Microsoft rilascia il terzo aggiornamento per Windows 10 Creators Update, e spiega perché potreste non averlo ancora ricevuto

Leonardo Banchi

Il Creators Update di Windows 10 è stato rilasciato soltanto due settimane fa, ma Microsoft continua a lavorare per migliorare l’esperienza degli utenti: proprio oggi è infatti stato rilasciato il suo terzo aggiornamento cumulativo, identificato dal codice KB4016240, che porta la versione del sistema operativo dalla 15063.138 alla 15063.250.

Come tutti gli aggiornamenti cumulativi, quest’ultimo non aggiunge al sistema nessuna funzionalità particolare, ma come mostra il changelog ufficiale punta piuttosto alla correzione di alcuni problemi, bug e incompatibilità rilevate durante il primo periodo di diffusione del Creators Update.

Se però vi state stupendo di vedere il rilascio già del terzo aggiornamento cumulativo, mentre voi non avete ancora ricevuto il Creators Update, sappiate che la causa potrebbe risiedere proprio uno di questi problemi. La casa di Redmond ha infatti da poco fatto chiarezza sul modo in cui da qualche tempo viene gestita la distribuzione degli update del proprio sistema operativo.

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Il rollout globale inizia infatti dai dispositivi più recenti, e in particolare da quelli a brand Microsoft o per i quali Microsoft ha collaborato in modo diretto con i produttori per la progettazione. In base ai feedback ottenuti viene poi deciso come procedere per l’espansione ad altri dispositivi.

In particolare, qualora venga riscontrato un bug legato a uno specifico componente hardware (come ad esempio il malfunzionamento di una scheda wireless), Microsoft può decidere di interrompere la distribuzione a tutti i computer dotati di tale componente, per poi riprenderla soltanto nel momento in cui la problematica sia stata risolta con un aggiornamento successivo. Questi ritardi (che possono comunque essere bypassati con un download manuale dal portale Microsoft), consentono di garantire una procedura di aggiornamento il più possibile libera da sgradevoli sorprese per gli utenti.

Via: MSpoweruserFonte: Microsoft