Editoriale-Lettera-a-Babbo-Natale-Finale

Editoriale: una lettera per Babbo Natale (#riepilogo2015)

Giorgio Palmieri - AVVISO - NSFW - Senza mezzi termini questo editoriale usa termini volgari per raccontarvi in modo ironico i fatti dell'anno. Se siete sensibili a questo tipo di linguaggio vi sconsigliamo la lettura del seguente articolo.

Caro Babbo Natale, sai, da piccolo nella letterina per te scrivevo sempre che avrei voluto la pace nel mondo, ma sappiamo entrambi poi come è andata. Forse non la scrivevo con quella forza emotiva tale da far sembrare quel desiderio abbastanza sincero ai tuoi occhi. E lì davvero mi sentirei in colpa.

Grazie a mio cugino per avermi passato la foto. Io purtroppo non lo trovo più.
Purtroppo ho perso il mio Kevin Sorbo, ma mio cugino no. La foto è sua. Lo ringrazio.

O forse perché sospettavi che quel post-it fosse una scusa per pararmi il culo, in pieno stile Francesco Sole, per apparire ai tuoi occhi come un bimbo particolarmente bravo. Ed infatti, ora che ci penso, tutto ha più senso.

Sto ancora aspettando quella Xena in scala 1:1 che ti avevo chiesto più di quindici anni fa, ed invece mi propinasti un pupazzo di Kevin Sorbo nemmeno tanto convinto di essere Hercules.

Poi, solo poi, sono cresciuto. Ho capito che l’utopia non esiste. Ho capito che i buoni e i cattivi non esistono. O, perlomeno, non in senso stretto.

Esistono solo persone con scopi diversi, con obiettivi diversi, alimentati dalle circostanze in cui viviamo. E alimentati da diversi kebab, perché chi non ha un kebabbaro in città?

E sai, quest’anno le circostanze mi hanno fatto vivere eventi che non crederai ai tuoi occhi, la cui sola lettura non renderà giustizia alla loro valenza. Mi piacerebbe comunque parlartene. Ne vale davvero la pena.

“Da grandi pacchi derivano grandi, belle cose” citazione di una poco creativa pornostar
“Da grandi pacchi derivano grandi, belle cose” – citazione di una poco creativa pornostar.

Tutto iniziò a gennaio.

Mentre la gente smaltiva i postumi del cotechino e lenticchie, i quali, come ben saprai, si protraggono per l’intero mese, veniva combattuta una guerra sui campi di battaglia del web. Una crociata, per l’esattezza.

Da un lato si schierarono netti i tradizionalisti, figli di abitudini e schiavi del tempo. Dall’altro, invece, forti si ergevano gli eruditi, pochi individui colmi di indomabile conoscenza, possessori di futili segreti che volevano a tutti i costi rivelare, la cui frivolezza divenne però motivo idealista. Era una guerra inutile, eppure spietata, che mai nessuno avrebbe potuto vincere.

Se da una parte i tradizionalisti sembravano non avere occhi per strumenti più potenti per i loro quotidiani scopi, dall’altra c’era l’incapacità degli eruditi di non capire le più basilari delle esigenze dei primi.

Come dici? Non stai capendo un cazzo di quello che sto dicendo?

Dai, è così chiaro: sto parlando della crociata nata tra gli utenti WhatsApp e Telegram.

Discussione tra utenti Whatsapp e Telegram. Olio su tela.
Tipica discussione tra utenti WhatsApp e Telegram. Olio su tela.

Se vuoi rileggi le righe qui sopra secondo la chiave di lettura che ti ho appena offerto.
Ti aspetto qui.
Vai, davvero, rileggi pure.
Lo sai, no? Verba volant, scripta manent!
Non ti ingozza?
Ah okay, allora continuiamo.

Non so se hai presente a cosa servano le due app sopracitate ma, in ogni caso, l’annuncio di WhatsApp Web ha accentuato ulteriormente il conflitto, portandolo sul piano personale. Ma pensa te se un’app di messaggistica potesse addirittura turbare l’animo umano. Non si smette mai di imparare!

