Group of students at classroom.

Maturità 2016, tra studio sul web, social bloccati e bigliettini 2.0

Cosimo Alfredo Pina -

Oggi per centinaia di migliaia di studenti, magari anche qualcuno dei nostri lettori, è partito il duro percorso degli esami di maturità 2016. Come ogni anno ogni studente affronta la sfida a modo suo ma la rivoluzione digitale sta introducendo e riaffermando nuovi mezzi con cui prepararsi alla maturità e non solo.

Se per decenni cartaceo e preparazione in gruppo hanno caratterizzato lo studio pre-esame, social, smartphone, app di messaggistica e più in generale il web iniziano a diventare la prossima, o meglio l’attuale, frontiera dello studio. Ce lo dimostra lo studio che ScuolaZoo ha effettuato su un campione di 120.000 maturandi.

I numeri emersi dall’analisi sono piuttosto autoesplicativi: ben l’86% del campione avrebbe utilizzato social, messaggistiche o simili per prepararsi, ad esempio condividendo gli appunti con i compagni. Ovviamente al primo posto c’è Whatsapp utilizzato dal 98,83% degli studenti, seguiti dal 68,60% di Facebook Messenger e anche un piccola fetta che ha utilizzato Snapchat (3%), certamente non concepito come strumento di lavoro e collaborazione. Ovviamente l’affidarsi ai pronostici dei siti per studenti rimane un punto fisso, visto che quasi uno studente su cinque si sarebbe affidato alle indiscrezioni sulla rete (18,6%).

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Nel 2016 questi numeri potranno sembrare scontati, soprattutto a chi è ormai abituato a vivere la vita anche nella sua controparte digitale, ma sono significativi soprattutto per chi si trova dall’altra parte dei banchi. Il mondo dello studio sta cambiando molto rapidamente e la sfida non è solo per chi affronta la maturità o lo studio in generale, ma anche per la scuola, nel senso di istituzione.

Non è certamente facile, soprattutto quando ci si scontra con il mostro della burocrazia, adeguarsi a questa rapida evoluzione, dal potenziale decisamente positivo ma che ovviamente porta anche lati negativi, tra distrazioni continue e nuovi mezzi per fare i “furbi”. Un esempio indicativo è quello dell’Algeria dove il governo, a pochi giorni dall’inizio delle prove, ha bloccato Facebook e Twitter fino alla fine degli esami “per proteggere i candidati alla maturità” da alcune false tracce trapelate.

Caso estremo, ma che ci fa capire quanto il web sia intrecciato anche con la didattica. Tornando in Italia, ai tempi di smartwatch, smartphone e app di messaggistica gli esperti continuano a vedere in libri e cartaceo il modo migliore di preparare l’esame, anche se onestamente non vediamo come un po’ di collaborazione smart possa nuocere. Quanti di voi stanno affrontando la maturità 2016 e stanno integrando lo studio convenzionale con metodi “2.0”?

Via: Rai News