Editoriale: l’insostenibile leggerezza del prezzo

Nicola Ligas -

Nella giornata di ieri, è stato reso noto che la società che gestisce i noti e-store Stockisti e Console Planet è accusata, in seguito alle indagini della Polizia Postale e dell’ufficio delle Dogane di Roma, di associazione a delinquere finalizzata all’evasione fiscale (fonte). I numeri sono ingenti: oltre 50 milioni di euro di evasione fiscale; ma non sono qui per fare un processo sommario, che già sta impazzando per il web (e con esiti non sempre predicibili).

Ci penserà la giustizia a fare il suo corso ed emettere i suoi giudizi. Ritengo che una facile polemica sarebbe da ipocriti, quando fino al giorno prima anche noi segnalavamo loro offerte, ed inoltre non c’è ancora alcuna sentenza. A questo proposito, in futuro continueremo a selezionare in modo sempre più stringente gli store online dei quali riporteremo le promozioni, anche a scapito della varietà. Detto questo, una notizia del genere offre comunque alcuni spunti di riflessione ulteriori, ed è su quelli che vorrei concentrarmi ora.

Anzitutto ci piace risparmiare. Sarebbe assurdo dire il contrario, ma in Italia abbiamo una spiccata propensione alla “furbizia”. Ci galvanizza pagare un prodotto molto meno del suo prezzo di listino, senza chiederci il perché. Quel che conta è acquistare al prezzo più basso possibile. È un po’ questo il motivo per cui i prodotti cinesi d’importazione impazzano da noi, molto più che in altri mercati. Perché danno all’acquirente quel senso di esaltazione che solo l’aver “fregato il sistema” può dare, pagando un giusto prezzo per cose che gli altri pagano il doppio.

Il discorso devierebbe facilmente sulla pressione fiscale italiana, ma addurla come scusante non la rende tale. Su internet in particolare, che da sempre vive in uno stato da “acque internazionali”, vige la regola che se l’utente percepisce una qualche forma di ingiustizia è suo diritto aggirarla con ogni mezzo. Dal download degli MP3 allo streaming della serie A, di esempi ce ne sono a dozzine, e ciascuno potrà trovarne alcuni a sé familiari. Ho già detto che non mi piace l’ipocrisia, e quella di chi cerca di giustificare l’ingiustizia (vera) come conseguenza di altre ingiustizie (presunte) è una di quelle che personalmente trovo più irritanti, quantomeno in assenza di regime.

Le conseguenze, se mai ci saranno, riguardano sempre gli altri, un po’ come tutte le cose brutte della vita. E sia chiaro che la vicenda di Stockisti non è che una goccia nel mare. Ricordate Zion Smart Shop? – tanto per citarne uno. Già, perché cosa succede quando uno store viene chiuso per mano della legge? Una risposta univoca purtroppo non c’è, ma solitamente non sono buone notizie per gli acquirenti. Secondo il codice del consumola garanzia è a carico, in prima battuta, del venditore. Venendo meno quest’ultimo, ci si rivolge al produttore, ed è qui che le cose possono farsi difficili. Sì perché il produttore non è obbligato a riconoscere la garanzia ad ogni costo, in base a delle condizioni di base variabili da un produttore all’altro. In particolare, i prodotti d’importazione rappresentano spesso un motivo per cui il produttore rifiuta di fornire gratuitamente assistenza. E come probabilmente già saprete, i dispositivi di Stockisti (e non certo solo i loro) provenivano spesso dall’estero, anche extra-UE (ancora più problematico).

È spesso opinione comune che “tutte le grandi aziende evadono il fisco,” ma questo solo la Guardia di Finanza e le sentenze possono dirlo, e sia chiaro che non sto affatto giustificando nulla e che la giustizia vale per tutti. Del resto, col sennò di poi nessuno è fesso, ma ci sarà sempre un “superprezzo” sul web che cercherà di far leva sulla propensione al gioco d’azzardo insita in ciascuno di noi.

