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Google ci ricorda quanti strumenti offre per aiutare chi ha una disabilità (foto)

Andrea Centorrino

La maggior parte di chi legge questo articolo, lo starà facendo nel più classico dei modi: avrà aperto il browser, avrà inserito l’indirizzo del nostro sito (o, meglio ancora, lo avrà aperto dai preferiti) e, incuriosita dal titolo, avrà cliccato (o tappato) sull’articolo per leggerlo. Altri (speriamo la minoranza), si staranno appoggiando ad altri strumenti: per ingrandire il testo, variarne il contrasto o, addirittura, per richiamare un sintetizzatore vocale per farselo leggere.

L’invalidità, che sia temporanea o permanente, non perdona, e per fortuna oggi sono diversi gli strumenti tecnologici che aiutano il disabile ad affrontare “normalmente” la vita di tutti i giorni: Google, con un post sul suo blog, riassume il lavoro svolto fin qui, e (ri)presenta qualche nuovo  strumento.

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Partiamo da un tool per gli sviluppatori Android, veri artefici della compatibilità (o meno) di un’app con funzioni di “aiuto”: grazie ad Accessibility Scanner, potranno analizzare la propria app alla ricerca di elementi da modificare per facilitare la navigazione nell’interfaccia. Si va dal testo, che magari necessita di maggiore contrasto, agli elementi dell’interfaccia stessa, come i pulsanti, che potrebbero dover essere ingranditi.

Continuiamo sempre con il robottino verde, che nella sua prossima incarnazione (N sta per…?) avrà una nuova opzione per ipovedenti già nella prima schermata di accensione, quando dovremo eseguire la configurazione guidata: zoom, dimensione del testo, dimensioni dello schermo e TalkBack permetteranno una più semplice configurazione a chi ha problemi di vista.

Terminiamo le opzioni Android con Voice Access Beta, uno strumento recentemente rilasciato da Google che permette di navigare nell’intera interfaccia del dispositivo dando alcuni comandi vocali (al momento solo in inglese, ad esempio: “open Chrome”, click next”, “scroll down”): molto utile per chi, con difficoltà motorie, non riesce a premere pulsanti e link.

Google menziona anche la possibilità di modificare documenti su Google Docs con i comandi vocali, ma per maggiori dettagli vi rimandiamo all’articolo dedicato. Concludiamo con i Chromebook, che nativamente includono ChromeVox, un software per navigare nell”interfaccia tramite comandi vocali: la nuova versione, “ChromeVox Next Beta“, promette di eseguire anche scorciatoie da tastiera, una maggiore compatibilità con dispositivi Braille e un nuovo set di suoni relativi alla navigazione.

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Tante possibilità dunque, offerte a chi magari non crede di averne poi molte. L’impegno di Google è lodevole, e speriamo che continui con costanza per abbattere quelle barriere sulle quali in tanti si scontrano ogni giorno. Pensate che Google stia facendo abbastanza?

Fonte: Google Blog