Il nuovo algoritmo di Google può ridurre la dimensione dei JPEG del 35%

Leonardo Banchi

Una società come Google ha naturalmente tutto da guadagnare dal fatto che ai suoi utenti possa essere offerta una buona esperienza di navigazione sul web, e proprio per questo da sempre l’azienda si è impegnata anche nel migliorarne sicurezza e fruibilità. Proprio in questa direzione è da poco arrivata una nuova innovazione, ovvero un algoritmo capace di ridurre la dimensione dei file JPEG del 35% rispetto a quelli attuali.

L’algoritmo appena creato da Google si chiama Guetzli (parola svizzera che significa “biscotto”), ed è stato rilasciato in modo completamente open source. Sia nel nome che nel funzionamento è piuttosto evidente il legame con Zopfli, algoritmo rilasciato in passato da Google che permetteva la riduzione delle dimensioni dei file PNG e Gzip senza necessità di creare un nuovo formato.

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Proprio questa ultima caratteristica, spera Google, potrebbe essere alla base di una sua rapida adozione: a differenza del sistema di compressione WebP, infatti, Guetzli non richiederà alcun cambiamento su server o client per essere utilizzato.

L’unico lato negativo del nuovo algoritmo risiede nel suo tempo di esecuzione: esso si basa infatti su un particolare modello psicovisuale che approssima l’immagine compressa all’originale molto più di quanto sia possibile con gli attuali metodi, ma richiede maggior tempo a parità di potenza di calcolo. Tuttavia, nei test effettuati da Google le immagini generate da Guetzli sono state percepite come di qualità superiore dall’occhio umano nella maggior parte dei casi.

Qui sotto trovate la foto dell’occhio di un gatto in originale (a sinistra), compressa con libjpeg (al centro) e compressa con Guetzli (a destra).

Via: EngadgetFonte: Google