È ormai un circolo vizioso dal quale difficilmente usciremo, e che potremmo cinicamente chiamare semplicemente “economia“. Voglio ancora credere però in un’onestà di fondo che non sempre riesco a vedere, sia nell’acquirente che nel venditore. Quell’onestà che non ti fa per forza scegliere la scorciatoia più conveniente per te; anche perché, in una società ormai globalizzata come la nostra, il concetto di “io” si amalgama sempre più in quello di “tutti”. Ce lo dovremmo ricordare un po’ più spesso, forse. Sia quando vendiamo, che quando compriamo.

  • Maxishine

    Bravo Nicola, sempre un piacere leggere i tuoi editoriali.

  • matteo masi

    ma il sito degli stockisti come mai da desktop mi funziona mentre da rete TIM mobile non va?

    • Steve

      forse sul tuo pc hai impostati i dns di google?

      • matteo masi

        Ah può essere!! adesso non sono a casa e non so che DNS ci sono impostati sul gateway..però probabile sia quello..

  • Steve

    nell’editoriale una posizione così logica ed equilibrata che in Italia non ha senso di esistere: meglio pensare che lo Stato ci frega e tutti gli altri rubano per giustificare le grandi e piccole illegalità che commettiamo ogni giorno

    • Cesare Vitali

      Lo stato è composto dai cittadini, i politici sono cittadini in posizione privilegiata, le cui malefatte diventano più pesanti per la società di cui fanno e facciamo parte.
      Vogliamo continuare a giustificare l’evasione, allora continuiamo a giustificare anche il peso fiscale… Vanno a braccetto.

      • Pablo Galattico

        nessuno giustifica l’evasione ma non tutti gli store online che vendono lo stesso prodotto che trovi al mediaworld a quasi metà del prezzo lo fanno perchè adottano politiche commerciali scorrette o perchè non pagano le tasse….quindi non vedo perchè dovrei acquistare in uno store fisico e pagare il doppio e farmelo mettere in quel posto dalle note catene commerciali che a loro volta oltre a lucrare non sono certo l’emblema della legalità accertata e garantita sempre e cmq a prescindere! Ben venga l’e-commerce online la concorrenza e conseguente abbassamento dei prezzi dei prodotti ma soprattutto che lo stato sia più presente e vigili di più a tutela dei consumatori….5 anni per beccare gli stockisti mi sembrano troppi per uno stato degno di questo nome….il consumatore è vittima, il colpevole è lo stato e gli organi preposti a controllare e a tutelare gli acquirenti (guardia di finanza, magistratura e forze dell’ordine) lautamente pagati con le ingenti tasse che versano la maggior parte degli onesti cittadini italiani e i servizi restano scadenti! Il peso fiscale va anche a braccetto con la mala politica di anni e anni e che in Italia è scandalosa!

  • Pablo Galattico

    beh che lo stato spesso ci “frega” e/o non tutela come ci spetterebbe di diritto è un fatto reale e documentato ampiamente nella cronaca quotidiana…..che l’utente cerchi di risparmiare sul costo di un prodotto avendo a supporto uno strumento così potente come il web è altrettanto legittimo e anche giusto visto quanto quadagnamo poco in Italia noi del popolo in rapporto ai prezzi spropositati di molti prodotti (anche perchè lo stato italiano li carica di tasse e soprattasse più di ogni altro)….non colpevolizzerei troppo gli acquirenti….è tutto il sistema che andrebbe rivisto!

    • Cesare Vitali

      E lo stato da chi è composto? Lei non è italiano?

      • Pablo Galattico

        si ma non prendo io certe decisioni senza senso come fanno da anni i politici e politicanti italiani e/o europei! E senza che mi venite a dire che li votiamo noi….si tecnicamemte li votiamo noi ma le opzioni di voto sono pilotate e cmq spesso in Italia si fanno gli accordini….sbaglio o avremmo già dovuto votare da un bel pò dopo i fatti di dicembre?….ah ma devono maturare prima i vitalizi per certi individui e poi…forse…:))

    • unknown.84

      Io invece colpevolizzo quasi esclusivamente gli acquirenti, soprattutto quelli italiani.

