privacy internet

Attenti a quello che scaricate, potrebbero togliervi internet!

Cosimo Alfredo Pina

“La smetta di scaricare contenuti piratati o le staccheremo la connessione ad internet”. Questo è il succo della mail ricevuta da un utente di un piccolo provider del Nord Italia che ha riportato l’accaduto a Repubblica.

Secondo la fonte il provider avrebbe spiegato al diretto interessato di aver ricevuto molteplici segnalazioni di un utilizzo illecito della connessione da parte di diverse aziende distributrici come Viacom, Paramount, Metro Goldwin Mayer.

Sempre nella comunicazione si faceva riferimento a “precisi dettagli relativi al materiale scaricato, agli orari di download, all’indirizzo IP utilizzato, alla titolarità dei diritti di chi effettua la segnalazione”.

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Insomma una email piuttosto inquietante che concludeva con una richiesta di riscontro entro 48 ore dopo le quali sarebbe stato disdetto il servizio. Secondo l’avvocato Guido Scorza, specialista in materia, il tutto, salvo particolari clausole nel contratto, sarebbe un’anomalia, un vero e proprio abuso.

Infatti il “trattamento illecito dei dati personali. L’acquisizione dell’indirizzo IP e l’analisi del traffico è tollerata solo in un caso, ovvero quando si voglia far valere un proprio diritto in tribunale”.

L’amministratore delegato del provider in questione ha confermato di ricevere centinaia di segnalazioni settimanali: lettere fortemente dettagliate con orari, materiale scaricato ed indirizzi IP.

Il dirigente ha spiegato che la prassi, adottata anche da altri piccoli provider, è quella di informare gli abbonati, come la fonte che ha portato alla luce la questione, per fare in modo che l’utente sia sicuro che la propria connessione ad internet non sia utilizzata in maniera illecita senza esserne a conoscenza.

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Solo in caso l’attività illegale prosegua il contratto viene annullato, sebbene sfruttando una clausola che non ha niente a che vedere con la pirateria. Insomma il quadro sembra davvero complesso.

Da un lato le aziende che detengono i diritti che vedono lesi i propri introiti, dall’altro i piccoli provider che vengono additati come complici; nel mezzo gli utenti che dalla “sicurezza” delle proprie scrivanie sentono la loro privacy violata.

La pirateria e un quadro legislativo ancora poco chiaro non sembrano quindi giovare a nessuno e, sebbene internet ci abbia abituati alla fruizione gratuita di ogni tipo di contenuto, è bene ricordare che accedere al lavoro di altri senza pagare, anche se i prezzi sembrano ingiusti, è una procedura illegale.

Via: Repubblica.it
  • Matteo Asuni
    • Danilo Eucaliptus

      Lo leggevo quando ero piccolo nei dvd che noleggiavo, ed il bello è che veniva anche riprodotto nelle copie piratate . Anche se erano copie sembrava un vero controsenso XD

  • LordRed

    Ma questo gli controllava i file scaricati con torrent o emule? è tecnicamente possibile una cosa del genere?