Una battaglia dunque che ci ha fatto capire l’importanza delle tradizioni, ma anche l’influenza degli sconvolgimenti quotidiani. Cacchio, se mi levi il caffè la mattina, ti faccio diventare un corriere di Amazon nel periodo di Natale. Che poi è un po’ quello che fai tu…ops, scusa.

Lui è il motivo delle centinaia di ore che spendete settimanalmente su Facebook.
Guardalo intensamente. Lui è il motivo delle centinaia di ore che spendi settimanalmente su Facebook.

A proposito di cambiamenti di abitudini: febbraio è stato il mese rivoluzionario in tal senso.
AndroidWorld, infatti, non è più solo. MobileWorld e SmartWorld sono ormai realtà ben affermate, e ci permettono di condividere, con te e con i nostri lettori, tutti gli argomenti del mondo della telefonia e dell’universo tecnologico in generale. Chiaramente non ci fermeremo qui.

I sogni sono tanti, le proposte pure. Non possiamo spoilerarti troppo, Babbo, altrimenti ti rovineremmo la sorpresa.

È Natale, e nella speranza che sotto l’albero ci sia un bel regalo per noi, lettori compresi, ti dirò che in un periodo non troppo lontano, né troppo vicino, annunceremo DieteWorld.it, per appunto cogliere di petto l’apparente alto interesse verso i prodotti per perdere peso che spopolano su Facebook (il nostro social media manager Lorenzo può confermare la tendenza). Magari li recensiremo pure. Dobbiamo solo capire a chi affidare la mansione.

Lorenzo Fragola uno di noi!  Uno di nooooooi!! LORENZO UNO DEI NOOOOII! Cacchio, un altro Lorenzo?
Lorenzo Fragola uno di noi! Uno di nooooooi!! LORENZO UNO DI NOOOOIIII! Cacchio, un altro Lorenzo?

Parliamo appunto di sogni: marzo è sinonimo di Mobile World Congress, la fiera più importante sulla telefonia, roba che interesserebbe anche a chi aggiusta i citofoni.

Dovresti stare più attento anche tu Babbo a questa manifestazione, non tanto per una questione informativa, quanto per quella economica: invece di acquistare i soliti telefoni da settecento euro potresti regalare smartphone equivalenti ai bisogni dei tuoi “clienti” pagando meno, alla facciazza del consumismo. A maggior ragione quest’anno visto che, ufficialmente, l’entry-level è il nuovo top di gamma.

Comunque sia, gennaio, febbraio e marzo furono la quiete prima della tempesta.

Ci sono vari tipi di tempeste. Quella che avviene qui è la più catastrofica.
Ci sono vari tipi di tempeste. Quella che avviene qui è la più catastrofica.

Ad aprile, infatti, la gente iniziò a riflettere sul fatto che questa generazione di smartphone fosse effettivamente di passaggio.
Almeno, fin quando non venne svelato colui che, su carta, avrebbe rivoluzionato il mondo della telefonia.

Cavolo, sai che non riesco a dire il suo nome?

Mi mancano le parole.
Non per deficienza, ma per paura.
Anche perché solo scrivendolo potrei rischiare di essere additato come un venduto.
O come un marinaio, anzi, un pirata considerando l’ambiente.

Babbo Natale, almeno te non farmi sto sgarbo.
Apriti cielo.

La foto finale del nostro ritiro spirituale in preparazione alla recensione di Stonex One.
La foto finale del nostro ritiro spirituale in preparazione alla recensione di Stonex One.

Stonex One.
Non sai cosa è? Cavolo, ma tu vivi proprio fuori dal mondo!
Fa strano, sai? Probabilmente tra i milioni di letterine che hai ricevuto quest’anno ci sarà qualcuno che te l’avrà chiesto.
No?
Nessuno nessuno?