      L’italia è la patria del volere e non potere: se vogliamo acquistare uno smartphone (perché di questo stiamo parlando) con buone caratteristiche ed a prezzi accessibili non abbiamo che l’imbarazzo della scelta negli store fisici come negli store on-line più “affidabili”; però no, non va bene, perché se non ho l’iphone (o il samsung) uscito domani non sono nessuno, non posso vantarmi di un lusso che in realtà non potrei permettermi.

      E così, soprattutto qua da noi, prolificano questi store che vendono prodotti provenienti dall’estero costruiti da aziende la cui affidabilità è tutta da dimostrare e che spesso utilizzano il meccanismo della ti@ngol..zione per evadere l’iva.

      L’italico consumatore, fiero di essersi potuto comprare il top di gamma del momento oppure la cinesata che maldestramente lo imita, ignora completamente tutti i rischi che si celano dietro tali acquisti soprattutto per quanto riguarda i termini di garanzia e le imposte doganali ed anzi, è pronto a implorare l’aiuto dello stesso stato che (a detta sua) ha voluto fregare per far valere i suoi (presunti) diritti.

      • Pablo Galattico

        se prolificano certi store è anche perchè ci sono evidenti falle nella macchinosa burocrazia italiana dove non funziona un cavolo; queso sito degli stockisti esiste da almeno 5 anni e si svegliano adesso a capire come agiva? Quindi anche qui il colpevole è sempre chi dovrebbe sorvegliare e non lo sa fare…nel caso stockisti, a differenza del caso zion che chiusero in pochi mesi, si pagava tramite paypal quindi dal punto di vista dell’acquirente sembrava essere uno shop abbastanza affidabile (a parte la provenienza estera di molti dispositivi); questo è un territorio in cui è lo stato che dovrebbe vigilare e tutelare e il cittadino non è per nulla colpevole ma il soggetto che dovrebbe essere tutelato!…smettiamola con questa retorica del piffero…fate solo il gioco della malsana politica italiana e di una macchina dello stato che fa letteralmente ridere mezzo mondo da anni! Se siamo una delle ultime ruote del carro da tutti i punti di vista (sociale, politico economico occupazione costo della vita ecc..) la colpa è dei cittadini italiani che muovono i fili non della parte che subisce certe scelte!

        • unknown.84

          Io mi riferivo a tutto il contesto descritto da Nico (tra l’altro bravissimo) e non al singolo caso che da ieri rimbalza sul web, sul quale sono d’accordo con te: era chiaro come il sole che qualche strano giochetto lo facessero.

          Detto ciò non mi sembra di aver fatto della retorica o del moralismo, ho solo detto le cose come stanno.

          Qua da noi conta solo apparire, non essere e la cosa si riflette sul nostro modo di fare acquisti: è ovvio che al momento di acquistare un oggetto tutti facciamo le nostre valutazioni in base al prezzo a cui ci viene proposto, ma sempre più spesso le persone acquistano prodotti di dubbia provenienza soltanto perché così possono “sfoggiare” il loro nuovo accessorio e sentirsi accettati dalla società.

          Vogliamo ad esempio parlare di tutti i cloni cinesi dei più noti top di gamma in commercio? Chi li compra si sente un furbo, perché con 4 soldi ha il telefono uguale a quello dei “ricchi” ma non capisce che sta solo fregando se stesso perché:

          1) Ha dato il suo account paypal/carta di credito a un cinese che probabilmente nemmeno esiste,

          2) Non è sicuro che gli arrivi e, nel caso venga davvero spedito, l’agenzia delle dogane potrebbe convocarlo per fargli pagare il dazio dovuto

          3) Ha un oggetto in mano che non rispetta la benché minima normativa sulla sicurezza ed è a tutti gli effetti pericoloso

          4) Non avrà mai né garanzia né assistenza post-vendita

          Quindi,come dicevo nel post precedente, il danno lo sta facendo a se stesso non di sicuro al produttore dell’oggetto originale che comunque non avrebbe mai venduto l’oggetto in questione ad una persona senzà le necessarie possibilità.

