Focus Kaby Lake: passare o no alla settima generazione di Intel Core?

Cosimo Alfredo Pina -

Tra le novità più importanti del CES 2017 l’esordio dei Kaby Lake, la settima generazione di processori Intel Core che arriva come una miglioria di quanto visto sugli Skylake dell’anno scorso, rispettando quindi il nuovo modello di sviluppo di Intel che da “tick-tock” passa a “processo-architettura-ottimizzazione”.

Come sempre quando escono nuovi componenti hardware l’attenzione è alta; si spera sempre nei salti di performance che in passato hanno qualche volta lasciato a bocca aperta. Non è però questo il caso, anche se Kaby Lake porta comunque qualche interessante feature nell’ecosistema Intel.

Se quindi state pensando se passare a o meno ai nuovi Kaby Lake continuate pure a leggere, tenendo a mente che le considerazione qui sotto sono generalmente valide sia per la gamma Intel Core per desktop che per quella notebook, dove però il fattore efficienza diventa ovviamente molto più determinante.

Quanto sono più veloci i Kaby Lake?

Come detto qui sopra Kaby Lake non è una vera e propria nuova architettura, ma una rifinitura di Skylake. Il processo produttivo a 14 nm resta quindi lo stesso. Per questo le performance rispetto alla precedente generazione sono aumentate solo in maniera marginale.

A parità di fascia (es. i7-7700K vs i7-6700K) le prestazioni aumentano al più di un 8%. Nel gaming la cosa non si fa praticamente sentire ed inoltre è bene notare che buona parte dei punteggi maggiori sui benchmark è imputabile all’aumento delle frequenze operative, mentre sulla multimedialità l’encoder/decoder nativo aiuta (vedi sotto).

Perché passare a Kaby Lake?

La velocità non è però il punto su cui Intel ha voluto far leva per la sua settima generazione. Kaby Lake integra infatti diverse nuove tecnologie esclusive:

  • Supporto ai drive Optane: per sfruttare gli SSD basati su tecnologia 3D XPoint
  • Speed Shift v2: tecnologia che sui PC Windows 10 permette di variare più velocemente la frequenza della CPU
  • Maggiore efficienza: con consumi molto vicini al TDP
  • Supporto nativo 4K: risorse hardware dedicate a codifica e decodifica di HEVC a 10-bit e VP9 per performance ottimizzate nella multimedialità e l’esclusività di poter vedere Netflix in 4K
  • Supporto nativo all’USB 3.1: non servirà più un chip a parte per avere la connettività USB 3.1 (particolarmente utile sui notebook)

Ovviamente chi ha uno Skylake difficilmente troverà giustificabile il passaggio. Infatti, salvo particolari esigenze, i Kaby Lake sono indirizzati solo a chi un PC ormai datato e vuole fare il salto per mettersi in pari in termini di multimedialità, connettività ed efficienza.

Perché non passare a Kaby Lake?

Se avete letto il precedente paragrafo vi sarete già fatti un’idea sul perché passare a Kaby Lake può non avere senso. Se avete una CPU relativamente recente (un Haswell desktop di un certo livello è sicuramente ancora valido) e non avete particolari esigenze legate alle poche tecnologie esclusive della 7a generazione o all’efficienza, il consiglio che diamo è di aspettare, se non l’esordio dei Cannonlake, previsto per l’anno in corso, quantomeno la presentazione delle CPU Ryzen di AMD.

LEGGI ANCHE: Lista e specifiche di tutti gli Intel Core Kaby Lake

Ricordate poi che se deciderete di passare a Kaby Lake dovrete rinunciare a Windows 7 e probabilmente aggiornare buona parte dell’hardware: scheda madre se la vostra non supporta già gli Skylake (assicuratevi comunque il produttore abbia già rilasciato il relativo BIOS) e RAM, visto che con i Kaby Lake potete usare solo DDR4 e DDR3L.

Via: Anand Tech
  • Andrea Guzzon

    http://www .tweaktown.com/news/55828/intels-new-cpus-flawed-full-system-control-over-usb/index.html
    Segnalo una falla piuttosto grossolana in kabylake

    (Ricommento, che probabilmente il primo non è passato per blocco spam)