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Apple File System (APFS): addio HFS, ecco la rivoluzione dell’archiviazione sui dispositivi Apple

Cosimo Alfredo Pina -

Il WWDC non è solo un’occasione per introdurre novità che influenzano direttamente l’utente finale, ma in quanto conferenza per sviluppatori va a toccare anche aspetti più tecnici; è il caso dell’introduzione dell’Apple File System (APFS) il nuovo file system che sarà impiegato su tutti i dispositivi Apple, dai Mac agli iPhone.

Il nuovo sistema di gestione dello spazio di archiviazione sarà adottato dal 2017 e andrà a soppiantare con un ottica lungimirante HFS+ e il suo storico predecessore HFS, lanciato ormai 30 anni fa

Apple File System (APFS), “ottimizzato per gli SSD ma compatibile anche con gli HDD”, ha già una pagina dedicata, piuttosto dettagliata e che ci dà un quadro di quello che questo file system sarà in grado di offrire. Ecco alcuni esempi:

  • Supporto 64-bit Inode Numbers: un incremento rispetto ai 32-bit usati da HFS+, che permette di supportare fino a 9 quintilioni (9 x 1030) di file.
  • Granularità dei timestamp in nanosecondi: adesso i timestamp, le coordinate temporali relative ad un file come la data di creazione e modifica, hanno risoluzione fino ad 1 nanosecondo, rispetto al secondo dell’HFS+.
  • Allocazioni dei blocchi dinamica: durante l’inizializzazione di grandi volumi APFS adotterà un approccio scalabile, per offrire più velocità nella procedura, adattando la struttura via via che si occupa spazio, per migliorare le performance.
  • Supporto ai file sparsi: non supportati in HFS+, APFS introduce il supporto ai file sparsi che occupano in maniera più efficiente lo spazio sui dischi.
  • TRIM asincrono: APFS supporta ovviamente i comandi TRIM, eseguiti in questo file system in maniera asincrona, per permetterne un’esecuzione più razionale e quindi veloce.
  • Crittografia: APFS supporta la crittografia nativa con i seguenti modelli: nessuna crittografia, crittografia a chiave singola, crittografia a chiave multipla. Il tutto con algoritmi AES-XTS o AES-CBC.

Il tutto si riflette in alcune interessanti funzioni come la possibilità di ridimensionare le partizioni senza dover cambiare la struttura del disco, andando anche a prendere dello spazio libero da un’altra partizione.

Altra interessante feature è quella dei cloni, copie pressoché istantanee di file e cartelle che nell’immediato non occupano spazio; qualora questi vengano modificati saranno scritti sul disco solo i byte di differenza. Similmente gli Snapshot offrono delle copie veloci in sola lettura del file system, perfette per i backup.

A concludere c’è il Fast Directory Sizing, che vi dirà più velocemente le dimensioni di una cartella. Se siete sviluppatori potete già provare Apple File System (APFS), visto che è incluso in macOS 10.12. Trovate tutte le indicazioni sul sito Apple Developers, dove tra l’altro sono indicate le non poche limitazioni, come il fatto che non potete usarlo su dischi di startup, che è case sensitive e non compatibile con i Fusion Drive.

Via: 9to5Mac
  • GattoMorbido

    in barba al winfs che è stato annunciato eoni fa da microzozz e non è ancora arrivato…
    bah!