          • Pablo Galattico

            ma questa è una tua interpretazione di un articolo che secondo me è stato scritto male e si presta a mille interpretazioni. Nell’articolo si parte dal presupposto che il proliferare di certi shop sia anche colpa dei consumatori e ciò non è vero….è dovuto alla globalizzazione e alla diffusione di internet. Gli store del piffero a cui tu fai riferimento che vendono cloni sono solo una stortura, altra cosa sono store cinesi come gearbest che sono store affidabili e legali o marchi alternativi come gli xiaomi che sono prodotti di qualità e non certo cloni
            (globalizzazione significa smaterializzazione del titolo cioè posso acquistare qualsiasi cosa nel mondo in modo legale senza dover per forza essere fisicamente nel luogo dove lo vendono)! Dato che l’articolo trae palesemente spunto dal caso degli stockisti (che non vendeva cloni ma gli stessi articoli degli stessi marchi acquistabili nei negozi fisici solo a prezzi ribassati) e poi nello stesso articolo si va ad ammonire i consumatori è chiaro che ti viene da pensare che l’autore voglia incolpare i consumatori sul fatto che esistano certi siti online con prezzi agevolati e sul fatto che alcuni di questi per proporre prezzi competitivi applichino delle politiche commerciali scorrette e/o illegali. Allora se l’intento dell’autore era proprio questo allora è totalmente fuori strada perchè il consumatore in tali casi è vittima e non carnefice, se poi voleva alludere ad altro beh non è stato bravo a comunicarlo e cmq non mi sembra un argomento interessante….credo che chi prende i cloni sia solo un poveraccio perchè pensa più alla forma che alla sostanza…meglio un dispositivo meno rifinito esteticamente ma con buon hw e sw e ben funzionante che uno che assomiglia all’iphone di turno e poi si impalla sulla home alla semplice apertura del calendario!

          • Non essere d’accordo è un conto. Scritto male è un altro. Come dicevo più sopra, io non voglio rimproverare i consumatori, ma semmai metterli allerta del fatto che non è sempre tutto oro quel che luccica e che ci vuole tanta attenzione quando si acquista online. Pensare però che le colpe siano sempre e solo unilaterali, mi sembra un tantino eccessivo.

          • Pablo Galattico

            Non te la prendere ma credo che il messaggio che volevi dare all’atto pratico non sei riuscito a trasmetterlo ( vedasi e leggasi i vari commenti degli utenti a corredo)….un consumatore vede un sito di e-commerce pubblicizzato su tutti i blog più importanti e seguiti, legge che gli si offre garanzia e assistenza, vede che i metodi di pagamento sono sicuri (paypal), leggi centinaia di feedback positivissimi, prezzi molto competitivi, che dovrebbe fare se non fidarsi e acquistare?…..in generale è chiaro che su uno store qualunque e semisconosciuto valga la regola di porre molta attenzione e magari non lasciarsi anmmaliare (vedi zion che tra l’altro proponeva metodi di pagamento poco sicuri e di dubbia affidabilità) ma nel caso degli stockisti tutto faceva pensare ad uno store molto affidabile e quindi il consumatore è in tal caso solo vittima e lo stato latitante!

          • Non dico assolutamente che la colpa sia sempre dei cittadini, ed il caso stockisti come dici tu è particolare, infatti non ho mai parlato nello specifico di loro ma sempre in senso generale. Riguardo la lentezza dello stato è oggettiva, ma tu sei davvero in grado di sapere perché? Sei sicuro che sia solo inefficienza o che invece non ci siano tempi morti e difficoltà varie che sfuggano all’occhio del comune cittadino?

