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Linux dice addio 32-bit: le principali distro abbandonano il supporto

Cosimo Alfredo Pina

Erano i primi anni 2000 quando AMD ed Intel (rispettivamente 2003 e 2004) portavano sul mercato le prime CPU consumer a 64-bit. Se all’inizio questa architettura veniva vista come inutile nella maggior parte dei casi adesso, anche per l’avanzamento dell’hardware, la situazione si è ribaltata come ci dimostra anche il fatto che molti team dietro le principali distro Linux stanno valutando di interrompere il supporto ai 32-bit.

In effetti qualcosa di simile l’abbiamo già visto con Chrome, che da qualche mese non è più disponibile per i sistemi operativi a 32-bit. Ma la questione coinvolge anche le distribuzioni Linux, a partire dalla celebre Ubuntu.

Dimitri John Ledkov avrebbe infatti proposto l’abbandono dei 32-bit per le future versioni; lo sviluppatore del team di Ubuntu ha infatti spiegato che l’hardware non compatibile con software 64-bit è sempre più infrequente, mentre creare le versioni a 32-bit (i386), testarle e fornire il relativo supporto richiede molto sforzo e tempo.

Per questo per la prossima release di Ubuntu 16.10, nelle varianti Ubuntu Desktop e Ubuntu Server, non ci saranno immagini a 32-bit, anche se sarà mantenuta la compatibilità con il vecchio software. Le cose cambieranno in maniera definitiva a ottobre 2018 con Ubuntu 18.10; a quel punto sarà possibile lanciare software a 32-bit solo su macchine virtuali o opportuni contenitori.

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Scelte simili sono già state prese da altri team come quello di Fedora, che da Fedora 24 (comunque disponibile anche in versione 32-bit) ha ridotto la priorità visto, che in un recente meeting nessuno degli sviluppatori dietro al progetto ha mostrato interesse verso le immagini a 32-bit.

Anche OpenSUSE con la versione Leap 42.1 ha abbandonato totalmente il supporto ai 32-bit, proprio perché “non ne vale la pena”. Se però pensate che il vostro PC Linux a 32-bit sia già da buttare non temete. Considerate che il recente Ubuntu 16.04 LTS, appunto rilasciato anche a 32-bit, sarà aggiornato fino al 2021 e anche dopo potrete sempre ripiegare su altre distro che siamo certi qualcuna, questo è il bello di Linux, continuerà a pensare al vecchio hardware.

Fonte: PC World
  • GattoMorbido

    Mmm.. Io ho già avuto problemi di recente a installare le ultime due release di Ubuntu 32 bit su portatili con celeron perché manca qualcosa nel processore: sicuri che sia così “universale”?

    • ilcampione

      Mhhhh si abbastanza sicuri, visto che lo si installa praticamente su ogni hardware e raramente vanno scaricati driver aggiuntivi.

      • GattoMorbido

        Era quello che pensavo anche io.
        inizialmente ho pensato a un file corrotto.
        Ho provato persino a installarlo da un drive usb invece che dal cd ma niente!
        Fino a questo momento nessun problema.

        • Maurizio Tosetti

          Cosa hai provato ? Linux ha molte distribuzioni. Provale se hai tempo 🙂