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Amazon lancia Video Direct, un ibrido tra Netflix e YouTube

Cosimo Alfredo Pina

Tra i pochi colossi che dispongono della potenza di fuoco necessaria ad intimorire concretamente il dominio di YouTube c’è certamente Amazon. Proprio il colosso dello shopping lancia la sfida ai video di Google con Amazon Video Direct, qualcosa di molto simile.

Arrivato un po’ a sorpresa, il servizio permette ai creatori di contenuti di registrarsi per caricare video. Fin qui niente di rivoluzionario; la cosa particolare, e che YouTube dovrà temere, è che proprio i publisher saranno pagati per le ore di visualizzazione.

I creatori di video (dobbiamo prepararci all’esercito degli amazoners?) potranno monetizzare con vari metodi, tra cui il noleggio, l’abbonamento, la vendita o più semplicemente con la pubblicità. Una flessibilità che potrebbe tentare anche qualche famoso celebrità di YouTube, considerando che ci saranno anche piani (Streaming Partners Program) per gli account con notevoli flussi di traffico.

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Dal lato utenti ci sono ancora cattive notizie per l’Italia, visto che i contenuti saranno accessibili solo tramite Amazon Prime Video, il servizio in stile Netflix disponibile solo in USA, Germania, Austria, Regno Unito e Giappone.

Per quanto riguarda i guadagni per i creatori non ci sono cifre ufficiali, ma Variety indica come il compenso potrebbe essere di 0,15$ per ora di streaming negli USA e 0,06$ nelle altre nazioni; i contenuti a pagamento diretto (noleggio, abbonamento o vendita) Amazon potrebbe trattenere fino al 50% del prezzo finale.

A completare il tutto ci sarà anche Amazon Video Direct Stars un programma di finanziamento che metterà in palio fino a 1 milione di dollari per i primi contenuti che avranno più successo su questo ibrido tra YouTube e Netflix.

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Per chi teme che Amazon Video Direct sarà una landa desolata dedicata a qualche regista indie, sappiate che il colosso ha già stretto accordi con molte realtà alcune anche molto popolari come Samuel Goldwyn Films, The Guardian, Mashable, Mattel, Machinima e molti altri.

Un servizio che potrebbe davvero mettere qualche bastone tra le ruote di YouTube e Netflix che siamo curiosi di vedere come si evolverà, vogliamo sperare, più prima che poi, con un’espansione anche in Italia.

Via: Tech CrunchFonte: Variety