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Tim Cook parla di educazione e critica fortemente i Chromebook

Cosimo Alfredo Pina

In un recente intervento tenuto all’Apple Store Upper East Side di New York, Tim Cook ha parlato di educazione, inaugurando l’apertura del programma Hour of Code nei negozi dell’azienda di Cupertino.

Proprio durante l’evento Tim Cook ha spiegato come il sistema di educazione dovrebbe essere rivisto, introducendo la programmazione come materia base, al pari di matematica e lingue, e un nuovo approccio che abbandoni voti e giornate sui libri.

“Non sono un fan dell’approccio all’insegnamento che mette alla prova gli studenti. Io credo che la creatività sia molto importante. Allenare la mente a pensare è importante. Insegnare con lo scopo di giudicare, spinge troppo alla memorizzazione. In un mondo in cui tutte le informazioni sono a portata, l’abilità di memorizzare in che anno è stata vinta una guerra non è molto utile. Le lezioni del futuro sono incentrate su problem-solving, creatività e abilità nell’esprimersi.”

Ispirato da questo concetto il dirigente Apple non si risparmiato nel giudicare i Chromebook di Google, che in effetti si propongono con prezzi competitivi come validi compagni di studi.

Secondo Cook i portatili basati su Chrome OS sono niente più che delle “macchine da compito”, ovvero dei semplici mezzi che rafforzano l’attuale approccio all’educazione.

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La sua visione di scuola è senz’altro interessante e moderna ma per il momento i prodotti Apple rimangono appannaggio del settore alto del mercato, anche se Cook ha parlato anche di programmi concreti per aiutare, almeno in territorio statunitense, le scuole più bisognose.

Via: 9to5Mac