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L’identità del creatore originale di Popcorn Time è stata svelata

Leonardo Banchi

Da quando l’incarnazione originale del programma Popcorn Time è stata abbandonata, e il suo codice depositato su GitHub per dare vita al software che oggi tutti conosciamo, l’identità del creatore originale non è mai stata svelata, e la persona a capo del team di sviluppo è sempre stata identificata come “Sebastian”.

Ovviamente, la sua scelta di rimanere lontano dai riflettori non sorprende, dato che l’uso del programma per lo streaming di contenuti coperti da copyright ha scatenato le antipatie delle principali case produttrici mondiali. Sebastian, però, ha ora deciso di rivelarsi, svelando la propria identità e spiegando le motivazioni che lo hanno portato all’abbandono di un progetto così di successo.

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Federico Abad, questo il nome dell’originale sviluppatore di Popcorn Time, è un designer argentino, che ha dato vita al programma semplicemente per poter avere, finalmente, un software con cui guardare qualunque film volesse in modo estremamente semplice: le opzioni esistenti all’epoca, infatti, erano troppo complesse perché un completo neofita come sua madre potesse utilizzarle senza frustrazioni e difficoltà.

A posteriori, non c’è certo dubbio che l’obbiettivo fosse stato raggiunto: cosa ha spinto dunque Abad ad abbandonare il progetto? Secondo le sue parole, una serie di fattori: da una parte c’è infatti l’eccessivo coinvolgimento nello sviluppo, che lo avrebbe messo in difficoltà sia dal punto di vista professionale che personale (la sua devozione gli avrebbe perfino fatto perdere la fidanzata), ma dall’altra anche le pressioni delle case di produzione Hollywoodiane. Pare infatti che un produttore della Warner Bros fosse riuscito a scoprire le identità dei creatori di Popcorn Time, ed avesse visitato le loro pagine LinkedIn per intimorirli riguardo a probabili cause legali.

Il bilancio finale steso da Abad è, comunque, positivo: lo sviluppatore non si pente di aver creato Popcorn Time, ma la prospettiva di dover affrontare azioni legali da parte dei colossi della cinematografia era comunque troppo rischiosa perché gli fosse possibile portarne avanti lo sviluppo.

Via: Engadget