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AdBlock Plus pubblica il listino prezzi per le aziende per ignorare i suoi filtri

Cosimo Alfredo Pina

A dettare le leggi del web, almeno quelle relative alla pubblicità, potrebbe essere il team di Adblock; almeno questa è l’impressione che arriva leggendo la “guida alla pubblicità giusta” che Adblock Plus ha messo a disposizione dei publisher che, a pagamento, possono richiedere di essere esclusi dal blocco della pubblicità.

Da tempo si vociferava sulla rete che il team di sviluppo dietro il più popolare dei blocchi per la pubblicità su internet stesse incassando per lasciar passare alcune ad, in particolare quelle di Google.

Così per fare chiarezza arriva un post sul sito ufficiale di AdBlock Plus. Qui viene spiegato che soltanto le aziende di un certo calibro sono tenute a pagare per essere escluse dai suoi filtri, mentre i piccoli editori possono fare richiesta gratuitamente.

LA NOSTRA OPINIONE: AdBlock: la causa di, e la soluzione a, tutti i problemi di internet. Più o meno.

Il costo per il servizio è un bel 30% sugli introiti derivati dalle pubblicità non filtrate, sui siti con più di 10 milioni di visualizzazioni mensili.

Nonostante “il servizio” a pagamento i siti, anche quelli con volumi ridotti, devono inoltre adempiere ai criteri estetici e pratici di AdBlock; non sono, ad esempio, accettate pubblicità dentro i contenuti ma solo intorno, sulla cornice della pagina.

La soluzione offerta da AdBlock è senz’altro un modo efficace, seppur non imparziale, per cercare di moderare il sempre più ardente dibattito tra publisher e utenti.

Il grande dubbio rimane sul 30% richiesto che farà storcere il naso a molti di coloro che fanno della pubblicazione di contenuti sul web il proprio lavoro e potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio che spingerà al sempre più temuto web in abbonamento.

Via: The Next Web
  • Ogni cosa ha un nome. In questo caso “Pizzo” mi pare corretto

    • Andr3a

      Non avevo letto.. Ho scritto adesso la stessa cosa..
      Io non permetto a te di farti pubblicità ma se mi paghi chiudo un occhio e ti lascio svolgere la tua professione! Così se tutti paradossalmente pagassero noi utenti avremmo le stesse pubblicità di prima (magari con un pò di qualità in più), ma con un’altra azienda che ci guadagna sopra solo perchè rappresenta una minaccia.

      PS: su alcuni siti attivo anche io adb, quindi lungi da me difendere banneroni indecenti e compagnia bella

      • TheAlabek

        Vedendo le linee guide, direi che decisamente non avremmo le stesse pubblicità di ora. Semplicemente un privato ha la forza di creare uno standard da seguire. Se poi non ti va bene la loro linee guida, trovandola invasiva ugualmente puoi non usarlo e usare altro. Sono felice che ci sia qualcuno che abbia la forza di far valere quella che è anche una mia volontà. Oppure ADB lo vuoi pagare tu?

  • Marco Luciano

    io non sono d’accordo per adesso uso ublock su i siti che sono innavigabili ma per il resto senza pubblicità molti siti non esisterebbero. Non parliamo di google che campa per l’80% di pubblicità

  • SXperia

    Il web in abbonamento non esisterà mai. Quasi la totalità dei siti vive copiazzando i contenuti altrui…poi a me non preoccupa la pubblicità dei grandi siti, ma mi preoccupa quella dei piccoli siti dove appena ci vai vedi roba del tipo “il tuo cellulare ha un virus clicca qui per pulirlo” come successo a mia madre ieri mentre cercava una ricetta.

  • megamattia

    Che schifo se uso adblock é perché non voglio NESSUNA pubblicità eccetto alcune che scelgo io, non che sceglie qualcun altro dietro pagamento

    • Psyco98

      Io personalmente lo uso perché non voglio pubblicità invadenti, non perché non ne voglio nessuna…

  • Alba ✔ᵛᵉʳᶦᶠᶦᵉᵈ

    Morto un papa se ne fa un altro e così arriverà il sostituto di Addblock

  • Krait

    È un buon compromesso: ADBlock avrà i fondi per mantenere lo sviluppo, le aziende continueranno a ricavare introiti dalle pubblicità e l’utente non avrà rotture di coglioni con banner e pop-up che coprono mezza pagina, così siamo più o meno tutti contenti

    • Andr3a

      Mmm.. a casa mia si chiama pizzo!

