google chrome final

Chrome abbandona il supporto alle versioni Linux a 32 bit

Leonardo Banchi

A partire da Marzo 2016, Google Chrome abbandonerà il supporto a tutte le versioni di Linux con architettura a 32 bit.

Questo cambiamento, che segue l’abbandono delle versioni a 32 bit di Mac OS X, andrà a colpire tutti gli utenti di Linux che utilizzino una versione a 32 bit, indipendentemente dal livello di aggiornamento o dal tipo di distribuzione. Ad essi dovranno poi unirsi anche coloro che utilizzano la versione 12.04 LTS di Ubuntu: nonostante Canonical abbia garantito loro aggiornamenti di sicurezza e correzioni di bug fino al 2017, infatti, Google abbandonerà lo sviluppo del proprio browser per tale versione, raccomandando l’aggiornamento alla versione 14.04 LTS (ovviamente a 64 bit).

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Le motivazioni di questo abbandono non sono da ricercarsi però nella sicurezza delle distribuzioni Linux, né nella loro capacità di supportare le molte funzionalità del browser. Alla base della decisione c’è infatti la difficoltà, per il piccolo team di sviluppo di Chrome per Linux, di seguire con efficacia tutte le versioni del sistema operativo sulle quali il browser è utilizzato: dato che gli utenti Linux di Chrome costituiscono solo una piccola parte del suo pubblico, e che ancora meno sono coloro legati a versioni a 32 bit del sistema, la casa di Mountain View ha quindi deciso di lasciare loro da parte.

Come precisa nell’annuncio lo stesso Dirk Pranke, membro del team di sviluppo di Chromium, la base open source di Chrome continuerà comunque ad essere supportata anche nella sua versione a 32 bit, così che anche i browser basati su di essa, come Opera, potranno decidere autonomamente se continuare ad offrire ai propri utenti versioni a 32 bit.

Chi di voi viene colpito da questa decisione? Deciderete quindi di passare ad un altro browser, oppure opterete per un aggiornamento della vostra distribuzione Linux?

Via: XDA
  • vroby

    installate chromium, installate dal repository nonfree pepperflash
    fatevi uno script con questa linea:
    chromium-browser –ppapi-flash-path=/opt/PepperFlash/libpepflashplayer.so –ppapi-flash-version=20.0.0.306 –always-authorize-plugins –flag-switches-begin –flag-switches-end –enable-smooth-scrolling –enable-tab-audio-muting %U

    per mia comodita ho spostato il libpepflashplayer.so in /opt se non volete potete usare il path originale

    Ora avete un chromium quasi come chrome. Le scuse di google sono baggianate: alla base c’è la volontà di far buttare un po’ di hardware economico e di costringere gli utenti ad aggiornare e ridurre la frammentazione che a mio parere è la miglior sicurezza di linux.