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Il centro ricerche Microsoft sta lavorando a una realtà virtuale “multiplayer”

Leonardo Banchi

La realtà virtuale è sicuramente una delle innovazioni in grado di suscitare più interesse, ma le possibilità che essa è in grado di esprimere devono chiaramente essere ancora esplorate a fondo: ad esempio, chi vorrebbe utilizzare un dispositivo per trasferirsi in una realtà dove non può entrare nessun altro?

Proprio in questo senso sta lavorando il team di Microsoft Research, che con il proprio progetto “Comradre” punta a creare una realtà aumentata grazie alla quale più persone contemporaneamente possano interagire nel mondo virtuale.

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Differentemente da quanto verrebbe naturale, il progetto non si basa sull’utilizzo del dispositivo HoloLens, da poco presentato al pubblico, ma su un nuovo headset dal nome in codice di “Reality Mashers”, che si affida a smartphone e computer per l’utilizzo di vari sensori necessari a tracciare i movimenti. Tale dispositivo sarebbe però in grado di garantire un’ampiezza di campo visivo molto superiore a HoloLens, arrivando fino a superare i 60 gradi in ogni situazione.

Quello che più stupisce, però, sono le direzioni nelle quali i ricercatori di Microsoft stanno lavorando. Eccone alcuni esempi:

  • Andrea Stevenson Won sta testando le implicazioni sociali di tale tecnologia, con un sistema in grado di evidenziare le interazioni fisiche con effetti virtuali (vedi immagine in apertura);
  • Judith Amores e Xavier Benavides sono al lavoro su un sistema per far corrispondere dei cubi di legno con oggetti e animazioni virtuali, offrendo così ai bambini un modo di giocare in realtà virtuale, accessibile anche a chi non stia indossando un dispositivo;
  • Andrzej Banburski lavora allo sviluppo di uno strumento per la visualizzazione di equazioni matematiche;
  • Kishore Rathinavel ha invece creato un sistema in grado di captare onde sonore e trasformarle in visualizzazioni.

Insomma, le possibilità sembrano davvero infinite, e il percorso da compiere prima che il mondo reale e la realtà virtuale siano davvero connessi è ancora lungo, ma non possiamo fare a meno che dirci davvero curiosi di conoscere i risultati che si potranno ottenere fra qualche anno!

Via: Microsoft-News