Tuttavia, Stonex One ha il merito di aver creato un vero e proprio fandom negativo in Italia. E non voglio risultare di cattivo gusto come quella volta quando dissi che il mio film fantasy preferito è la Passione di Cristo (ehi davvero! Mi è piaciuto molto!).

È solo una constatazione di quello che, almeno nel nostro universo d’interesse, è stato un fenomeno stratosferico: vedere come hanno reagito gli utenti, le testate giornalistiche, leggere i commenti agli articoli e soprattutto alle recensioni è stato a dir poco un’esperienza piacevole quanto sedersi su un Nexus 6P. In verticale. E non una volta.

Non mi dilungherò molto sulla questione però: devi sapere, caro Babbo Natale, che di parole se ne sono spese già troppe, ed un’altra potrebbe essere vista come strumento di marketing, favoreggiamento politico, stupro intellettuale e persino evocazioni esoteriche.

Dunque preferirei passare oltre, anche perché, ti dirò di più: smettere di parlare di Stonex One, per molti redattori, è stato come mettersi le mutande pulite dopo una lunga ed estenuante giornata lavorativa. Sai, quella tipica sensazione di freschezza che per un attimo ti fa dimenticare tutto, ma proprio tutto, persino gli eventi del giorno dopo, anche i più brutti, come quell’appuntamento dal tuo dottore di fiducia, di una certa stazza, pronto a farti la colonscopia prenotata sei mesi fa.

Il dottore è pronto. Tu no. Poi quello sguardo non promette nulla di buono.
Il dottore è pronto. Tu no. Poi quello sguardo non promette nulla di buono. Per non parlare di quel dito.

Tutto poi è tornato alla normalità, ed è un bene. A maggio eravamo presi dal solito, canonico, rodato appuntamento al Google I/O.
Si legge AI OH. Tipo Emma Marrone alle interviste in inglese.

Comunque le novità sono state molte, tra le quali si annoverano Android M, la nuova versione del robottino verde, il nuovo Cardboard e Brillo, insomma, tanta carne al fuoco anche per i vegetariani.

Ti piacerà sicuramente sapere, inoltre, che maggio è stato il mese in cui abbiamo provato Apple Watch, un accessorio utile quanto un comodino senza cassetti e simile a – hai presente quella scatola di biscotti della nonna in cui i frollini al burro sono sostituiti da simpatici attrezzi per cucire? Ecco, a quella.

E scommetto che molta gente te l’ha richiesto, caro Babbo Natale.

Non hai ancora capito qual è? Dai, è quella specie di orologio che si scarica in fretta, pieno di cose inutili da far vedere agli amici per farti figo, ma che poi, nella quotidianità, non userai mai. Però, sai, è prodotto da Apple e quindi è per forza il top. Anche se saprai che il nome non è sempre sinonimo di garanzia per la qualità dei dispositivi. Tipo, prendi mia nonna: la pasta al forno che fa è sempre spettacolare. Ogni tanto, tuttavia, è uscita male… anzi, ora che ci penso… non è mai successo.

Vabbè, credo che l’esempio abbia reso l’idea. Più o meno.

Una foto sobria di Katy Perry per riportare alto l'interesse. Tutto qui.
Una foto sobria di Katy Perry per riportare alto l’interesse. Tutto qui.

A giugno, invece, ho rivalutato insieme al team e ai nostri lettori l’importanza delle parole.

Pensa un po’: Konami annunciò di volersi dedicare al gaming mobile con tutte le sue forze, per poi ritirare quello che aveva detto perché i fan non lo gradirono. È un’altra di quelle cose che forse non ti interessano, ma ti assicuro che questa è una dimostrazione induttiva sull’entità dei comunicati, dal lessico alla punteggiatura.

Insomma, se un giorno avrai voglia di una leccornia, e nel mentre sarai particolarmente arrabbiato per la tua condizione psicofisica sfavorevole, soverchiata da una dieta ferrea, ricordati sempre di fare una pausa tra la frase “voglio il dolce…” e il volgare lemma “cazzo”, altrimenti il doppio senso sarà garantito.

