L’ultimo aggiornamento di Google Traduttore ci spiega chiaramente perché a BigG non importa dell’Italia

Nicola Ligas -

Inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, giapponese, coreano e turco. Otto sole lingue, che da sole coprono un terzo della popolazione mondiale, e che rappresentano infatti circa il 35% delle richieste a Google Traduttore. Adesso è abbastanza chiaro perché a Google dell’italiano importi relativamente poco?

Sono infatti queste le prime otto lingue a ricevere la nuova Neural Machine Translation, il servizio di traduzione più avanzato di sempre, basato sul machine learning, che Google sta portando in molti suoi servizi.

Grazie all’utilizzo di queste metodiche, le frasi vengono viste nel loro insieme, e non parola per parola, col risultato non solo di comprendere meglio il contesto e fornire quindi una traduzione più accurata, ma anche in un linguaggio maggiormente naturale ed umano, e meno “da vocabolario”. Per darvi un’idea della portata di tutto ciò, Google afferma che con questo aggiornamento Translate compie un balzo in avanti maggiore di tutti quelli fatti negli ultimi 10 anni messi assieme.

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E questo, promette Google, è solo l’inizio. Lo scopo è portare la Neural Machine Translation su tutte le 103 lingue disponibili su Google Traduttore, anche se non ci viene indicata alcuna tempistica in merito (e scusateci se pensiamo che ci sarà da aspettare un bel po’ per l’italiano). Da oggi comunque, potrete sfruttare le traduzioni in una delle otto lingue elencate ad inizio articolo, e vedere se notate delle differenze: il servizio è infatti già abilitato, sia sul web che su dispositivi mobili.

Fonte: Google