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Facebook ha sbagliato a calcolare una statistica sui video, per due anni

Cosimo Alfredo Pina -

Se non avete un pagina su Facebook o non vi occupate di Social Media Marketing la cosa non vi riguarda direttamente, ma arriva adesso la conferma che la statistica sul tempo medio di visione dei video sul popolare social sarebbe stata falsata da un errore di calcolo.

Il dato, relativo a quanto un utente resta a guardare un video prima di chiuderlo, dà una chiara indicazione di quanto gli utenti apprezzino il video ed è ovviamente molto utile a chi l’ha postato per capire quanto questo piaccia o, nell’ambito di una campagna pubblicitaria, sia efficace.

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Per due anni il dato, denominato Average Duration of Video Viewed (durata media della visione del video), sarebbe stato calcolato escludendo le visualizzazioni più corte di 3 secondi. Come potete immaginare si tratta di un gran numero di views, se pensate a tutte le volte che avete aperto un video per sbaglio o vi siete stufati subito di vederlo.

The Wall Street ha indicato che questo errore di calcolo avrebbe gonfiato il dato di un 60-80%, percentuali decisamente non trascurabili. Eppure nonostante questo e il gran numero di video visualizzati su Facebook – si parla di 100 milioni di ore al giorno per 8 miliardi di visualizzazioni – la cosa non sembra aver suscitato particolare clamore nella comunità dei professionisti della pubblicità sul social blu.

Abbiamo recentemente scoperto un errore nel modo in cui viene calcolata una delle nostre metriche video. Questo errore è stato corretto, non ha impatto sulla fatturazione e lo abbiamo comunicato ai nostri partner sia attraverso le dashboards di prodotto sia contattando il sales e gli editori. Abbiamo anche cambiato il nome della metrica per essere sicuri che fosse chiaro quello che misuriamo. Questa metrica è uno degli strumenti più utilizzati dai nostri partner per valutare le loro campagne video.

Il team ha ammesso l’errore sul sistema di calcolo lo scorso mese e, oltre ad averlo corretto, ha spiegato che non ha in alcun modo intaccato le spese per gli inserzionisti. Insomma la cosa per quanto grave non sembra aver intaccato affatto il business multimiliardario della pubblicità su Facebook; cartellino giallo, per questa volta.

Via: Tech Crunch