Ah, e sai caro Babbo Natale, un editoriale sulla dipendenza da Internet di Nicola mi ha fatto capire quanto siamo assuefatti da esso.

L’ho capito ancora meglio stando dal dentista, mentre fissavo il vuoto. Avevo il cellulare scarico, non sapevo che fare. Mi stavo incredibilmente annoiando come non succedeva da mesi. Sì, perché pensaci un attimo Babbo: da quando abbiamo gli smartphone c’è sempre qualcosa da fare per intrattenerci nei momenti morti.

Immagino che Adele, per scrivere Hello, abbia raggiunto uno stadio di solitudine tale  da
Immagino che Adele, per scrivere Hello, abbia raggiunto uno stadio di solitudine paragonabile al Super Sayan di massimo livello in termini di potenza.

Sono sempre meno gli attimi in cui ci dedichiamo a noi stessi, alla solitudine, ma non quella che ci rende asociali, ma la forma di isolamento mentale che ci permette di toccare il fondo della noia per poi risalire su con riflessioni e idee spettacolari. Perché l’idea di fare questo editoriale m’è spuntata proprio dal dentista. Quasi non mi pento delle centinaia di euro che ho speso per quel fottuto dente del giudizio.

Poi, purtroppo, nel mese di luglio Satoru Iwata ci ha lasciati. Era una delle figure videoludiche più importanti dell’industria, ed ero particolarmente affezionato al suo faccione. Se n’è andato così, stroncato da una malattia bastarda. Mi è dispiaciuto tantissimo.

Dopo, però, siamo tornati a sorridere: com’è che si dice? Bisogna andare avanti, una frase chiara quanto il color Giallo Zafferano del peto andato male dopo aver assunto una supposta. Ah, e a proposito di farmaci a forma di proiettile: WhatsApp, a luglio, ha introdotto l’Emoticon del Dito Medio. Sì, davvero, non sto scherzando!

La mia idea di tecnologia indossabile.
La mia idea di tecnologia indossabile.

Tutti si sono indignati, in particolar modo gli utenti Telegram, ma ehi, quella è ordinaria amministrazione, ed è anche giusto che sia così. Io stesso ho avuto qualche dubbio a riguardo sulla sua presunta utilità, ma mai deduzione fu più sbagliata: da quel giorno non uso altra Emoticon all’infuori del Dito Medio.

Puoi cambiare pure la tonalità della pelle! Non è una figata?! È proprio vero che le Emoticon trasmettono emozioni, e mandare a quel paese utilizzandone una non è mai stato così divertente! La uso spesso con mio fratello. E anche lui con me.

Poi ad agosto è uscita la recensione di StoneX One.
Te la butto lì ma so che non ti int-…
… come dici? Ora ti interessa?
Cavolo, avevo detto che non volevo tornarci più su questo argomento!
Argh… va bene.

Ti posso dire che quel mese ho imparato la valenza delle promesse. Se prometti tanto, e non lo rispetti, la pioggia di merda ti coglierà. Internet non dimentica, specie sulle cazzate.

Le cronache narrano che questo è il giubbotto che Emanuele indossò prima di cliccare il tasto "Pubblica" della recensione di Stonex One. Perché è marrone? E perché non lo indossa più? Lui non ce ne vuole parlare.
Le cronache narrano che questo è il giubbotto che Emanuele indossò prima di cliccare il tasto “Pubblica” della recensione di Stonex One. Perché è marrone? E perché non lo utilizza più? Lui non ce ne vuole parlare.

Settembre è stato un altro mese movimentato. Mai come te nel periodo di Natale, ma comunque abbastanza.

La redazione si è recata all’IFA, la rassegna di Berlino in cui sono state svelate decine di novità tecnologiche, che noi abbiamo prontamente riportato sui nostri blog. Sì, hai capito bene, sono quegli articoli che utilizzi per scegliere quali regali portare ai bimbi buoni. Spero tu non li legga con ADBlock attivato, altrimenti lì, beh, ci sarebbe un attimino da discutere. Capisco che tu non hai di che lamentarti: d’altronde non hai problemi economici.