          • Pablo Galattico

            si perchè all’estero in molti paesi dell’unione europea e oltreoceano la burocrazia è molto più snella e la macchina dello stato più efficiente…scusa capisco che sei giovane ma credo che il fatto che l’Italia sia uno dei paesi evoluti più inefficienti soprattutto nelle tempistiche giudiziarie e con la burocrazia più inutilmente complicata sia un fatto noto da anni e la stessa unione europea sono anni che ci invita a snellire e velocizzare i tempi assurdamenti morti delle questioni giuridico/legali e amministrative! Vai in Germania ad esempio e vedi come ti vengono a prendere fino a casa in pochissimo tempo se scarichi determinato materiale coperto da copyright dal web!

    • Io non colpevolizzo nessuno. E tutti al contempo. È un circolo vizioso in effetti, come dicevo alla fine, dove l’inizio e la fine si intrecciano

      • Pablo Galattico

        non sono daccordo….c’è un libero mercato e c’è uno stato che dovrebbe vigilare e controllare ed invece è spesso assente o tardivo!

  • DevHunter

    Bellissimo articolo, ma….
    Quando parliamo del ruolo dei market place (senza fare nomi…amazon, ebay, trovaprezzi) e dei tanti siti/blog che guadagnano da questo business?
    I market place applicano commissioni tra l’8 ed il 10% sulle vendite effettuate da siti che evadono regolarmente l’Iva. Altri siti guadagnano tramite Google Adwods pubblicizzando ogni giorno articoli tipo…. offerta pazzesca su S7 e P10…. ed ad ogni click che si tramuta in acquisto… soldi
    Ne parliamo o come immagino… meglio tacere?

    • Possiamo parlarne, anzi ho già in bozza un editoriale su quello, ma sono due cose diverse rispetto all’argomento odierno.

      • Pol Pastrello

        Riguardo a Trovaprezzi ho acquistato e pubblicato recensioni negative dell’esperienza d’acquisto. Regolarmente dal venditore arriva una diffida che se non cancelli la recensione negativa ti ritrovi una denuncia, quindi ovviamente per non dover rispondere in un tribunale che potrebbe essere anche a centinaia di km cancelli la recensione. Mi è arrivata pure la lettera di diffida da parte di un avvocato … quindi diffidate dalle stelline e recensioni, sono false, tutte quelle negative vengono ritirate con minacce da parte dei venditori.
        Idem Tripadvisor; ho una collega che dopo una recensione negativa si è ritrovata con la minaccia di una causa legale …
        Si potrebbe parlare anche di questo fenomeno … che senso hanno le opinioni dei clienti se questi vengono costantemente minacciati?

        • Purtroppo in Italia il reato di diffamazione può partire con poco, pochissimo. E questo è un problema perché chi ha avuto esperienze negative spesso non sa recensire in maniera abbastanza negativa da non scadere nella diffamazione (del resto: perché dovrebbe saperlo?). Ed ovviamente le aziende maliziose se ne approfittano minacciando cause…

          • Pol Pastrello

            Ti minacciano anche con una recensione che descrive semplicemente i fatti accaduti. Il cliente a queste false minacce tende a rinunciare in prima battuta …

      • DevHunter

        Ottimo. Spieghiamo come nel mercato dell’elettronica di consumo non esistano stock di prodotto. Come il prezzo non vari in funzione delle quantità, ma solo dalle contribuzioni sul sell out. Di come avviene la distribuzione. Forse con queste informazioni, il consumatore medio capirebbe meglio le dinamiche di prezzo dei prodotti e le scelte dei vendor.

  • Biroger

    Se non data una regolata alle pubblicità sarò costretto a usare adblock… https://uploads.disquscdn.com/images/02c746674b83efc8b10086b113bf6b2580a50e07802606407179c18013b5f1eb.png

    • “costretto” non è la parola che avrei usato, se hai letto quanto sopra.

