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L’antitrust UE spiega perché la pubblicità costerà cara a Google

Cosimo Alfredo Pina

A fine giugno per Google si è aperta una nuova spinosa questione in Europa; di fianco all’indagine su Android e alle accuse sugli abusi legati al motore di ricerca, anche il circuito pubblicitario AdSense è recentemente entrato nel mirino dell’antitrust dell’Unione Europea. In quel frangente però i dettagli scarseggiavano.

Adesso è la commissaria dietro a tutte queste indagini, Margrethe Vestager, a spiegare il perché di questa ulteriore mossa dell’antitrust. Stando all’accusa, Google avrebbe abusato forzatamente dell’iscrizione degli shop online al circuito pubblicitario per sfavorire la concorrenza.


“Google ha realizzato tanti prodotti innovativi che hanno cambiato le nostre vite. Ma questo non dà il diritto a Google di impedire alle altre aziende di avere una chance per competere ed innovare. […] Oggi rafforziamo lo nostra accusa con il fatto che Google ha indebitamente favorito il suo sistema di comparazione prezzi nei risultati della ricerca”

Margrethe Vestager

Google per ora non si è pronunciata e ha dichiarato, tramite un portavoce, soltanto che prenderà in esame la nuova posizione dell’Unione Europea e fornirà una risposta a breve. Da prassi avrà 10 settimane per rispondere.

La faccenda UE contro Google, che sembrava doversi risolvere entro fine anno con una multa da 3,3 miliardi di dollari, diventa quindi ancora più articolata e adesso si inizia a parlare di penali ben più alte, il 10% delle entrate dell’azienda, ovvero 7 miliardi di dollari, oltre a probabili nuove politiche per continuare a fornire i servizi in Europa.

Via: The Verge