Da cosa lo capisco? Cavolo, stai dicendo sul serio? Non è mica aria quella che hai nella pancia! Da qualche parte dovrà pur arrivare quell’enorme quantità di cibo che ti mangi!

Il seguito di Essi Vivono 2, prossimamente nei cinema. Prodotto da noi, ovviamente. Con quali soldi, visto il dilagare imperterrito di AD Block? Beh...
Il seguito di Essi Vivono, prossimamente nei cinema. Prodotto da noi, ovviamente. Con quali soldi, visto il dilagare imperterrito del fenomeno ADBlock? Beh…

Prima che me ne dimentichi: volevo proprio parlarti di alimentazione. Ad ottobre, non so se lo hai letto, oltre allo nostro primum articolo in volgare, abbiamo riportato la notizia dove l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva dichiarato che bacon, prosciutto, salame e tutti gli altri insaccati sono cancerogeni.

Guarda, è stato probabilmente il mese in cui mi sono spaventato di più. E non perché non avrei mai più potuto mangiare con tranquillità un Hamburger triplo strato nella parte vecchia della mia città dopo aver letto un’informazione del genere.

Ho notato, dopo l’articolo, che la gente fa spesso molto affidamento alle sole esperienze personali, lasciando totalmente da parte i dati empirici, prodotti da chi davvero studia l’alimentazione. C’è davvero poca fiducia nel mondo scientifico, e fin troppo cinismo.

Estendiamo il discorso alla quotidianeità e non prendiamoci in giro: noi italiani respiriamo un’aria che quasi ci impone di vivere pensando che il nostro interlocutore sia un coglione che vuole fregarci in qualche modo. Siamo spietati. Non che le situazioni dettate dalla società lo vietino, anzi. Mentre sto scrivendo questo articolo ho in sottofondo il telegiornale che fa puntualmente il bollettino di gente morta, e la maniera in cui vengono descritte le modalità di uccisione del killer fa un baffo pure alle indagini di Conan.

Inoltre, ricollegandoci all’alimentazione come esempio, noto con molto dispiacere che la gente non riesce a capire bene il semplice significato di prevenzione, cosa che è sintomo di un tasso di analfabetismo funzionale (leggere qualcosa, ma non capire il suo significato) fin troppo elevato nel nostro paese.

Non voglio però elevarmi a saccente. Non lo sono. O, almeno, spero di non esserlo. E so anche che queste riflessioni sono un po’ troppo elevate per la tua soglia di tolleranza (non sei un analfabeta funzionale anche tu, vero?).

Mi piacerebbe però capire perché ogni tematica trattata su Internet, dalle più serie alle più futili, viene sempre percepita come una partita di calcio. Dove le persone non vestono il ruolo di squadre, ma di soli tifosi ultrà.

Sono un filosofo. Annunciato FilosofiWorld.it.
Sono un filosofo. Annunciato FilosofiWorld.it.

Vedi Babbo: non tutto il Web viene per nuocere. Se sai sfruttarlo a tuo vantaggio, capirai che è uno strumento fantastico, e questo novembre ne è stata la prova vivente.

Forse non lo saprai ma, esattamente il 6 novembre, l’intero team, che conta alcuni membri (Lorenzo Q., Lorenzo M., Leonardo, Massimo, Andrea e… io) provenienti da svariate parti d’Italia, si è ritrovato in quel di Firenze per una sessione esclusiva dell’#AskMeFriday settimanale.

Lì abbiamo rivelato una piccolissima parte dei nostri segreti. Come il nostro magico incontro su Meetic, un evento in bilico tra le emozionanti opere drammaturgiche di Shakespeare e la paradossale e sferzante scrittura di Oscar Wilde. Ti si rizza tutto al sol pensiero? Il pelo, Babbo, ma che vai a pensare!

