Facebook F8 Mark Zuckerberg

Come Facebook decide ciò che leggete

Giuseppe Tripodi - Facebook è stato accusato da un ex dipendente di manipolare l'informazione, "censurando" le notizie di testate conservatori, ma il CEO ha negato questa possibilità, condividendo maggiori informazioni sul funzionamento dei Trending Topics.

Negli ultimi giorni Facebook è stato al centro di un’importante polemica: diverse testate hanno accusato il social network di essere fazioso e censurare le notizie di testate conservatrici, in seguito all’accusa di un ex dipendente pubblicata da Gizmodo.

Nell’articolo in questione, un editore che in passato ha lavorato presso Facebook denuncia le presunte tendenze liberali dell’azienda, i cui impiegati scarterebbero quotidianamente gli articoli con tendenze destrorse, evitando che appaiano nei Trending Topics.

Cosa sono i Trending Topics?

Ma facciamo un passo indietro: per chi non lo sapesse, i Trending Topics sono una selezione di argomenti del momento, che vengono scelti a seconda di quel che succede nel mondo e di cosa gli utenti cercano in un determinato frangente. Cliccando su un Trending Topic si ottiene una breve descrizione e una lista di articoli che trattano l’argomento, tramite cui è possibile informarsi. A scanso di equivoci, la funzione dei Trending Topics non è ancora disponibile in Italia.

Trending Topics.  Foto via: TechCrunch
Trending Topics. Foto via: TechCrunch

Considerando che Facebook è uno strumento che viene utilizzato da più di un miliardo di persone, è facile comprendere perché l’accusa di manipolare l’informazione sia stata presa molto sul serio dall’azienda, che ha fornito maggior informazioni su come funziona la selezione dei Trending Topics, cercando di spiegare perché le critiche dell’ex dipendente siano infondate.

Il sistema che sceglie gli argomenti del momento è ibrido: si basa su un algoritmo che sceglie le notizie più importanti e ricorrenti, che vengono successivamente selezionate da un team di curatori in carne ed ossa. Facebook ha anche condiviso la lista degli oltre 1.000 siti che vengono analizzati per capire ciò di cui si parla nel mondo: nel migliaio di nomi, appaiano anche molte testate di orientamento conservatore, il che smentirebbe in parte quanto sostiene l’ex dipendente. Nell’elenco ci sono anche alcune testate italiane, tra cui Corriere, Il Fatto Quotidiano, Sky, Rai e altre.

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Un’ulteriore accusa è nata da una sorta di fraintendimento relativo ad una guida per i curatori trapelata sul Guardian: nel documento appare una lista di 10 testate, le cui homepage vengono consultate dai dipendenti per decidere se l’argomento in questione ha rilevanza nazionale o globale. In sostanza, per stabilire se un topic deve essere mostrato solo nei Trending Topics di uno specifico stato o in tutto il mondo, gli editori di Facebook controllano se ci sono notizie a proposito in almeno 5 di questi 10 siti: BBC News, CNN, Fox News, Guardian, NBC News, New York Times, USA Today, Wall Street Journal, Washington Post, Yahoo News e Yahoo.

Come ha risposto Facebook alle accuse sui Trending Topics?

Come abbiamo già accennato, Zuckerberg e soci hanno preso molto seriamente la questione, anche considerando che in passato il governo statunitense aveva chiesto alla società maggiori informazioni su come viene gestito il News Feed (ossia quel che tutti noi vediamo scorrendo la home), per timore che l’azienda potesse influenzare politicamente il miliardo di utenti che lo utilizzano.

Zuckerberg ha scritto un post sul suo profilo, in cui comunica che Facebook vuole essere uno strumento che dà voce a chiunque e che non ha motivo di credere che ci sia del vero nelle accuse mosse dall’ex dipendente. Tuttavia, dato che la società prende molto sul serio questo genere di critiche, avvierà un’indagine interna per accertarsi che non vi siano dei punti di vista prominenti e nelle prossime settimane inviterà figure di spicco dell’ala conservatrice per discutere a proposito dell’apertura di Facebook.

Inoltre, in una lunga intervista concessa a The Verge, Will Cathcart, uno dei responsabili del News Feed, ha discusso a proposito della questione:

[…] vogliamo mostrarvi quel che più vi interessa. Non ci interessa aggiungere il nostro punto di vista – anzi, in realtà pensiamo che non possa neanche funzionare, con un miliardo di persone.

Nelle linee guida che abbiamo citato precedentemente, uno dei requisiti per la selezione delle notizie è che non devono essere presentate in maniera troppo faziosa o sensazionalistica. Cathcart ha confermato questo punto di vista, specificando che i curatori cercano di selezionare gli articoli più “significativi”, dando priorità alle notizie considerate informative, oltre ai pezzi che hanno l’unico scopo di intrattenere.

Nel complesso, quindi, Facebook ha preso le distanze dall’accusa, spiegando perché l’azienda non avrebbe interesse ad assumere un atteggiamento fazioso: tuttavia, Zuckerberg e soci hanno evidentemente preso in seria considerazione la critica, che andrebbe a minare uno degli aspetti su cui il social network sta puntando di più. Con gli Instant article, il nuovo tasto Salva e le altre novità è evidente che Facebook stia puntando a diventare un punto di riferimento per l’informazione online e, di certo, il dubbio che i curatori possano preferire certe testate ad altre è qualcosa che il social network non può permettersi.