscontro. Mi hai fatto venire nostalgia e sto riascoltando NO USA! NO UK! su Apple Music, ti farò sapere se mi suggerisce qualcosa nei prossimi giorni 😉

          • Natale Giuliano Mainieri

            Ti consiglio anche gli area (ex ratti della sabina) meritano 😉

  • Luca

    Che banalità!!!

  • CAIO MARIZ®

    ora invece merita Apple Music