UP Board, la nostra prova del rivale di Raspberry Pi (foto)

Vezio Ceniccola -

Oggi vi racconto una storia. Fine dicembre, fuori il tempo non sa che fare, ma voi siete belli al calduccio nella vostra stanza. Come succede quasi ogni giorno, siede seduti sulla vostra comoda sedia e state lavorando tranquillamente col vostro laptop. Va tutto a gonfie vele quando, tutto d’un tratto, iniziate a vedere dei leggeri sfarfallii dello schermo, dapprima sporadici, poi sempre più frequenti col passare delle ore. Finché, di colpo, succede.

Succede che lo schermo si riempie di strane bande verdi, il sistema operativo non riesce più ad avviarsi, e nemmeno l’usualmente salvifico formattone riparatore serve a risolvere il problema. Insomma, il computer non funziona più, siete fregati. Tragedia. Depressione. Pessimismo e fastidio.

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Nonostante la situazione critica, voi dovete comunque continuare a lavorare. Bisogna inventarsi qualcosa al più presto. Ed è a questo punto che vi ricordate di avere ancora una speranza, una via d’uscita, un piccolo strumento che potrebbe salvarvi la vita: UP Board!

Cos’è UP Board? È un piccolo mini PC, o meglio un single-board computer simile al famoso Raspberry Pi, che abbiamo usato come dispositivo principale per più di un mese – nel frattempo che il povero laptop era in assistenza – ed è proprio di lui che parliamo oggi.

Costruzione e confezione

Intendiamoci subito: proprio come il Raspberry Pi, UP Board non è un prodotto per utenti consumer, ma è dedicato prettamente a sviluppatori e appassionati. Per questo motivo, nella confezione non troverete altro che la scheda, e non sono compresi né l’alimentatore né un case protettivo – che si possono acquistare a parte o, nel caso del case, addirittura stampare in 3D.

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La costruzione della scheda in sé è ottima, con una distribuzione delle porte comoda e due piccole chicche poco comuni su modelli del genere: come potete notare dall’immagine qui sopra, sono presenti un grosso dissipatore ed una placca inferiore su cui è avvitata la scheda. Grazie a questi elementi, entrambi in metallo, UP Board risulta molto solida e bilanciata.

Purtroppo, il vero difetto riguardo alla costruzione è l’assenza di connettività wireless integrata. Infatti, non sono presenti né un modulo Wi-Fi né uno Bluetooth, anche se è possibile collegare antenne esterne tramite le varie porte a disposizione.

Hardware

  • CPU: Intel X5-Z8350 (2M Cache, da 1,44 GHz fino a 1,92 GHz)
  • GPU: Intel HD 400 Graphics a 500 MHz
  • RAM: 4 GB DDR3L
  • Memoria interna: 32 GB eMMC
  • Porte: 4x USB 2.0, 1x USB 3.0, HDMI 1.4b, Gigabit Ethernet, DSI/eDP, RTC, 40 pin General Purpose bus
  • Dimensioni: 85,60 x 56,5 mm
  • Peso: 95,9 grammi
  • OS: Linux, Windows 10, Android 6.0 Marshmallow

Nella categoria dei mini PC i processori usati sono spesso quelli della linea Atom di Intel, ed anche questo non fa eccezione, grazie al suo X5-Z8350. La versione da noi provata ha 4 GB di RAM e 32 GB di memoria interna eMMC, che non sono molti, ma fanno il loro sporco lavoro. In sostanza, l’hardware complessivo è di livello abbastanza basso, ma adeguato per l’uso che dovrebbero farne gli acquirenti. Per fare qualche paragone, UP Board è più potente sia di un Raspberry Pi 3 – e non di poco – che di molti mini PC della sua stessa fascia di prezzo, ma non aspettatevi miracoli.

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Il vero punto forte di questa scheda sono sicuramente porte e connessioni. Oltre alle 4 porte USB 2.0 e alla USB 3.0 di tipo Micro-B, spicca tra tutti il GPIO a 40 pin, lo stesso che si può trovare su Raspberry Pi. Cosa significa questo? Significa che UP Board è compatibile con tutti gli accessori e i moduli per Raspberry Pi già in commercio, fattore che ne estende di molto le potenzialità.

Buone sia le temperature che i consumi. In particolare, il dissipatore montato sopra al processore fa bene il suo lavoro, con temperature che si aggirano sempre tra i 50° ed i 60° su core, con picchi massimi fino a 80° solo quando il sistema è davvero sotto sforzo, ovvero durante i benchmark; nell’uso quotidiano è molto difficile.

Prestazioni e software

Ma veniamo ora alla resa dei conti. Come va questa UP Board? Bene, ma non benissimo.

Chi ha già avuto per le mani una scheda del genere, sa quali possano essere i limiti d’utilizzo e i contesti in cui sfruttarla al meglio. In buona sostanza, i possibili usi consigliati sono programmazione, emulazione software, controllo dispositivi IoT, navigazione internet, riproduzione multimediale, e poco altro. Tutto ciò che va al di fuori di questi ambiti è possibile, ma altamente sconsigliato. Se pensate di usarlo come un “vero PC”, installando Photoshop o altri software più pesanti, state sbagliando di grosso.

