Facebook Executives Reveal New Features For Popular Social Networking Site

Social e simili vietati ai minori di 16 anni: arriva la legge all’Unione Europea

Cosimo Alfredo Pina -

Nelle ultime ore l’Unione Europea è in corso di approvazione una legge che entro due anni potrà portare, negli stati membri, il divieto all’accesso a tutti i servizi che richiedono registrazione ai minori di 16 anni.

In effetti la maggior parte dei social e dei provider di servizi mail ed affini impongono già il limite dei 13 anni, per adempire alle leggi già valide nella maggior parte dei paesi europei, ma adesso la soglia potrebbe alzarsi per tutti i teenager fino a 16 anni.

Il divieto in discussione non è però assoluto; chi vorrà approcciarsi alla rete potrà chiedere il permesso ai genitori o al tutore. Inoltre starà ad ogni paese decidere se e come innalzare questo limite.

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Con internet sempre facilmente accessibile da tutti, principalmente per la diffusione di smartphone e affini, che semplificano il tutto anche nelle fasce di età più basse, una legge del genere è forse necessaria, considerata l’invasività di certi servizi.

età social internet europa

Ma difficilmente questo provvedimento a livello europeo, se dovesse passare alle votazioni di domani e adottato alla lettera, sarà sufficiente a frenare la curiosità dei giovani esploratori della rete, a cui effettivamente basterà davvero poco, giusto una “piccola” bugia, per continuare ad aggirare i blocchi.

 

Aggiornamento: aggiornato l’articolo per fare chiarezza sul fatto che la legge è ancora in fase di discussione.

Via: The Verge
  • e per i minori di 16 anni già registrati? Li fucilano? xD

    • Martino Fontana

      Non voglio morire! I__I

      • Fammi capire… È una sorta di confessione, la tua? 🙂

        • Matteo795

          INFEDELE! AL ROGOH!

  • Mirko Passoli

    E allora io che ho 15 lo prendo nel ….

  • Si vabeh… ennesima legge inutile. A meno di non obbligare a verificare l’identità (cosa infattibile “praticamente”), è ovvio che tutti mentiranno sull’età

  • gian1996

    A sto punto sarebbe da chiedere a ogni registrazione il codice fiscale … anche se un modo per aggirare la cosa c è sempre

    • Alessandro Fiorito

      Il codice fiscale sarebbe una buona idea. Quello non è falsificabile perché i dati immessi devono corrispondere a quelli che escono dal codice. C’è da dire che “basta” prendere il codice fiscale del padre e fingere di essere lui. Ma ci sarà davvero qualche bimbo che vorrà fingere di essere suo padre?

      • Esistono generatori di codici fiscali. http://www.codicefiscale.com/

        • Danilo Mancino

          è vero, ma si potrebbe dare accesso ai social network ai database dei governi, in questo modo puoi generare tutti i codici fiscali che vuoi ma se non esiste nel database è palese che il codice è falso e non hai alcun acesso ai sit i per cui hai fatto richiesta. Questo senza concedere un accesso completo ai database dei governi ma con una semplice richiesta informatizzata del tipo “abbiamo ricevuto questo codice, esiste?”

      • gian1996

        in un certo senso così il padre controllerebbe dato che sarebbe a nome suo, e ciò sarebbe un bene per i giovani, però la cosa che mi lascia dubbioso è che minerebbe la libertà su internet per tutti

      • gian1996

        e il diritto all’ anonimato

  • Luca

    Funzionerà esattamente come il “Sono maggiorenne” nei siti porno XD

    • Beh, alcuni siti, quelli dove ci sono contenuti premium, chiedono la carta di credito per verificare la maggiore età. Ma anche lì… usano la carta dei genitori. Non c’è alcun modo di mettere inpratica una legge di questo tipo, assolutamente alcun modo.

      • Giovanni aka Maiti Gion

        Vabbè dai, se tuo figlio ti frega la carta di credito senza che tu te ne accorga e la registra su un sito porno o sei molto tonto tu o molto sveglio lui.
        In entrambi i casi si merita di accedere al sito 😉
        (Ps. ovviamente il “tu” non è rivolto a te nello specifico ma al genitore medio)

      • Alessandro Fiorito

        Veramente basterebbe una foto della carta d’identità. Cosa che già FB fa per permettere di cambiare il nome.

        • Alessandro Fiorito

          C’è da dire che se non imposto per legge nessun sito si piglierà la briga di chiedere l’ID card.

          • Ma ti sembra giusto imporlo per legge? Soprattutto perchè parliamo di siti a livello mondiale. Tra l’altro la foto della carta d’identità è facilmente superabile, visto che loro guardano solo il nome e cognome (conosco chi ha passato la procedura in modo semplice…usando photoshop).
            Semplicemente non è questo il modo per proteggere i minori. Allora bisognerebbe vietar loro anche di usare il telefono, di andare da soli a prendere un gelato, di andare da soli in discoteca. Il problema non sono i social. Ma la gente e la cultura.

  • Giovanni aka Maiti Gion

    Vabbè, mi viene in mente che mio figlio mi stressa perché un sacco di suoi amici hanno GTA5 e io non voglio prenderglielo (ha 10 anni, il gioco è pegi 18).
    Parliamo sempre di nulla ….

    • Martino Fontana

      Credevo di essere l’unico che rispettava la PEGI…

  • Paolo Campi

    Il problema di questa generazione è uno solo:
    sentirsi adulti solo per le c…..e e mai per prendersi le responsabilità
    PUNTO!