      • Biroger

        /ironic mode on
        non sono riuscito a leggere, dato che 2/3 dello schermo erano occupati da un placeholder per la pubblicità non chiudibile
        /ironic mode off
        mi spiace se il mio intervento è risultato sgarbato, ma ultimamente da mobile passa la voglia di visitare il vostro network causa pubblicità sempre più invasiva, e volevo segnalarvelo.

    • Marco G.

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      Non vuoi pagare un abbonamento? troverai la pubblicità.
      Molto semplice.

  • mdma

    Amo leggere i tuoi editoriali Nico; ma, ripeto, il sito sta scadendo troppo a causa delle pubblicità. Ci vuole un minimo di rispetto per chi vi legge (purtroppo SEMPRE meno, esattamente per questo motivo). Spero non mi eliminiate il commento come al solito etichettandolo come “non il luogo adatto”, ma ormai ho perso la speranza. Buon lavoro. https://uploads.disquscdn.com/images/0639bb13063fc996505b62fe8bedcad1f3049602a89cbae4a0aa740af075340c.png

    • Fra Lu

      Hai provato a cliccare le x?

    • Solo una puntualizzazione: non censuriamo praticamente mai nessun commento, e sono d’accordo con te che quella sovrapposizione di pubblicità non ci dovrebbe essere e non è certo voluta. Il rispetto per i miei lettori è massimo, e fosse per me avreste sempre tutto gratis. Detto questo, segnalo la cosa al team che se ne occupa.

      • Pol Pastrello

        Lo Zymil che parte all’impazzata anche 3 o 4 volte è fenomenale!
        Secondo te verrà preso in considerazione questo prodotto così come tutti gli altri invasivi che compaiono sulle pagine durante la navigazione?

    • Marco G.

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      Concetto semplice.

      • mdma

        Nella tua idea è tutto o bianco o nero? Il compromesso non esiste, immagino. C’è differenza tra nessuna pubblicità e NON POTER NAVIGARE causa pubblicità. Ma comprendo anche che non tutti ci arrivino..

        • Marco G.

          E’ proprio il contrario, si tratta proprio di un compromesso, bilanciato dai fatti: in questi tre anni AW ha aumentato moltissimo quantità (da 1-2, massimo 3, articoli al giorno a decine al giorno) e qualità dei contenuti (trasferte, prove in anteprima, confronti, etc.), oltre che il numero delle persone in redazione, di conseguenza è aumentata la pubblicità.

  • L0RE15

    Un conto sono i prodotti cinesi d’importazione che, a fronte di un prezzo da sempre basso, portano in dote una qualitá decisamente bassa e spesso non sono conformj alle norme EU: in questo caso spopolano tra chi ha pochi soldi o tra i perenni “braccino corto” che, alla fine, vanno ad alimentare le storie che stanno dietro al detto “chi meno spende, piú spende.
    U altro conto sono i prodotti che hanno un prezzo di mercato X e che si possono riuscire a trovare (non contraffatti) ad un prezzo X-Y (dove Y é variabile). I casi possono essere:
    – merce rubata: solitamente l’acquirente lo capisce e poi decide se correre il rischio o meno…
    – provenienza da altri mercati: una volta piú di oggi era facile trovare prodotti destinati a Polonia o simili, venduti da qualche negozio a prezzi decisamente piú bassi…pena, però, la mancanza di garanzia in caso di guasti ed una manuaistica in altre lingue. Oggi questo fenomeno é stato arginato per gran parte con le regole del libero mercato…
    – prodotti originali venduti a prezzi piú bassi del normale che non ricadono nel caso di sopra: in questo caso il giochetto piú vecchio al mondo é quello dell’evasione fiscale da parte del negoziante che può realizzarsi in vari modi…metodo, questo, che porta a sconti anche abbastanza elevati esendo l’iva italiana al 22%, quindi circa un quarto del prezzo. In questo caso, però, prima o poi si viene beccati, soprattutto se si persevera e se si cominciano a fare grandi numeri/a diventare famosi…
    – promozioni speciali da parte di qualche produttore o negozio: accordi commerciali o anche solo voglia per un marchio di vendere un proprio prodotto con margini risicatissimi o al prezzo di costo, al fine di avere un ritorno pubblicitario. Ma non capita tutti i giorni una cosa cosí…

