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Eric Schmidt vorrebbe “censurare” odio e molestie sul web

Cosimo Alfredo Pina

In un periodo delicato come quello degli ultimi tempi si sta sollevando un dibattito dal quale potrebbe dipendere il futuro della libertà d’espressione sulla rete. A pronunciarsi a tal proposito adesso è Eric Schmidt, presidente del CdA Alphabet, la “nuova Google”.

Con un intervento sulla rubrica The Opinion Pages di The New York Times ha dato la sua opinione, personale ma da una posizione decisamente di rilievo. “I governi autoritari dicono ai cittadini che la censura è necessaria per la stabilità. È nostra responsabilità dimostrare che stabilità e libertà d’espressione vanno mano nella mano”.

Schmidt si dichiara ovviamente a favore della libertà d’espressione, anche se poi riconosce che a tutto c’è un limite. “Dovremmo realizzare degli strumenti che aiutino a smorzare la tensione sui social media — qualcosa come dei correttori automatici, ma per odio e molestie”.

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Il ragionamento di Schmidt è apparentemente contraddittorio ma una regolamentazione della rete è una realtà con cui probabilmente i navigatori dovranno avere a che fare. A chi spetterà decidere cosa è giusto che sia sulla rete? Quando arriva il momento di dire basta ai contenuti eccessivi, che ogni giorno affollano social e siti pubblici?

L’Italia è proprio in primo piano in questa questione, anche a livello internazionale, come dimostrato con la redazione e la promozione della Carta dei Diritti della rete di cui vedremo i risultati probabilmente nei prossimi anni.

Via: CNET