Chrome riduce il dispendio energetico dei tab in background su desktop e porta “leggi più tardi” su iOS

Nicola Ligas -

Chrome non è mai stato famoso per il suo parco consumo di risorse, sia in termini di RAM che di dispendio energetico richiesto dall’applicazione stessa. Qualcosa cambia ora con Chrome Desktop versione 57, che tratta le schede in background in maniera del tutto diversa da quelle attive.

Secondo quanto riportato da Google infatti, i tab in background sono responsabili di un terzo dei consumi di Chrome su PC e per questo motivo d’ora in poi sarà limitato il loro tempo di attività dietro le quinte. Con la nuova throttling policy introdotta in Chrome 57 infatti, il carico medio di ciascun core della CPU non supererà l’1% per ogni tab in background, ma attenzione al fatto le schede dove sia in riproduzione audio o che debbano mantenere attive delle connessioni in tempo reale (WebSockets o WebRTC per esempio) non saranno affette da questa novità.

Il risultato è che il 25% delle schede in background dovrebbe essere ora meno occupata, e lo scopo per il futuro è quello di sospendere proprio del tutto la loro esecuzione, affidandosi poi a nuove API per far funzionare comunque i servizi in background. Nell’attesa, vi suggeriamo di provare The Great Suspender, un’estensione per Chrome che fa qualcosa di simile, “ibernando” proprio le schede non usate (può però essere un po’ fastidioso dover attendere qualche istante per la loro riattivazione quando sposterete il focus su di loro: provate e vedrete se fa al caso vostro).

read_later-chrome-ios

Passando ad iOS, come potete vedere qui sopra, è arrivata su Chrome la funzione read later – leggi più tardi – che in pratica salva l’intero contenuto della pagina che state visualizzando (non una versione ridotta) in modo che possiate consultarlo anche in assenza di connessione. È un po’ quanto fa Chrome per Android con la funzione download, anche se quest’ultima non viene propagandata come un modo per leggere i contenuti ma come un mezzo per scaricare le pagine. Questione di semantica, ma il risultato è praticamente analogo.

Via: The VergeFonte: Chromium Blog