Brave Browser

Brave è un browser che vi paga per guardare pubblicità, e farvene vedere meno (video)

Nicola Ligas

Link Bubble è un browser nato su Android quasi un paio anno fa, il cui scopo principale era aprire i link in background, mentre altre applicazioni rimanevano in primo piano, in modo da permettervi la lettura solo a caricamento della pagina completato. L’app è stata venduta ad un ignoto acquirente la scorsa estate, e quell’ignoto acquirente si è ora palesato nel nome di Brave software, una startup capitanata dal creatore di JavaScript e co-fondatore di Mozilla, Brendan Eich.

Brave Browser è quindi il primo software sviluppato dall’azienda, ed in parte basato su Link Bubble (che rimane comunque disponibile sul Play Store), ma compatibile sia con Android che con iOS ed anche con tutti i principali sistemi desktop (Windows, OS X e Linux), ma questo non è certo il suo solo ed unico punto forte.

Brave Browser blocca infatti di default ogni forma di tracciamento e blocca inoltre anche le pubblicità presenti, soprattutto quelle più grandi e pesanti, caricando invece pubblicità più leggere e anonime, solo in degli spazi standard. L’idea è quindi sia di proteggere la privacy che velocizzare la navigazione dell’utente, ma al contempo non privare del tutto i siti di introiti monetari. Ma c’è dell’altro.

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Gli incassi derivanti dai banner saranno inoltre divisi (virtualmente, ci viene da pensare, ovvero “spendibili” solo nel come crediti nel browser) tra publisher ed utenti; questi ultimi potranno utilizzare i “guadagni ricavati” per scegliere siti in cui non vedere del tutto alcuna pubblicità, pagando indirettamente il sito per non vederla (presumibilmente solo per un certo periodo). In pratica più pubblicità vedrete altrove, e meno ne vedrete nei siti che più vi interessano.

L’idea ha innegabilmente il suo fascino, e cerca di trovare un compromesso tra l’ad-blocking selvaggio e la velocità di navigazione, ma restano comunque vari interrogativi, a cominciare dal metodo con cui vengono rimpiazzate le pubblicità, a quali sono le forme di pagamento per siti ed utenti, e quanti siano gli introiti necessari a togliere poi le pubblicità. Diciamo che è un gioco basato sui due piatti di una bilancia che sulla carta sarebbe bello se combaciassero, ma che non è certo così semplice far collimare.

In ogni caso il progetto è appena partito, è open-source, ed è ancora in beta privata: potete richiedere l’ammissione, registrandovi sul sito ufficiale. Qui sotto vi lasciamo un breve esempio di funzionamento dell’app su iOS.

Via: Android Authority
  • matteo masi

    E io che già pregustavo la ricchezza che mi avrebbe dato questo browser 🙁 ….. XD

  • David

    Comunque non è l’ad-blocking, ma è la quantità di ads ad essere selvaggia!