Insomma, è stata un’esperienza fantastica che mi ha confermato, di fatto, la potenza incredibile del Web. Ah, e poi a novembre è uscito Netflix. Ora posso spararmi in vena Mamma Ho Perso l’Aereo e Mamma ho Riperso l’Aereo: Mi sono smarrito a New York ovunque io mi trovi.

Dicembre è stato il mese dei 100.000 iscritti su Youtube e, con un video dalla elevata qualità attoriale, tra i quali si annoverano importanti nomi come Giuseppe e Cosimo, s’è festeggiato insieme l’importante traguardo. E non abbiamo ancora finito di ringraziare i nostri cari lettori (e i colleghi che hanno collaborato alla creazione del filmato, ovviamente!) per questo. Pensa, Babbo Natale: non hanno nemmeno idea di cosa abbiamo in serbo per loro. Cerca di non spargere la voce. Mi raccomando.

Dicembre, infine, è il mese in cui ci raduniamo nelle nostre case. Festeggiamo il Natale, ci scambiamo i doni, cerchiamo di recuperare quei momenti familiari che purtroppo quella cosa e quell’altra ci fanno dimenticare. Cose che tu, caro Babbo Natale, probabilmente farai a Santo Stefano.

A dicembre, io, invece, guardo gli occhi di mia nonna.

E sai, in lei mi accorgo di una cosa: quelle circostanze sopracitate che ho vissuto nel 2015, anzi, abbiamo vissuto noi nel 2015, non ci sono. Il che è un bene, vista e considerata la biblica stupidità di alcune.

Però non la invidio.

Perché quello che ti ho descritto è solo una parte di ciò che è accaduto quest’anno, e solo chi ci ha seguito con costanza sa cosa è successo, e sa anche quanto è stato incredibile il 2015.

Sono contento di aver avuto la fortuna di viverlo. Siamo contenti di averlo vissuto insieme ai nostri lettori. E insieme a te, mitico Babbo Natale (e non è una leccata per farmi portare qualche regalo in più, davvero).

(forse solo un pochino)
(Forse solo un pochino.)

Non vediamo l’ora di vivere il 2016, il quale si preannuncia a dir poco scoppiettante, proprio come la notte dopo il cenone di capodanno.
Sì, cotechino e lenticchie mi fanno sempre lo stesso effetto.

E chissà quali colori sarà il prossimo vestito dalle tonalità indecifrabili.
Chissà chi le #uscirà nel 2016.
Chissà Facebook come addobberà i nostri avatar (avete sbloccato l’obiettivo Jedi Francese Anti-Omofobi? La voglio come multi-classe nella prossima versione di D&D).
Chissà se Gianni Morandi rimarrà ancora il re incontrastato dei social network.
Chissà cosa diremo a San Gennaro.

Non so te, Babbo: ma io, sinceramente…

 

 

 

non vedo l’ora di scoprirlo.

 


 


Voglio concludere questo 2015 con una bella canzone.
E auguri di buone feste ragazzi. Ve le meritate.

  • Stefano Mastrocinque

    Bellissimo davvero, complimenti!

  • Però se apriamo DietaWorld.it non posso più bannare le stro**e delle diete 🙁

  • Un caro ed ex lettore

    Che tristezza, patetico su tutta la linea. Questo posto è diventato un bar di paese, altro che un sito d’informazione, in cui ci sono solo vecchi ignoranti. Parolacce, ironia su argomenti di vita, volgarità e tante, ma tante, troppe, ca***te giusto per attirare il lettore medio italiano e fare £$€. Spero per voi che Babbo Natale vi regali un po’ di dignità, cosa che avete perso da tempo o che non avete mai avuto. Ricordate che vi leggono utenti di tutte le età!!!! Questo commento non andrà online ovviamente. 😉

    Meditate gente…

    • a’ndre ‘ci

      Scritto su un editoriale; l’unica cosa patetica è il commento, francamente.

