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Condividere Netflix? Negli USA potrebbe diventare un reato federale

Cosimo Alfredo Pina Un caso che con Netflix ha ben poco a che vedere potrebbe creare potenziali grossi problemi a chi condivide un account negli USA

Nelle ultime ore sta facendo discutere negli USA una legal opinion, un’interpretazione di un caso stilata da da un gruppo di giudici, depositata alla U.S. Ninth Circuit Court of Appeals, che potrebbe mettere a rischio legale chi condivide un account Netflix e non solo.

Il tutto è legato ad un caso in cui un dipendente avrebbe recuperato dati da un account di un ex-collega usando le sue credenziali. Nonostante l’accesso sia avvenuto con il permesso dell’ex-dipendete, il comportamento avrebbe infranto il Computer Fraud and Abuse Act (CFAA).

Come spiega il giudice redattore dell’opinion, tale McKeown, il documento potrebbe portare all’interpretazione della condivisione di un account con amici e familiari come reato, ma specifica anche che nel caso specifico il contesto è molto diverso e “assomiglia ben poco” ad altre forme più innocenti di condivisione della password.

Nella delicata e sorprendentemente complicata questione è intervenuto anche il giudice Reinhardt che ha controbattuto:

“Il caso riguarda la condivisione della password. Le persone condividono frequentemente le loro password nonostante siti e datori di lavoro lo vietino. Dal mio punto di vista il CFAA non rende le milioni di persone che adottano questo comportamento diffuso, utile e generalmente innocuo dei criminali federali.”

Insomma le idee sembrano piuttosto contrapposte e se da una parte McKeown ritiene che l’interpretazione non vada ad intaccare tutti coloro che, ad esempio, condividono gli account Netflix, Reinhardt teme per successive interpretazioni che possano portare innocui ed ignari utenti di fronte al giudice.

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Proprio per quanto riguarda Netflix gli utenti statunitensi possono stare tranquilli; più volte il colosso dello streaming ha spiegato che non è un problema se una famiglia o degli amici condividono un account e anzi lo trova un ottimo strumento per attirare nuovi utenti.

Tuttavia adesso c’è comunque il rischio, sebbene estremamente improbabile, che un repentino cambio di idea o un improvviso giro di vite, da parte anche da altri fornitori di servizi (ad esempio Spotify), possa rendere tutti coloro che condividono l’account fuori dai termini dei veri e propri criminali.

Via: Tech CrunchFonte: U.S. Ninth Circuit Court of Appeals