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Distribuzione equa della banda internet: arrivano le nuove linee guida

Cosimo Alfredo Pina

La questione net neutrality, o neutralità della rete, sembrava conclusa lo scorso ottobre quando il parlamento europeo, dopo anni di discussione, firmava la legislazione che regola come gli operatori possono o non possono regolare la distribuzione della banda.

Nelle direttive si spinge ovviamente verso una distribuzione equa e che non penalizzi troppo i cittadini; eppure alcune clausole pensate per casi speciali (es. dispositivi medici remoti, auto a guida autonoma) secondo attivisti protettori della neutralità, tra cui il padre fondatore del web Tim Berners-Lee, e anche lo stesso commissario europeo Gunther Oettinger, nel 2013 promotore del disegno di legge, lasciavano troppo spazio ad interpretazioni, lasciando aperta la possibilità che i provider approfittassero della cosa, ad esempio per favorire un servizio (pensate alle implicazioni commerciali).

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Così lo scorso giugno, dopo un battaglia lunga mesi e supportata da 500.000 firme, la questione è passata al Berec, l’organismo regolatore europeo per le comunicazioni elettroniche, che pochi giorni fa a pubblicato le nuove linee guida per la neutralità della rete in Europa, questa volta senza ammettere scappatoie: “Ogni europeo deve avere accesso aperto ad internet. Tutto il traffico sarà trattato equamente”.

La battaglia per la net neutrality potrebbe però non essere ancora giunta al termine, visto che agli operatori la cosa non andrebbe giù e la giurista Barbara van Schewick, tra le persone più attive in questo campo, già un anno fa aveva avvertito: “Se i regolatori non chiudono le falle che ci sono nella legge per come si presenta ora, la rete aperta è a rischio. Le compagnie di telecomunicazioni lo sanno bene e stanno facendo lobbying, addirittura 17 grandi aziende hanno minacciato di non investire nella nuova generazione di reti 5G”.

La speranza è che la cosa si concluda come negli USA dove l’azione congiunta di utenti, FCC e addirittura il presidente Barack Obama ha portato alla neutralità totale della rete. Probabilmente ne riparleremo tra qualche mese.

Via: Repubblica.it