Editoriale: i vincitori del Mobile World Congress 2016, secondo noi

Nicola Ligas -

Il Mobile World Congress 2016 si è ormai concluso da qualche giorno, ed avendo avuto modo di riflettere con calma su tutto quello che l’annuale fiera ha portato con sé, abbiamo deciso di stilare una sorta di raccolta dei vincitori, a modo nostro. Ciascuno di noi si è infatti concentrato su un singolo aspetto dell’MWC 2016 che ha trovato particolarmente significativo, fermo restando che sono comunque condivisibili anche quelli degli altri, e che riassumere in breve il Mobile World Congress è impresa praticamente impossibile, senza ristringere appunto il campo. La foto che più di tutte ha fatto il giro del mondo è forse quella in apertura, ma chi ha davvero “vinto” questo MWC 2016?

Tutti (ri)amano Qualcomm

Dopo la debacle dello scorso anno con i surriscaldamenti di Snapdragon 810, e dopo i pesanti ridimensionamenti cui è andata incontro nel corso dell’estate, Qualcomm è tornata sul palco dell’MWC 2016; anzi, sui palchi, dato che li ha calcati praticamente tutti. Qualcomm era ovunque: non solo nel suo stand in fiera, ampio e variegato come sempre, ma anche nelle presentazioni dei vari top di gamma. Da LG G5 a Xiaomi Mi 5, il logo di Qualcomm era sempre visibile ai rispettivi eventi, e non dimentichiamo che anche Galaxy S7 / S7 edge avranno una versione con Snapdragon 820, e lo stesso vale per Xperia X Performance. Non saremo tornati all’egemonia di un paio di anni fa, ma dalla fascia top a quella media (per non parlare di wearable e modem), Qualcomm sembra essersi riappropriata della posizione di leader convincendo per primi i propri partner: ora si tratterà di convincere gli utenti, ma di quello riparleremo con le prime recensioni.

Nicola Ligas

Trecentosessanta

Se c’è una tecnologia che probabilmente non avete ancora mai provato sono le foto a 360°. E non parlo delle foto sferiche che ormai si possono fare già da tempo con molti smartphone (e anche con l’app stock di Google) ma di quelle istantanee che è possibile fare con un solo click senza muoversi. Sono foto incredibili, che colgono l’istante tutto attorno a se, che fotografano anche dove non ti immagini (chi sta ai lati della fotocamera penserà di essere fuori dal campo visivo, e invece…) e che permettono di catturare tutto ciò anche in video. Non vi mentirò: non è una tecnologia che rivoluzionerà niente e non passeremo a fare solo foto a 360°, visto che nella maggior parte dei casi quando si fa una foto si vuole volontariamente estromettere altri contenuti dall’inquadratura, ma è comunque una tecnologia che non morirà, non come le TV 3D per capirsi. È una tecnologia alternativa alla fotografia tradizionale e complementare alla realtà virtuale, che se anche non dovesse diventare la tecnologia del futuro, diventerà comunque una tecnologia del futuro.

Emanuele Cisotti

Lo smartphone modulare

Se si parla di smartphone modulare il pensiero vola sicuramente a Project Ara. E non c’è dubbio che, almeno un po’, LG abbia preso ispirazione da uno dei progetti più ambiziosi del mondo della telefonia mobile per il suo nuovo LG G5. È vero: i moduli presentati sono solo due, CAM Plus ed Hi-Fi Plus, e da alcuni potrebbero essere considerati come del tutto inutili, un semplice capriccio per utenti più esigenti. C’è chi addirittura li paragona a dei veri e propri DLC per smartphone! È comunque innegabile che LG quest’anno abbia cercato in tutti i modi di lanciare qualcosa di innovativo, non il solito top di gamma il cui obiettivo è quello di competere con i Galaxy di nuova generazione di Samsung o con gli iPhone di Apple, bensì un primo, timido, tentativo di cambiare la concezione stessa di smartphone. Riuscirà ad attirare una fetta maggiore di utenza grazie a questo espediente? Probabilmente no, anche perché la concorrenza è più agguerrita che mai (occhio a provare un Galaxy S7, potrebbe essere amore a prima vista) e perché, da un punto di vista tecnico, non si tratta certo della soluzione più elegante, visto l’obbligo di spegnimento del terminale per il cambio del modulo. Ciò nonostante considero LG ed il suo tentativo di realizzare un primo smartphone modulare i vincitori morali di questo Mobile World Congress.