    Non esiste poi molto altro se non le classiche promozioni natalizie o il Black Friday…in tutti gli altri casi, fatevene una ragione, c’é qualcosa sotto se un prodotto che ovunque si trova a, esempio, 800 euro viene venduto a 600 euro…
    Che poi la gente cerchi sempre il miglior prezzo quando decide d’acquistare un oggetto, beh, mi sembra ovvio, scontato, banale ed anche logico per chi non pesca i soldi dall’albero al mattino! Soprattutto in un mondo, quello di oggi, dove il marketjng fa un lavaggio del cervello costante alla gente…
    I margini di guadagno, vendendo elettromica oggi come oggi, sono ridicoli, e non a caso tanti piccoli negozi sono falliti o inglobati da grandi catene, le uniche, ormai, che possono permettersi di fare affari in tal senso…

    Che Gli Stockisti avesse qualcosa sotto, lo si poteva forse sospettare…ma il negozio era, per quello che può esser stata la mia esperienza, serio. I prodotti era indicato se di provenienza italia o meno ed i prezzi non é che ballassero di centinaia di euro rispetto agli altri negozi. Non metterei assolutamente in croce chi ha comprato da loro: solo un 2-3 anni fa ci fu un altro negozio online che venne chiuso (era molto amato, sponsorizzatoned usato) ma aveva una facciata decisamente peggiore.
    Ad ogni modo aspettiamo le indagini e vediamo cosa diranno: inutile anche condannare a priori tutto e tutti: hanno il diritto di difendersi anche loro (come tutti).

    • Chiarisco solo una cosa: non volevo dire che store cinesi ed evasione iva siano sullo stesso piano. Il discorso verteva sulla propensione al risparmio

      • L0RE15

        la propensione al risparmio, soprattutto in periodi di forte crisi come gli ultimi anni, è cosa buona e giusta, oltre che sensata per ottimizzare le proprie finanze senza, nei limiti del possibili, rinunciare a nulla di ciò che serve e di ciò che si desidera.
        La propensione al risparmio diventa stupidità (e, a volte, malafede) quando si rivolge a soggetti che vendono/producono senza gli adeguati standard di sicurezza e/o licenze ma, soprattutto, quando ci si rivolge a mercati paralleli illegali (magari gestiti pure da gente poco raccomandabile). Il tutto può essere amplificato e reso più difficile da discernere oggi ai tempi dell’e-commerce dove non si ha di fronte una persona fisica ma solo un monitor, un sito e si dialoga (se si dialoga) tramite tastiera/mouse.
        Il fatto di, una volta scelto l’oggetto X dei propri desideri, ricercarlo al miglior prezzo possibile (fermo restando quello che ho scritto poche righe sopra), non mi sembra un atteggiamento che si possa minimamente condannare. Che poi, al giorno d’oggi, ci siano persone che “si vantino” di pagare certi beni anche due o tre volte più del prezzo di listino per “farsi belli”, questo è un altro paio di maniche. purtroppo la società (leggi: popolo-bue) avalla e, anzi, eleva atteggiamenti come questi…
        Ad ognuno le sue conclusioni…

      • marco

        io sono poveraccio, e voglio risparmiare

      • marco

        sarei definito un consumatore attento. Compro dove costa meno

  • Marco G.