      • Krait

        Diciamo pure che molti siti se lo sono andati a cercare, abusando di questi banner: se fossero stati innocui e non invasivi non sarebbero nemmeno mai stati sviluppati questi ADBlocker, invece in questo modo i gestori dei siti comprendono che internet è principalmente degli utenti ed il loro destino dipende da noi, di fatto tu lo chiami pizzo, io la chiamo giustizia

        • Andr3a

          Stai facendo un discorso ad un livello diverso dal mio. Come ho scritto in un commento sottostante anche io ogni tanto uso ADB perchè l’abuso di banneroni e pubblicità invasive mi fa schifo (vedi html . it) però in questo modo ci si potrebbe trovare ad una situazione paradossale in cui tutti pagano e quindi l’utente si deve sorbire le stesse pubblicità con la differenza che ci sarà una nuova figura che prende soldi: il team di ADB. In pratica loro ti stanno dicendo che combattono la pubblicità ma se li paghi chiudono un occhio. A me questa sembra incoerenza pura (a livello etico) poi il loro scopo è chiaro… fare i soldi minacciando di combattere la pubblicità! Un pò come le sanzioni per le azioni commesse alla guida: io ti punisco ma se mi paghi è tutto come prima. A me non piace per nulla!
          Io ad es preferirei pagare di più il gestore che mi fornisce l’ADSL o chi per lui e avere un internet libero da pubblicità.

          • Krait

            Nell’articolo è specificato che solo i siti che rispettano certe condizioni per i banner potranno essere esonerati (previo pagamento) dalla blacklist di ADBlock, ergo non ci sarà comunque lo schifo che puoi trovare ora

            Riguardo al provider, ritengo di pagarlo già fin troppo in relazione al servizio che mi offre, quindi no, grazie

          • Andr3a

            Si certo, pagheranno solo coloro che hanno bisogno delle pubblicità e dovranno cedere il 30% a terzi per qualcosa che hanno inventato loro. Giustissimo!! Reputi di pagare troppo il carrier e non vuoi spendere ancora? De gustibus, ma un conto è avere la possibilità di fare una certa cosa un conto è non averla.

          • Krait

            Ma io la scelta ce l’ho a prescindere, in questo modo invece la scelta la avrebbe anche il creatore di contenuti, mentre secondo la tua logica sarebbe giusto che fosse l’utente a rimetterci a causa dei siti che abusano degli AD

            Personalmente mi dispiace usare ADBlock perché mi dispiace che i founder dei siti che mi intrattengono non possano guadagnarci, ma dal momento che la mia quiete viene turbata da un tuo cazzo di banner rumoroso ed invasivo, io non ci penso due volte a bloccarli tutti e continuare serenamente la mia navigazione ed a quel punto è giusto che sia colui che mi ha creato disagio a doversi adeguare per poter ricominciare a ricavare introiti dalle mie visite e come anche ADBlock richiede dei fondi per lo sviluppo, se il tuo sito genera un tot di traffico, tu supporti il progetto affinché tu possa ricominciare a guadagnare, ma adesso in modo consono al buon senso

          • Andr3a

            Guarda che su questo ti do pienamente ragione perchè attualmente anche io faccio uso saltuario di ADB, ma certo di limitarlo dato che ti parlo da web developer e capisco cosa vuol dire.. cmq attualmente, soprattutto su certi siti, come quelli di informazione il mio consiglio è quello di usare la “modalità lettura” così sparisce ogni fronzolo.
            Ritengo che dovrebbero esserci dei dettami più stringenti per la pubblicazione dei siti in modo da evitare tanta merd4

          • Parole sante… 🙂

  • Lorenzo

    https://www.ublock.org/

    tra l’altro anche molto più leggero di adblock

  • Alex

    Non credo che abbia senso pagare AdBlock, perché il giorno che la gente si accorgerà della nuova pubblicità nei siti, cambierà servizio di filtraggio. AdBlock si terrà i soldi e la gente continuerà a navigare serenamente in siti incontaminati.

  • Stefano Caliò

    Poveri stolti.
    Chiunque abbia un minimo di cervello capisce che una tassa applicata su un solo mercato non produce altro che lo spostamento degli utenti in un altro mercato…