Nuovi Chromebook

Con il nuovo Dell Chromebook 13, Google vuole farci lavorare da Chrome OS

Andrea Centorrino -

Secondo una ricerca, i Chromebook impiegati nel settore dell’educazione in America hanno richiesto il 69% di tempo in meno per essere configurati ed il 92% di tempo in meno per risolvere eventuali problemi rispetto ad altri dispositivi simili: è probabilmente per questa semplicità di installazione e gestione che aziende come Netflix, Sanmina e Starbucks li hanno scelti per i loro uffici. Si, perché Chrome OS è solo per chi usa il computer per navigare, ma anche per chi deve lavorare, e Google ci tiene a ribadirlo, presentando il nuovo Dell Chromebook 13.

Dell Chromebook 13 si affianca ad Asus Chromebook Flip e Chromebook Pixel nella schiera di computer con Chrome OS votati alla produttività: presenta un case in fibra di carbonio, uno schermo touchscreen da 13,3″ FullHD IPS, processore Intel Core di 5ª generazione, zona per appoggiare i palmi in magnesio, tastiera retro-illuminata, trackpad in vetro e batteria che promette fino 12 ore di lavoro. Il nuovo Chromebook 13 di Dell sarà disponibile (in America) a partire dal 17 settembre al costo di 399$ (circa 360€).

LEGGI ANCHE: Chrome OS si aggiorna per (quasi) tutti i dispositivi sul canale stabile

Nello stesso post in cui Google annuncia il nuovo Chromebook di Dell, la società di Mountain View esalta le caratteristiche di Chrome OS nell’ambito lavorativo: si integra nelle infrastrutture Microsoft, permette di utilizzare piattaforme di virtualizzazione come VMWare e Dell vWorkspace, è compatibile con Windows File Shares (SMB/CIFS), Box, Dropbox, o OneDrive, permette di stampare con qualunque stampante tramite Cloud Print 2.0Cloud Print CUPS, e supporta reti VPN grazie a Pulse Secure, Dell SonicWall o Cisco AnyConnect, tutte app disponibili sul Chrome Web Store. Inoltre, per il 1º settembre è previsto un Hangout on Air per discutere le capacità dei Chromebook nei luoghi di lavoro, dove sicuramente Google non mancherà di elogiare la sua piattaforma.

Fonte: Google for work
  • Jack O’Malley

    In più ci si potrà installare in dual boot una qualsiasi distro Linux.

    • Luca Bastianello

      Ci si può instalalre una distro mista tra chrome OS e Linux, che è quello che fanno tra l’altro la maggiorparte delgi utenti smaliziati per ampliare le limitate capacità dei chromebook.

  • Luca Bastianello

    Mah, i Chromebook rimangono comunque ancora poveri di funzioni. Aziende come quelle citate sviluppano software appositi per lavorarci sopra, così come farebbero per ambito Windows o Mac.
    La differenza è che per un utente normale rimangono macchine limitate, estremamente limitate per possibilità d’utilizzo, dove per ampliare un minimo la base bisogna mettere la mano all’OS stesso cambiandolo con uno misto a Linux.
    Inoltre in Italia abbiamo sempre il problema della velocità di connessione, che rimane comunque ridicola in confronto alla controparte americana (e di buona parte degli altri paesi nel mondo), affossando quella che come concetto può essere una buona idea dato che le funzionalità andranno a rilento.
    E ora come ora android è ancora migliore per un utilizzo casalingo rispetto a quello di un chromebook.
    Il problema dei Chromebook è quello che si critica spesso a Windows Phone e simili, ovvero il market che ad ora è solo una serie per la maggior parte di link e pochi programmi veri e propri.

  • scumm78

    Mi piacerebbe capire cosa intendono per integrazione Microsoft perché non mi sembra ci sia un rdp client ufficiale e quelli non ufficiali sono un po’ penosi.
    Inoltre secondo me google dovrebbe ancora sistemare un sacco l’esperienza utente con il file manager e i suoi applicativi documenti, fogli ecc… È qualcosa di terribile.
    Onestamente dopo 10 mesi di utilizzo sono un po’ stufo dei tanti piccoli problemi o limitazioni.