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Approvata la rivoluzione europea di privacy e sicurezza sul web: ecco cosa cambia

Cosimo Alfredo Pina

Arriva il nuovo regolamento generale sulla protezione dei dati. Dopo quattro anni di discussione questa normativa manderà in pensione l’attuale risalente al 1995, ormai decisamente obsoleta considerando come nel frattempo si sono sviluppate le tecnologie connesse.

In questo focus vogliamo affrontare i due principali settori che saranno influenzati dal nuovo regolamento generale sulla protezione dei dati che almeno sulla carta promette di rivoluzionare (in meglio) la tutela dei diritti del sempre più vasto popolo della rete.

Come cambierà il web con il nuovo regolamento generale sulla protezione dei dati

I cambiamenti introdotti dalla nuovo regolamento generale sulla protezione dei dati influenza certamente l’utente finale, ma perlopiù di riflesso agli obblighi per le aziende. Sono molte le accortezze richieste a siti e i servizi che raccolgono i dati degli utenti. Nella normativa si parla esplicitamente di:

  • la necessità del chiaro consenso dell’interessato al trattamento dei dati personali
  • un accesso facilitato dell’interessato ai suoi dati personali
  • il diritto alla rettifica, alla cancellazione e “all’oblio”
  • il diritto di obiezione, anche riguardo all’uso dei dati personali a fini di “profilazione”
  • il diritto di portabilità dei dati da un prestatore di servizi a un altro

Altri obblighi saranno quelli legati al garantire il massimo della privacy – pensate ad un social che subito dopo l’iscrizione avrà tutte le impostazioni di protezione attivate – e al fatto che eventuali furti di dati dovranno essere dichiarati entro 72 ore, pena multa fino al 4% del fatturato globale.

Particolare attenzione ai minori, con un regime di protezione che richiederà l’approvazione dei genitori per l’iscrizione dei minori di 13-16 anni (la soglia varierà da paese a paese).

Come saranno influenzati privacy e sicurezza con il nuovo regolamento generale sulla protezione dei dati

Il nuovo regolamento generale sulla protezione dei dati non riguarda solo chi ha costruito il successo della propria realtà sui dati degli utenti, ma anche chi ogni giorno lavora sulla rete per garantire la sicurezza dei cittadini.

Le nuove direttive comunitarie introducono valori a cui le forze dell’ordine di tutti i paesi dovranno attenersi durante le operazioni di indagine. Si parla di “standard di protezione” per lo scambio di dati tra stati membri, informazioni che dovranno essere “trattate nel rispetto della legge, eticamente e solo per scopi specifici”.

Quando vedremo i primi cambiamenti?

La normativa che lancia le direttive indicate è stata approvata, ma questo non significa che da domani il web sarà “stravolto”. Gli stati e le aziende che vi operano avranno due anni per adeguarsi.

La scadenza è quindi fissata per aprile 2018 ma visto l’entità dei cambiamenti siamo certi che le prime novità inizieranno ad arrivare già nei prossimi mesi, tanto più che nel frattempo l’UE sta lavorando a legislazioni più specifiche riguardo, ad esempio, l’uso dei cookie e le comunicazioni tra dispositivi elettronici.

Via: EngadgetFonte: UE