adobe co-op

Adobe vuole imparare a (ri)conoscervi per presentarvi una pubblicità migliore

Leonardo Banchi

Una delle chiavi per un marketing di successo, che permetta di presentare il prodotto giusto al pubblico giusto, è sicuramente la capacità di conoscere il proprio pubblico, e Adobe ha notato una falla nel modo in cui le pubblicità vengono proposte nella maggior parte dei siti online: esse sono infatti mirate in base ai dispositivi, invece che alle persone.

I principali servizi pubblicitari utilizzano infatti un sistema basato principalmente su cookie e sessioni per mirare le pubblicità agli utenti: se, ad esempio, aveste utilizzato il vostro smartphone per cercare i prezzi di un volo aereo, probabilmente continuando la navigazione vi verrebbero presentate pubblicità di agenzie di viaggi o compagnie aeree, proprio per venire incontro alle vostre esigenze. Ma cosa accadrebbe se poco dopo, utilizzando il vostro computer, aveste poi provveduto ad acquistare il biglietto? Continuereste a vedere questi spot sul vostro smartphone, pur non essendo più il loro target ideale.

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L’idea di Device Co-op, il nuovo sistema messo a punto da Adobe, punta proprio a colmare questa falla spostando l’attenzione dai dispositivi alle persone: esso, osservando ad esempio i collegamenti allo stesso sito web avvenuti da uno smartphone e da un pc geograficamente vicini, assumerà che essi appartengano allo stesso proprietario, modulando le offerte pubblicitarie sulla base di dati ben più completi.

Allo stesso modo, il sistema permetterà alle aziende di non presentare allo stesso utente una pubblicità che egli ha già rifiutato attraverso la chiusura del relativo banner.

Il beneficio di Device Co-op di Adobe potrebbe essere notevole: disponendo di pubblicità più mirate, le aziende potranno effettuare le proprie proposte senza bisogno di essere altrettanto invasive, guadagnando così la capacità di competere con colossi del settore come Google o Facebook e lasciando aperta la strada a un web nel quale a farla da padrone sia la qualità degli spot, piuttosto che la loro quantità.