Editoriale: SmartWorld sul WWDC 2017

Redazione -

Il keynote del WWDC 2017 è stato particolarmente ricco di novità, e come tutti i grandi eventi abbiamo deciso di raccogliere i nostri pensieri a caldo in un unico articolo, dove ciascuno di noi redattori ha espresso la propria opinione in modo del tutto personale ed indipendente da quella degli altri. Se voleste fare altrettanto, avvaletevi liberamente dello spazio dei commenti.

Questa è la Apple che conoscevo (o quasi)

Diciamocelo, la “Apple che conoscevo” non c’è più. Sono uno di quelli che ancora non smette di dire che quando c’era Steve Jobs la Apple era totalmente un’altra azienda. Quando c’era lui si stava meglio. Ma non in quel senso. Nonostante tutto le aziende devono necessariamente trovare una strada dopo la dipartita di un grande leader e Apple sembra averci provato in molti modi diversi. Quello che ho visto ieri è uno dei modi migliori. Concretezza, avanzamento parallelo su quasi tutti i fronti e idee intelligenti da portare avanti. Dovuto l’aggiornamento di tutti i vari dispositivi della famiglia Macbook (anche se per Air sembra che la strada sia segnata) e interessante evoluzione dell’iMac Pro che sembra voler mettere una pezza ad un Mac Pro caro e comunque non espandibile come i veri “pro” avrebbero voluto.

Interessanti anche tutte le novità relative ad iOS che permettono al sistema di essere un po’ più flessibile e un po’ più concorrenziale rispetto ad Android. Ottimo Files per iPad (e in realtà anche per iPhone): chiaramente una mossa per cercare di convincere tutti ancora di più che un iPad può sostituire un Mac. Da utilizzatore di Google Home in casa sono poi molto curioso di HomePod che, conoscendo i tempi di Big G potrebbe arrivare nel nostro paese anche prima di Home.

Emanuele Cisotti

Il 2017 è l’anno di Apple

Apple ha diviso il keynote del WWDC in 6 punti fondamentali, che sono stati coperti nel corso di quasi 2 ore e mezzo di diretta, con un ritmo sempre sostenuto e con tanti avvicendamenti praticamente sempre perfetti sul palco, degni della migliore compagnia teatrale, prima ancora che di una grande azienda. E sia chiaro che è un complimento, soprattutto osservando anche lo stile della concorrenza.

tvOS è stato il primo elemento, forse il più avaro di novità, ma Apple non l’ha comunque voluto omettere, anche solo per ribadire la sua presenza. watchOS lo segue, forte del primato di Apple Watch nel suo settore, a dispetto di una concorrenza che tanto di meglio non è riuscita ad offrire. Poi è stato il turno di macOS e delle battute sui nomi (e come poteva essere altrimenti, con High Sierra), ma attenzione a non sottovalutare il sistema desktop di Apple, che non solo è sempre più completo, ma anche corredato da tanto nuovo hardware: dall’aggiornamento dei MacBook (peccato per la lenta agonia dell’Air) e degli iMac, fino al futuro iMac Pro. Il quarto punto è stato dedicato ad iOS, che si avvicina per certi versi a macOS, pur mantenendo una sua identità, andando a puntare forse su cose “semplici”, come fotografia e interazione col sistema, ma in fondo non è lì che vanno a parare la maggior parte degli utenti?. iPad Pro è forse quello che ancora mi convince meno, soprattutto in merito al rapporto “utilità/prezzo”, ma è innegabile che sia il miglior tablet di sempre, il più completo, il più “potente”. E infine HomePod, l’assistente intelligente che Apple non ha nemmeno chiamato in questo modo, puntando invece tutto sul concetto di “reinventare la musica in casa”, anche a scapito del suo lato smart.

6 guanti di sfida, ciascuno corredato da tanti sotto-elementi, dalla realtà virtuale/aumentata, al machine learning, per una Apple che in questo 2017 sembra intenzionata a competere su tutti i fronti, come non faceva da anni. E questo al netto dei nuovi iPhone che arriveranno solo tra qualche mese. Il 2017 è l’anno di Apple, o almeno è quello che l’azienda di Cupertino ha gridato silenziosamente dal palco del WWDC 2017.

Nicola Ligas

Apple getta le basi per le app del futuro

Ieri sera le novità sul palco del keynote del WWDC 2017 certamente non sono mancate. Quelle che più hanno lasciato il segno sono senz’altro le più tangibili: nuovi iPad, nuovi iMac e MacBook e tutte le novità software più eclatanti, principalmente iOS 11 e watchOS 4.