La scelta del sistema operativo – Linux, Windows 10 o Android 6.0 Marshmallow – potrebbe sembrare difficile, ma per quanto abbiamo potuto vedere tutto si risolve all’istante: usate Ubilinux, la distro progettata appositamente per UP Board. Abbiamo testato con mano la lentezza snervante di Windows 10 su questa macchina e vi sconsigliamo di avventurarvi nella stessa impresa: sul sito ufficiale potete trovare gli appositi driver per il sistema Microsoft, le varie porte e connessioni sono supportate e tutto funziona abbastanza bene, ma solo se usate il PC per compiti davvero molto, molto basilari.

Ubilinux, invece, si dimostra subito la scelta vincente. La distro è basata su Debian, occupa pochi gigabyte sulla memoria, integra tutti i driver al suo interno e supporta al meglio i componenti hardware, anche quelli esterni. Ad esempio, quando abbiamo collegato una piccola antenna Wi-Fi D-Link per estendere la connettività, è stata subito riconosciuta al primo avvio, senza dover installare driver specifici o altro, e lo stesso è avvenuto per altre periferiche. La reattività del sistema è buona, la scarna interfaccia si gestisce bene e c’è tutto il necessario per un uso basilare: il browser Chromium per navigare, la suite Libre Office per i lavori d’ufficio, VLC per la riproduzione multimediale, e altre piccole utility per l’amministrazione del sistema.

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Insomma, se dovete usare questa board come computer di scorta o per utilizzi specifici, potreste trovarla addirittura piacevole e ben realizzata. Ma tutto si complica se ci doveste lavorare davvero. Aprire più di 5 o 6 tab sul browser o avviare vari software in contemporanea porta ad un drastico ridimensionamento delle prestazioni, che sono pur sempre limitate dall’hardware di basso livello, e dovrete imparare a dosare bene ogni risorsa per non affaticare troppo la CPU, tenere aperto solo lo stretto indispensabile e fare insomma una cosa per volta.

In alternativa, potreste trasformare questa scheda in un media center, e probabilmente è proprio uno dei migliori usi possibili. Infatti, c’è il pieno supporto alla versione Linux di Kodi, che funziona alla perfezione grazie anche alla decodifica hardware integrata per H.264, H.265 (HEVC), VP8, VP9, e altri formati di uso comune. I filmati in FullHD (1080p @ 60 fps) vanno lisci come l’olio, e c’è qualche indecisione solo per i video in 4K ad alto bitrate.

Per terminare la panoramica sul lato software, segnaliamo che c’è anche la possibilità di installare Ubuntu o altre distro Linux, anche non basate su Debian, ma sinceramente non le consigliamo. Ubuntu funziona abbastanza bene, ma è meno scattante di Ubilinux, ed abbiamo notato qualche incompatibilità fastidiosa. Considerando sempre l’uso tipico di una scheda del genere, Ubuntu è forse una distro anche troppo impegnativa.

  • PC Mark 8 Home accelerated: 1.477
  • PC Mark 8 Creative accelerated: 1.570
  • PC Mark 8 Work accelerated: 1.183
  • 3d Mark 11 P: 409
  • Geekbench 64-bit CPU: 879 single-core / 2.367 multi-core
  • Geekbench GPU: 5.376
  • Crystal Disk Mark: 140,6 MB/s lettura – 50,67 MB/s scrittura

Test eseguiti su Windows 10 Home 64 bit

Prezzo

UP Board è disponibile sul sito ufficiale dell’azienda in varie configurazioni, con memoria RAM da 1 a 4 GB e memoria interna da 16 a 64 GB. I prezzi – NB: tasse e spedizioni escluse – vanno dagli 89$ della versione base 1/16 GB fino ai 149$ della variante top gamma 4/64 GB. La configurazione che in prova, quella da 4/32 GB costa 129$, che con tasse e spese di spedizione diventano quasi 175$, ovvero circa 165€.

Tutto sommato, il prezzo è in linea con altri mini PC o dev board con le medesime configurazione, ma bisogna valutare bene se sia proprio questo il prodotto adatto alle vostre esigenze. Inoltre, da poco è presente anche la seconda generazione di UP Board, con hardware rinnovato e spedizioni in partenza a maggio.

Per ulteriori dettagli su configurazioni, prezzi e specifiche tecniche, vi invitiamo a consultare il sito ufficiale del progetto UP Board a questo indirizzo, dov’è presente anche un forum dove potrete ulteriormente chiarire i vostri dubbi.

Conclusioni

La piccola UP Board si è dimostrata una valida risorsa in situazioni d’emergenza, e se aveste l’indole dello smanettone, potrebbe regalarvi diverse soddisfazioni, ma se foste alla ricerca di un semplice mini PC, probabilmente è meglio guardare a qualcosa che sia davvero tale. Le potenzialità ci sono, sta a voi trovare la modalità d’uso che più si addica al progetto che avete in mente. Se siete dei maker e volete costruire un sistema integrato, se avete bisogno di più potenza rispetto ad un Raspberry Pi o un Arduino, se volete un media center personalizzabile ed espandibile, UP Board potrebbe essere quello che state cercando.