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Un ex-agente NSA dimostra che ha molto senso tappare webcam e microfoni del vostro Mac

Cosimo Alfredo Pina

Patrick Wardle è un esperto di sicurezza informatica che ha anche lavorato per la NSA, l’Agenzia per la Sicurezza Nazionale statunitense. In occasione della conferenza Virus Bulletin ha dimostrato quanto sia facile accedere a webcam e microfono di un computer, nel caso specifico di un Mac.

Wardle ha spiegato che in teoria ad indicare quando la webcam è accesa c’è un visibile LED verde; il trucco per bypassare questa “protezione” sarebbe quello di intercettare flusso audio e video mentre l’ignara vittima sta già utilizzando la webcam, per una videochiamata.

Di come questo sia possibile l’ha spiegato in uno studio titolato “Getting Duped: Piggybacking on Webcam Streams for Surreptitious Recordings”, ovvero “Farsi Ingannare: Sfruttare gli Stream della Webcam per Registrazioni Furtive”.

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In effetti Wardle è famoso per aver esposto già altre importanti falle nei sistemi operativi per Mac, come quella che permetteva di bypassare Gatekeeper o quella che affliggeva il fix per la vulnerabilità Rootpipe.

L’ultima scoperta apre una nuova inquietante prospettiva che ci ricorda che non siamo al sicuro da occhi indiscreti neanche quando la webcam la stiamo già usando. Fortunatamente Wardle propone una soluzione, ossia un’app gratuita che notifica l’utente tutte le volte che un processo accede al flusso di webcam e microfono.

Se utilizzate spesso la vostra webcam e volete essere sicuri che nessuno vi stia spiando, potete ricorrere alla soluzione dell’ex-NSA e tornare tranquilli a fare videochiamate, almeno finché anche questa soluzione sarà aggirata.

  • nereus

    Non c’entra nulla con il fatto di coprirla

    • shishimaru

      Esatto. La si copre perché la nsa (e altre agenzie simili) ha comunque il potere di guardarci. Idem per microfono e qualunque cosa si faccia. Chiamasi sorveglianza di Stato.