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Microsoft ha sviluppato la propria distribuzione Linux

Leonardo Banchi

Microsoft si è mostrata, negli ultimi anni, decisamente più aperta nei confronti degli altri sistemi di quanto non lo fosse mai stata in passato, e ormai ci siamo quasi abituati a vedere i suoi servizi, come la suite Office, sviluppati ed ottimizzati anche per piattaforme storicamente concorrenti. La notizia di ieri, però, non può fare a meno di stupire chiunque: Microsoft ha infatti appena presentato la propria distribuzione Linux.

Se state però già correndo a cercare un link per il download per installarla sul vostro pc, curiosi di vedere il risultato di questa inedita collaborazione, è il momento di fermarvi: non si tratta infatti di un sistema operativo dedicato all’utilizzo quotidiano, ma piuttosto la base per una piattaforma di rete dedicata ad Azure.

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Azure Cloud Switch sarà infatti un sistema operativo per dispositivi di rete come gli switch, con l’obiettivo di riuscire a far dialogare gli apparati con le piattaforme cloud in modo davvero efficiente: attualmente infatti, secondo le parole della sviluppatrice Kamala Subramanian, l’integrazione fra i software in esecuzione sugli switch, profondamente diversi fra loro, e l’architettura della rete cloud presenta non poche difficoltà, che impediscono alle aziende di sfruttare appieno tutti i vantaggi offerti dalle nuove tecnologie.

La soluzione, sviluppata originariamente proprio per soddisfare le esigenze dei datacenter Microsoft, è stata basata su Linux probabilmente proprio per la complessità di sistemi che avrebbe dovuto mettere in comunicazione fra loro: la dimostrazione del suo funzionamento ha infatti compreso hardware di diversi produttori (fra cui Mellanox, Broadcom e Cavium) e implementazioni SAI di marchi come Dell, Microsoft e Metaswitch.

La piccola “rivoluzione” iniziata ieri, che rimarrà quindi trasparente per la maggior parte degli utenti, potrebbe però portare alla definitiva distinzione fra software ed hardware degli switch, e Microsoft sembra aver messo a segno un ottimo punto per una nuova affermazione del proprio sistema. Riuscirà questo però a fermare realmente la frammentazione del software di rete, e a facilitare il lavoro di aziende e addetti del settore? Solo il futuro potrà dircelo!

Via: TheRegisterFonte: Microsoft
  • Anticonformista Sii

    Che #microsoft utilizzi anche software #opensource non era in discussione, visto che in linea di massima funziona meglio del loro, l’importante è che rispetti le regole della #gpl e delle altre licenze non proprietarie.
    Se invece fosse uno solito suoi trucchetti per inquinare il #freesoftware può anche andarsene