Anche in Italia arriva l’etichetta anti-bufala su Google

Cosimo Alfredo Pina -

Nelle ultime ore Facebook ha inaugurato una sezione del suo social dedicata all’educazione anti-bufala. Google rincara la dose contro le notizie false allargando il suo programma di protezione dell’informazione corretta a tutto il mondo, Italia inclusa.

Si tratta della l’etichetta “Fact Check”, verifica dei fatti, su Google News introdotta lo scorso ottobre in USA e Regno Unito, che adesso Google ha deciso di portare anche sul suo motore di ricerca. Di fianco agli articoli, che hanno subito un processo di verifica, da parte di un organizzazione specializzata in questo campo, apparirà quindi l’etichetta “Fact Check” seguita dall’affidabilità della notizia.

“Queste verifiche dei fatti naturalmente non sono effettuate da Google e potremmo anche non essere d’accordo con i risultati, proprio come diversi articoli di fact checking potrebbero essere in disaccordo tra loro, tuttavia riteniamo che sia utile per le persone capire il grado di consenso attorno a un argomento e avere informazioni chiare su quali fonti concordano.”

In effetti uno dei problemi più grandi della storia recente del  web sono proprio le notizie mal riportate o le vere e proprie bufale, fenomeni che in alcuni casi sono sfociati in veri e propri problemi sociali. Gli adeguamenti di Google e degli altri big dell’internet non possono essere altro che apprezzati.

Fonte: Google
  • Perry

    Si tratta in realta’ di un tentativo di imbavagliare i blog privati che fanno informazione e che con verita’ scomode vanno ad infastidire i vari “reggenti” di turno (vedi Byoblu che e’ gia’ stato avvisato). Google si e’ assoggettata a Merkel, Boldrini e compagnia bella.

    • Ric_piro

      Ma torna sul blog di Grillo

    • Giuseppe Tripodi

      Suggerimento sincero e spassionato: fai molta attenzione a dove ti informi e non fidarti mai (*MAI*) di una sola campana.

      Alla luce di questo mio suggerimento, quando Google ha tolto la pubblicità a Byoblu ed è scoppiato il caso mediatico, sono stato sul blog (che, ammetto, prima non conoscevo) a leggere un po’ di quel che scriva.
      Riconosco che ci sono anche argomenti interessanti (ad esempio quando si parla di politiche economiche all’interno dell’Unione Europea), ma bisogna fare estrema attenzione a come vengono presentati certi temi. Che l’UE attualmente si regga su accordi economici e non su basi culturali è un dato di fatto, che la Germania abbia studiato a tavolino la creazione dell’Euro per indebolire gli altri paesi è semplicemente falso.
      È una manipolazione mediatica basata su preconcetti e ideologie, non basata su dati e fatti.

      La “censura” è sempre un male (che provenga da Google o dai governi), ma anche l’inquinamento dell’informazione è un problema (che va risolto dal punto di vista *culturale*, a suon di educazione alla ricerca delle fonti e al pensiero critico).

      Le simpatie politiche di Messora sono evidenti, così come è evidente che la realtà che propone è filtrata, condizionata dalla sua bolla informativa che si ripercuote sui suoi lettori (cerca il concetto di “bias” in psicologia cognitiva).
      Non fidarti mai di chi propone soluzioni semplici a problemi complessi, non lasciarti condizionare da chi cerca di creare un’opposizione “noi vs i potenti”. I “poteri forti” (in ambito economico) ci sono e vanno regolati, ma l’uscita dall’Euro e tante altre soluzioni che Messora (o chi per lui) porta avanti sono risposte di pancia e controproducenti, che non considerando la complessità del mondo e dell’economia.
      Sono riduzioni e semplificazioni, che tentano di comprimere la realtà per renderla adattabile al proprio bias, ossia a preconcetti non necessariamente basati su dati concreti.

      Non fidarti mai di chi propone soluzioni semplici a problemi complessi: la realtà è complessa e non c’è nessuna formula magica che possa cambiare il mondo da un momento all’altro. Chiunque ti proponga soluzioni immediate ti sta solo ingannando, sfruttando la tua buona fede per avere l’ennesimo soldatino incapace di pensare.

      • Perry

        Che Messora sia di parte e dica qualche cavolata o si sbagli è accettabile, ma che ci sia una chiara intenzione di censurare è evidente.
        Può anche essere di parte, ma negare la possibilità di poter esprimere la propria opinione e le proprie idee è da combattere.

        • ManigoldoNoCancer

          Ma Google non ha censurato in alcun modo il blog e l’indicizzazione a quest’ultimo è rimasta tale e quale.
          Ha rimosso semplicemente la monetizzazione.
          Immagina Google, come uno sponsor. Se la persona che sponsorizzo ha un comportamento non conforme alle mie norme, smetto di finanziarla.

    • Simone Biagini

      No. Si tratta semplicemente di tentare di porre un freno al dilagare di fesserie non comprovate, che in molti casi richiano di mettere a repentaglio anche la salute (vedi il curare il cancro col bicarbonato e limone, vedi il curare le malattie con l’acqua e zucchero, vedi autismo & vaccini). O per fare un altro tipo di esempio, arginare quei post dove si diffama inutilmente, o si scrivono semplicemente falsità (esempio quel famoso post sulla presunta figlia della Kyenge che in realtà è rhianna..).

      Che poi nel filtro possa finire anche qualcosa che non dovrebbe, ci puo’ stare, ma non è semplicemente questo che si vuole.

      • Perry

        Magari fosse così

    • Colera

      è un sito caxxaro, in questo caso la censura è più che meritata…

  • Marco

    bene così, mettiamo un freno alla feccia che prolifera ovunque sul web.

    • Norrsken

      E alla feccia che prolifera sui media mainstream?

      • Marco

        questo è benaltrismo da quattro soldi. il fatto che ci sia la feccia mainstream non rende meno feccia la feccia non-mainstream. quindi qualsiasi feccia venga cancellata, ben venga.

  • Norrsken

    Di quali bufale parliamo, di chi scrive che col bicarbonato si curano le malattie oppure di chi dissente dalla dittatura del pensiero unico? E chi stabilisce cosa è vero o è falso? La Boldrini? L’insieme dei media mainstream che sono i primi bufalari al servizio del Potere? Quelli che sparano menzogne sia sulla politica interna che estera? Ricordiamoci che Google è una corporation, e come tutte le corporations va a letto coi governi. Siate curiosi e giornalisti di voi stessi, informatevi su fonti indipendenti e non su quelli che hanno editori appartenenti a grandi gruppi industriali e bancari, gli stessi che controllano la politica. Questo i cittadini lo stanno capendo, iniziano a non credere alle fake news del mainstream e così tentano di istituire un Ministero della Verità come in 1984 di Orwell. E guai a non allinearsi: sei un complottista-fascista-stalinista-populista. Ma i veri dittatori sono loro che disprezzano la democrazia.

  • Marco

    è un sito ridicolo, sensazionalista e allarmista.