Lorenzo Delli

Squadra che vince non si cambia

Quest’anno la presentazione di LG è stata davvero spettacolare e l’azienda ha cercato davvero di portare un po’ di innovazione in un panorama ormai piatto. Peccato che più guardo i moduli esterni e gli LG Friends, più mi convinco che il coraggio di LG non verrà premiato e il piccolo “ecosistema” creato resterà la nicchia di un mercato che sparirà a breve. Mi ha incuriosito moltissimo anche Xiaomi con la sua prima presentazione europea, ma per quanto mi piaccia il Mi 5 non voglio mettere sul piedistallo uno smartphone che ancora non potremo comprare senza incappare in magagne.
E quasi mi dispiace ammetterlo, ma quel che mi ha convinto di più al MWC di quest’anno è stata Samsung.
Samsung ha fatto i compiti a casa e portato su Galaxy S7 quel che gli utenti volevano (tra cui una maggior produzione di modelli edge), senza cambiare troppo. Ha presentato il Gear 360, confermando che questo è l’anno delle fotocamere a 360°. E, soprattutto, è stata l’azienda che ha fatto parlare maggiormente di sé, grazie ad una presentazione un po’ fuori dalle righe (con i contenuti in realtà virtuale) e la presenza di Mark Zuckerberg, la cui foto dell’ingresso in sala rimbalza ancora in tutti i siti web. Per tutti questi motivi, nonostante non sia affatto stata l’azienda più innovativa, Samsung ha colto nuovamente nel segno, imponendo ancora con forza il proprio brand.

Giuseppe Tripodi

Perché mobile non è solo smartphone

È vero, quando ci si riferisce al mondo mobile si parla quasi sempre di smartphone. Eppure al MWC 2016 c’è stato anche un non-smartphone che ha saputo stupire. Parlo del Huawei MateBook, il dispositivo che fa approdare l’azienda cinese nel mondo di PC ed ibridi.
Un evento piuttosto lungo quello di Huawei e non perché abbia particolarmente tergiversato, ma perché, almeno sulla carta, il MateBook sembra avere davvero molto da offrire. Componenti e materiali di fascia piuttosto alta, per la categoria di prodotti, e un ricco set di accortezze ed accessori (ovviamente c’è anche una stylus) pronti a soddisfare anche gli utenti più esigenti rendono innegabile la sovrapposizione con Surface Pro 4 e il target di utenza di iPad Pro.
Forse Huawei MateBook non sarà stato al centro della discussione di questo MWC, ma il plauso non può mancare per l’astuzia di aver spinto su un tablet ibrido Windows 10, mentre la concorrenza sgomita su Android, con una soluzione che ha tutte le carte in regola per sfidarsi in una delle poche nicchie che offre (almeno un po’ di) spazio per l’innovazione nel settore PC.

Cosimo Alfredo Pina

La Cina è (sempre più) vicina

Se devo essere sincero, questo Mobile World Congress ha saputo sorprendermi come non mi sarei mai aspettato qualche mese fa. Dalla rassegna di Barcellona mi sarei aspettato più coraggio da parte dei grandi nomi (in primis Samsung, ma anche Sony, mentre una nota di merito va ad LG, anche se i moduli di G5 non mi convincono fino in fondo), mentre non avrei mai pensato che la mia attenzione si sarebbe posta sui produttori cinesi. Mai come in questo MWC infatti la Cina è stata presente, con Huawei, che ormai è una realtà consolidata, è vero, ma soprattutto con Xiaomi che ha tenuto la prima presentazione europea, una dichiarazione d’intenti piuttosto chiara che non andrebbe sottovalutata, ma anche Gionee che a sorpresa aveva un ottimo stand e una presenza più forte di quanto chiunque di noi si sarebbe aspettato, con diversi cartelloni pubblicitari nella fiera. Viene da chiedersi a questo punto se questo trend continuerà anche in futuro e se si rifletterà sul mercato europeo, che forse ha bisogno di una ventata d’aria fresca (orientale?).

Lorenzo Quiroli

E voi?

Abbiamo aperto sul forum un post dove discutere delle novità più interessanti del MWC 2016!

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