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Un ex dipendente di Ubuntu vorrebbe poter installare GNOME su Mac OS X

Leonardo Banchi

Jono Bacon è un ex dipendente di Ubuntu, attualmente impiegato presso GitHub, che in un post sul proprio blog ha sollevato l’idea per un nuovo progetto open source, che dovrebbe essere votato alla conquista di Mac OS X da parte di Linux.

L’idea di Bacon sarebbe infatti quella di poter installare, all’interno del sistema operativo di casa Apple, un completo user-space Linux, con tanto di ambiente grafico GNOME.

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 L’ideatore, proprio con la volontà di stimolare un dibattito su questo argomento, ha espresso così il proprio sogno:

Se volete avere la migliore esperienza informatica, voi uscite e comperate un Mac. Questi hanno infatti ragionevolmente la miglior combinazione hardware disponibile (look, usabilità, batteria, ecc.). Poi scaricate una distribuzione da internet, distribuita sotto forma di file .dmg, e la installate. Questa installa un insieme di software sul vostro computer, che include cose come la shell GNOME, tutte le app di GNOME 3, vari strumenti da linea di comando comunemente utilizzati su Linux, e la possibilità di installare sul computer i pacchetti Linux (come i pacchetti Debian o RPM) nativamente.

Insomma, Bacon vorrebbe davvero arrivare ad un vero e proprio GNU/OS X, e sfruttare sul proprio Mac tutte le comodità e gli strumenti di Linux, senza dover rinunciare alle app sviluppate da Apple, e alla larga compatibilità garantita da OS X. Cosa ne pensate però voi? Vorreste vedere il risultato di questa originale fusione, o preferite che i due universi e le loro utenze rimangano ben distaccati? Fatecelo sapere nei commenti!

Via: Phoronix
  • Daniele Bagaglini

    Mi meraviglio che Jono Bacon non conosca Mac Ports.

  • Ugo

    me pare ‘na strunzata.
    a parte che osx senza l’interfaccia grafica è, in effetti, darwin, ovvero una fork di freebsd, ovvero a sua volta unix.
    quindi se vuole può benissimo fare un porting di gnome su free bsd e vive felice.

    invece non capisco quale sia l’utilità di avere una sandbox per far girare linux su un mac. a che pro? per avere la shell? apriti il terminale.
    non basta? c’è parallels e ti metti linux in virtualizzazione.
    non basta? bootcamp e ti fai multiboot col linux che ti pare.
    che cavolo vuoi di più?

    • Gigi

      freebsd non ha sicuro il “parco applicazioni” di linux.
      Virtualizzare non è esattamente come girare in modo nativo sulla macchina e il dualboot è proprio un’altra cosa in quanto il tipo non vuole usare linux ma solo le applicazioni e l’interfaccia grafica.
      E’ come se volesse avere un iphone ma con la possibilità di avere il launcher google e poter installare le app android.

  • 1cr

    sono così avanti quelli di ubuntu da avere già fatto il giro ed essere tornati punto a capo.
    il traguardo è un’altro.
    Libertà Libertà Libertà.
    Software Libero per partire. E poi il motto “Un OS qualunque supporto” sviluppando meglio quanto già fatto da Puppy linux, magari andando ad attingere da rami differenti di sviluppo come Slackware e Arch… con evidenti priorità diverse dai fabbricanti di saponette in mente.
    OS come arma da poter opporre ai droni; OS come arma da poter opporre allo spionaggio satellitare, OS come arma da poter opporre allo spionaggio di Lobby bancarie ed industriali e delle istituzioni dello stato, specialmente se lo stato è una dittatura o collaborazionista di dittature.
    OS da opporre a tutti, tanto alla mafia che alla magistratura un OS che riesce a neutralizzare tutto ciò che è organizzato in pace e in guerra per produrre schiavitù e soggiogazione sfruttando le armi fisiche contro gli oppressori. il rilascio dei sorgenti di Galileo della Hacking Team è un esempio della strada da seguire. Dopo quel rilascio, dopo Snowdwen, dopo Wikileaks siamo tutti più liberi. Basta dire che la Cina, non proprio una democrazia ha ubuntu come OS di stato…