    Il caso degli Stockisti è un po’ particolare, confonderlo una opacità sistemica di alcune dinamiche di internet credo confonda un po’ le idee.
    Io non credo che chi acquistava dagli Stockisti lo facesse con l’intento di “fregare il sistema”, il sito offriva un ottimo servizio, preciso e rapido e un buon servizio post-vendita, inoltre aveva tutta una sezione dedicata a prove e recensioni, oltre a una attivissima e seguitissima pagina Facebook. Era ormai un sito stranoto a tutti gli appassionati e ridurlo a sito “truffa” mi sembra riduttivo.
    Dalle prime indagini, pare che il sistema messo in atto fosse di tipo elusivo/evasivo dell’IVA, attraverso la creazione ogni anno di una concessionaria diversa per l’Italia della casa madre STK Europe ltd. Praticamente il meccanismo sfruttava il mercato globalizzato per far circolare merce pagando il costo fiscale più basso a disposizione. Esattamente lo stesso meccanismo che, molto più in grande, usano tutti i grandi brand e le grandi multinazionali, con la differenza che il prezzo dei loro prodotti resta quello pieno e non quello “super” di siti come gli Stockisti (parafrasando, i grandi fanno elusione pubblica e ricavo privato, mentre il piccoli fanno elusione pubblica e ricavo pubblico, perché alla fine il prezzo basso andava a vantaggio anche del consumatore finale).
    Evadere il fisco è sbagliato e crea sempre distorsioni maggiori dei vantaggi immediati apparenti, resta però il fatto che un fisco più equo agevolerebbe e, in ultimo, mi devono ancora spiegare perché la globalizzazione va bene per tutto (merci, capitali, persone, etc.) ma non sui prezzi dei prodotti venduti in più mercati. Va benissimo quindi in no alle distorsioni del mercato, ma che questo valga per tutti.

    • Il caso stockisti credo sia affine a quello di tantissime altre realtà online di pari grandezza, e sia chiaro che non ho mai e poi mai parlato di truffa. Il discorso stockisti è finito praticamente al secondo paragrafo dicendo proprio che sarà la magistratura a stabilirlo e che per ora non c’è nulla di assodato.

      • Marco G.

        Nicola, scusa, non si capiva. Il riferimento non era solo al tuo articolo, ma un discorso più in generale su tutto ciò che abbiamo letto e sentito ieri e, ancora più in generale, sul tema della globalizzazione un po’ a senso unico a scapito del consumatore finale.

    • Alfred

      Mi trovo pienamente d’accordo. Aggiungerei inoltre che non si può biasimare un consumatore che a parità di prodotto sceglie di effettuare l’acquisto presso il rivenditore che offre il prezzo più basso. L’assistenza post vendita è un valore aggiunto che viene comunque preso in considerazione al momento dell’acquisto, e chi vi rinuncia (in maniera parziale, poiché la garanzia del venditore deve essere comunque rispettata per legge) decidendo di pagare di meno, non sta pensando di “fregare il sistema”. Anche se paradossalmente ho avuto ottime esperienze col servizio post vendita de glistocksiti anche in casi di prodotti garanzia eu.

      • Io non biasimo il consumatore, lo invito a fare attenzione, è ben diverso.

        • Alfred

          Se si parla di fare attenzione per non essere truffati e quindi ad esempio di non ricevere il prodotto o la dovuta assistenza post vendita, allora sono pienamente d’accordo. Il mondo dell’e-commerce è ancora abbastanza selvaggio e il pericolo è dietro l’angolo. Basta prendere come esempio Girada. Se si da uno sguardo alle liste si rimane basiti da quanta gente vi si aggiunga giorno dopo giorno. Le condizioni sono chiare ed il tutto è totalmente legale (ancora), quindi chi paga accetta il rischio di propria volontà. Tuttavia glistockisti era un negozio ormai affermato ed anche sorprendentemente affidabile. È ovvio pensare che chi gioca al ribasso tagli da qualche parte per compensare, difficile sapere dove. Non voglio toccare il tasto dell’etica poiché sono d’accordo con quanto scritto nella chiusura dell’articolo.