      Forse dovresti capire che un editoriale NON è informazione; è (cito testualmente): “Un editoriale contiene il punto di vista di un giornalista su un argomento specifico. Ma ciò è vero solo in astratto. In pratica, gli editoriali rappresentano il punto di vista della redazione del giornale e/o dei suoi redattori.”

      Quindi, cosa altro ti aspetti? A parte @Lorexae:disqus che vuole creare un sito per le diete (bah, ne avrà bisogno? xD)?

      • Un caro ed ex lettore

        Ah, ecco. Si scrivono parolacce, insulti, si deridono le disgrazie altrui, si inseriscono tante ca***te e poi ci si nasconde dietro il fatto “è un editoriale”. Suvvia, questa è spazzatura, punto… e la spazzatura si sa, è contenuta nei bidoni e nelle discariche….

        • Matteo795

          Metterti gli autolike Non ti rende un uomo migliore, ti rende solo un Cazzaro che spalla merd4.nelle discariche ci dovresti stare tu e riflettere nella tua cara vita triste senza ironia.
          Io leggendo questo articolo ho riso di gusto. Se non ti piace questo sito NON STARCI PIÙ. Cambia sito, ne esistono miliardi e non rompere più qui
          …..
          Oh già ma tu sei un tr0ll colossale…
          (Scusate se sono stato volgare ma i tr0ll creati per infangare il lavoro di altre persone sono il cancro totale. Li detesto.)

    • Ma se questo commento non va online perché è stato scritto? E la gente come fa a riflettere se non può leggerlo? E perché farsi +1 da solo sui commenti? E perché non usare l’account originale dell’ex lettore?
      Sono punti che in effetti fanno riflettere in effetti. Grazie 😉

      • Un caro ed ex lettore

        Grazie di aver risposto altro. D’altronde questo ci aspetta dal “capo”.

        • E a cosa dovevo rispondere? Sei venuto qui, hai fatto un monologo con un account falso e fai finta di essere un caro lettore.
          È un editoriale, è un parere personale e si fa per ridere (sì, a me a fatto ridere). Non deve per forza farti ridere e se non ti piace la linea editoriale puoi anche smettere di leggerci, se questo è il tono della discussione.

          È sempre la stessa cosa: potresti anche avere una valida argomentazione da qualche parte, ma uscire sbattendo la porta più forte possibile per farsi notare non ti darà la ragione.
          Buon lavoro.

          P.S. secondo me continuare a farti +1 sui commenti non volge a tuo favore

      • Un caro ed ex lettore

        Torno a lavorare, che qui non mi paga nessuno e la famiglia non si mantiene scrivendo stupidaggini. Buon lavoro anche a voi, ogni tanto passerò per leggere e vedere quanto siete scesi in basso.

        • Angelo

          Ahahahah fai ridere, ma davvero. Vai a lavorare va, che certi commenti ce li si può aspettare da un bambinetto, non da qualcuno che “tiene famiglia”.

        • Steve

          ah ne conosco di gente che guadagna senza lavorare o facendo stupidaggini. conosco anche gente invidiosa (dei primi) o miopi (dei secondi) dato che non capisce come gira il mondo

    • TRexeRT

      Senti coso…

    • Lol, il tuo commento è troppo stupido, non riesco a risponderti seriamente.

      Però dai è Natale. E ti ringrazio.

      Grazie per tutti i click che ci stai facendo fare.

      • Steve

        non ringraziarlo, non hai appreso la lezione: medita piuttosto, medita!

    • Steve

      beppe, sei tu?

    • Matteo795

      “AVVISO – NSFW – Senza mezzi termini questo editoriale usa termini volgari per raccontarvi in modo ironico i fatti dell’anno. Se siete sensibili a questo tipo di linguaggio vi sconsigliamo la lettura del seguente articolo.”
      Cosa non hai capito di questa partescritta in grassetto a inizio articolo?

    • Patetico sarai tu, non questo EDITORIALE (perché ricordiamolo, è un editoriale)!
      Speravo stessi scherzando… poi ho letto i commenti in basso… boh…
      Davvero non vedo il motivo di fare tanta polemica su un articolo (tra l’altro meraviglioso…) che racconta il 2015 in una maniera un po’ più simpatica del solito…
      … che tristezza leggere commenti del genere …

      • Grazie!

