Asus Chromebook Flip C101 avvistato al Computex: un piccolo Chromebook pronto per il Play Store (foto e video)

Edoardo Carlo Ceretti Ma le specifiche tecniche non fanno gridare al miracolo.

Asus si conferma attiva nel panorama Chrome OS, portando un nuovo modello di Chromebook della sua serie Flip al Computex 2017. L’azienda taiwanese aveva iniziato l’anno presentando al CES di Las Vegas il Flip C302CA, un Chromebook di fascia piuttosto alta, nelle specifiche ma anche nel prezzo. Mancava ancora all’appello un modello di Chromebook dalle dimensioni più contenute e dal prezzo più abbordabile. Asus sembra proprio che abbia voluto colmare questa lacuna portando alla fiera taiwanese, senza annunciarlo ufficialmente, il suo nuovo Chromebook Flip C101.

Il nuovo modello è il successore del Chromebook Flip C100, che era uscito ormai un paio di anni fa e che necessitava di una revisione hardware. Tuttavia, le novità apportare dal nuovo Flip C101 non sono poi molte: un SoC esa-core, il Rockchip RK3399, invece del precedente quad-core RK3288, e un set di due porte USB di tipo C, al posto delle due USB 2.0 di tipo A del predecessore. Per il resto, il Flip C101 eredita dal precedessore gran parte del design, il display da 10,1″ ruotabile di 360° ancora a risoluzione 1.280 x 800 pixel.

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Il resto delle specifiche prevedono una quantità di memoria RAM pari a 2 o 4 GB (a seconda delle varianti) e 16 o 32 GB di memoria interna. Tuttò ciò, unito al display touchscreen, rende questo nuovo Chromebook già pronto per il Play Store, il cui pieno supporto è ancora in fase di lavorazione da parte di Google. Roland Quandt (colui che l’ha avvistato per primo presso lo stand Asus e di cui vi riportiamo il tweet in fonte) parla anche di un corpo in alluminio e di peso e spessore ridotti. Vedremo se seguirà un annuncio ufficiale da parte di Asus per questo Chromebook che dovrebbe inserirsi nella fascia dei 300$ e che difficilmente vedremo in Italia nel breve periodo, a meno che non cambi la strategia di Google per Chrome OS.

Via: LiliputingFonte: Roland Quandt (Twitter)