Ci sono delle cose che, forse passate più in secondo piano poiché  meno immediate, con un approccio più lungimirante potrebbero portare a sviluppi davvero interessanti. Apple, con iOS 11, ha aperto agli sviluppatori due importanti strumenti: Core ML ed ARKit. Machine learning e realtà aumentata diventano quindi, più o meno direttamente, a portata di tutti e quindi non esclusivamente relegati dietro ai progetti di big del calibro di Facebook e Google.

Finora i kit di sviluppo dei vari sistemi operativi hanno permesso agli sviluppatori di mettere insieme interfacce più o meno elaborate ed accedere a funzioni hardware legate al dispositivo. Strumenti di sviluppo come Vision API, Natural Language API e ARKit gettano le basi per davvero una nuova generazione di app.

Qualche esempio l’abbiamo visto proprio durante il keynote, tra foto editing avanzato in pochi tap e filmati 3D esplorabili con iPad, ma sono davvero curioso di vedere dove queste novità ci porteranno, anche perché, e parlo da utente Android e Windows, sappiamo bene che molte rivoluzioni consumer sono proprio partite da Cupertino.

Cosimo Alfredo Pina Lari

Il miglior WWDC degli ultimi anni

Tempo fa, prima che questo diventasse il mio lavoro, ero solito seguire il WWDC insieme ad un vecchio amico. Lo stesso, negli ultimi anni, aveva sempre avuto da ridire sulle conferenze Apple e, diciamoci la verità, ne aveva tutte le ragioni: dobbiamo davvero ricordare le inutili ore passate ad ascoltare fuffa durante il lancio Apple Music? Questo stesso amico, oggi, ha esordito con: possiamo dire che è stato il miglior WWDC degli ultimi 3 anni?

E sì, possiamo proprio dirlo. Forse non c’è stato l’effeto wow che ci si aspettava in passato dalle conferenze della mela, ma il team di Apple non si è fermato un secondo e in due ore e mezza dense come non mai ci ha raccontato cosa aspettarci dal futuro dell’ecosistema. Il nuovo iOS 11 introduce tanti  piccoli cambiamenti attesi da tempo (finalmente un file manager!) e migliora incredibilmente la produttività su iPad: diciamocelo, il drag&drop era quella killer feature che mancava da troppo tempo sui tablet della mela. I miglioramenti hardware erano quel che ci si aspettava e siamo sicuri che qualsiasi utente pro non vede l’ora di poter mettere le mani sul potentissimo iMac Pro.

Infine, non sono da sottovalutare tutte le novità che non si sono viste: mi riferisco alle nuove, numerose possibilità offerte agli sviluppatori grazie a Core ML (con Vision API e Natural Language API) ma soprattutto ad ARKit, che probabilmente sarà il vero trampolino di lancio per la realtà aumentata (qualcuno sa che fine ha fatto Project Tango?).

Giuseppe Tripodi

  • Daniele Bagaglini

    Ieri mi è parsa parecchio evidente la differenza che passa fra Apple e la concorrenza. A Cupertino si rintraccia ancora un filo conduttore, i contorni di un progetto più grande e concreto, che potrà non convincere al primo colpo ma che quasi certamente sarà portato avanti finché non produrrà risultati soddisfacenti, in altre aziende del settore può bastare una bastonata per mollare tutto (clienti compresi) e fare altro.

    • Indubbiamente è stato un WWDC che ha raccolto fili disseminati da tempo

      • Pablo Galattico

        soprattutto il file manager….ah questo si che ci voleva!….:)

  • Davide

    Tutto molto bello..forse bisognerebbe riflettere sul senso di questi eventi: dovrebbero essere fatti solo quando si ha qualcosa da dire e non trovare qualcosa da dire pur di farli come forse è accaduto troppo spesso anni passati, non solo per apple ovviamente.
    Detto questo, anche a me è piaciuta molto la concretezza. credo che più ipad si avvicini a macos, più abbia un senso ma non capisco questo limbo dei 1000€. Mi spiego.
    Anni fa comprai il macbook bianco, poi uscì l’air..fatto sta che c’era un computer apple per chi volesse quel mondo senza spendere più di 1000€. Oggi io povero squattrinato se volessi macos con prestazioni decenti dovrei spendere quanto? 1500€? subito sotto trovo gli ipad, che guarda caso si stanno rendendo sempre più produttivi..ma non sono ancora la soluzione..quindi non capisco perchè lasciare quel vuoto (l’air non lo considero volutamente).

    Insomma mi manca il mac dei povery, e non perchè voglio arrivare all’uva pur non potendo, ma perchè considero mac os un capolavoro, ed è un peccato lasciarlo sull’acino.