        • Dovere! 😉
          Ancora complimenti Giorgio, soprattutto adesso che posso farteli in “direct” 😀

  • peppeuz

    Io da grande voglio fare il mezzorco jedi francese anti-omofobo barbaro marò.

    Grande Giorgio, come sempre!

  • Steve

    bello, soprattutto breve e conciso

  • Matteo795

    “è stato a dir poco un’esperienza piacevole quanto sedersi su un Nexus 6P. In verticale. E non una volta.”
    Ho appena perso un polmone. GRANDI!

  • M4nder

    …Seguirono 92 ore (e non minuti) di applausi.
    Veramente un fantastico editoriale per riassumere tutto ciò che è accaduto,la parte dello stronzex mi ha fatto cappottare dalle risate anche perchè è uno dei temi che più mi ha fatto incazz4re nel 2015.
    Bhe che dire,buon natale ragazzi 😀

  • Damiano Djam

    Fantastico, davvero un bell’articolo…ma tra le tante ne manca una di cosa successa nel 2015, molto recentemente, di cui ancora si parla poco: da pochissimo è nata WowApp…
    Se ancora usate whatsapp o simili, sbrigatevi a provare WowApp, io la uso da poco e mi sembra fantastica: chat, chiamate e videochiamate gratis…e in più ti paga!
    Incredibile ma vero, l’app riconosce del credito ai propri utenti, tramite la condivisione degli introiti pubblicitari, e questo credito può essere riscosso tramite paypal o carta di credito (una volta raggiunti 20 dollari) oppure utilizzato per effettuare chiamate internazionali a prezzi vantaggiosi, come skype.
    L’iscrizione avviene tramite il sito, nel quale è necessario indicare la persona da cui si è ricevuto l’invito; una volta creato online il proprio profilo sarà possibile scaricare l’app per android o iphone oppure il programma da installare su pc o mac e accedere con il nome e la password creati precedentemente.
    Se volete potete provare l’app e dirmi cosa ne pensate, dal mio punto di vista è molto interessante e non ho per ora riscontrato problemi particolari, ma solo vantaggi.
    Il link per registrarsi tramite il mio invito è il seguente: http://www.wowapp.com/w/damdjam ovviamente se avete dubbi o problemi vi aiuterò! 😉

  • Maxishine

    #NicolaCheMangia L’ho creato io.

  • Drill

    Ahahah bellissimo articolo, però non siete nella posizione di contestare chi utilizza adblock 😉

  • Psyco98

    Mi sarei aspettato qualche battuta su snap 810 e le sue conseguenze (l’aria si è fatta piuttosto rovente dopo il suo arrivo)!
    Grandi comunque, ogni tanto è bello prendersi un po’ di tempo e leggere un editoriale 🙂

  • Matteo Bottin

    Sappiate che l’ #AskMeFridayextended è stato un bellissimo regalo di compleanno!! Il mio compleanno non centrava proprio niente, ma mi sono quasi commosso *piange in solitaria in un angolo*

    Comunque siete grandi! SIETE DEI GENI!

  • Troppo lungo, ma grazie lo stesso xD

  • Timothy

    Arrivo in ritardo, ma ci tengo comunque a fare i complimenti a Giorgio per l’editoriale, sempre un divertimento leggerli. Poi stavolta era pure arricchito da una sezione commento degna di essere letta (ridendo) per le uscite che si vedono. Ma si sa, le overdose da panettone fanno questo effetto.. Ancora complimenti e, visto il giorno, anche tanti cari auguri di un buon natale.

    Ah, spero che ti abbiano regalato quell’apple watch che volevi tanto. XD

    • Grazie mille! 🙂

      E no, niente Apple Watch. Un po’ mi dispiace.

      Rivendendolo ci avrei fatto un gruzzoletto niente male.