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I misteriosi file Linux nell’ultima build di Windows 10

Cosimo Alfredo Pina

Cosa hanno in comune Windows 10 e Linux? Molto più di quanto si possa immaginare. A scoprire il collegamento tra i due sistemi è stato l’esperto informatico Walking Cat che ha scovato file LXCore.sys e LXss.sys nella build 14251 di Windows 10.

La questione suonerà familiare a chi ha seguito l’evolversi di Project Astoria, sistema ufficialmente abbandonato da Microsoft che permetteva di utilizzare app Android sulle prime release Windows 10 Mobile.

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Ma la verità è che i due file rimangono un gran mistero e per il momento ci sono solo ipotesi. Si parla, ad esempio, di come i file potrebbero essere alla base di un sottosistema Linux, capace di far girare applicazioni Linux lato server oppure dare nuova vita a Project Astoria.

L’ultima parola rimane a Microsoft che per il momento non ha commentato la presenza dei file LXCore.sys e LXss.sys nell’ultima build di Windows 10, lasciando dubbi e curiosità agli appassionati di entrambi i sistemi operativi.

Via: WMPowerUser
  • Daniele Bagaglini

    Ho letto, se non sbaglio, che su Azure ultimamente è stata aggiunta la possibilità di virtualizzare un server Linux Ubuntu e magari quelle sono semplici librerie lato client per supportarne il funzionamento su Windows 10.

    • Franco Fait

      Azurre nella sua nuova versione utilizza già di suo kernel linux

      • Filo

        E allora perché non è open source?

      • Secondo la GPL, un prodotto open può essere implementato su un sistema, ma non per scopi commerciali (tipo vendita).
        Non è così? Ho capito male o cosa?

        • Paolo Redaelli

          Veramente è vero **esattamente** il contrario!
          Controesempio: RedHat Enterprise. Una società da qualche miliardo di dollari….

          Un programma protetto dalla GPL può essere venduto e può essere usato per scopi commerciali.

          In estrema sintesi l’unico vincolo reale è quello di dare tutti i sorgenti a chi mette in esecuzione il programma.

          La GPL3 aggiunge che devi poter essere in grado di ricostruire l’eseguibile fornito a partire dai sorgenti forniti per evitare i lock-in dei programmi/firmware firmati.
          La AGPL estende la protezione anche a chi usa il programma senza entrare in possesso dello stesso (leggi: servizi online/cloud eccetera).

          • alex

            eh ma si vede che Red Hat è buona mentre Microsoft (o Apple ma anche Intel e altri nomi di grandi aziende e multinazionali completamente nominati a caso) è brutta e cattiva…

          • Paolo Redaelli

            Tralasciamo il fatto che Intel produce e pubblica un bel po’ di sw libero.
            Mi hai proprio frainteso: Microsoft, anche quando diceva esplicitamente che Linux ed il software libero era un cancro aveva il permesso esplicito e la libertà di prendere tutto quello che voleva da Linux e dagli altri sw rilasciati sotto GPL. Anche di venderli e di farsi pagare. L’unico vincolo è rispettare la licenza d’uso, ossia la GPL. Semplificando un po’ se ai binari alleghi il sorgente usato per generarli rispetti la Gpl2. Se poi non ci sono altri vincoli (leggi Tivoization, firma digitale dei binari eccetera) e puoi eseguire i binari ricompilati da quei sorgenti allora rispetti anche la versione 3. E sì, lo può fare anche Microsoft ed Apple e Intel eccetera eccetera

          • No, mi hai frainteso tu, non ero mica serio ovviamente 🙂

          • Paolo Redaelli

            Ah, beh, allora 🙂
            Sai io me li ricordo ancora gli Halloween documents e Ballmer che andava in giro ad urlare che Linux ed il Software Libero in generale erano il cancro.
            La MS di oggi non sembra neanche la stessa azienda. Se nel 1996 mi avessero detto che vent’anni dopo avrebbero pubblicato una larghissima parte del loro stack (.Net) sotto la più liberale delle licenza (tipo BSD) non ci avrei creduto. Hai presente quando Doc in Ritorno al Futuro non crede a Marty quando gli dice che il presidente è Ronald Reagan “chi l’attore? Ma voi siete pazzi!”.
            Ecco una cosa così.
            Vedo e sono incredulo. Il cavaliere nero d’un tempo sembra aver perso la sua aura di malvagità, mentre quello che sembrava il cavaliere bianco – leggi Apple – si è lasciato portare sul lato oscuro, quello dei DRM, dei binari firmati e dei sistemi blindati. E te lo dice uno che ai tempi dei Mac PowerPC 601 aveva un ottimo giudizio di Apple.
            Oh, the times, they are ‘a-changin’…. canta il poeta…. 🙂

  • Tutto qua? Ma per favore…