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PewDiePie e altri youTuber nel mirino dell’antitrust: soldi da WB per recensioni pilotate

Cosimo Alfredo Pina La statunitense Federal Trade Commission punta il dito verso Warner Bros. che avrebbe pagato alcuni youtuber anche molto famosi per pubblicità non esplicitamente indicata

Cosa unisce youtuber del calibro di PewDiePie e Warner Bros.? A quanto pare delle collaborazioni pubblicitarie non così trasparenti nei confronti degli utenti. Infatti questa è l’accusa mossa dalla Federal Trade Commission (FTC), l’antitrust statunitense.

L’accusa della FTC indica che Warner Bros. avrebbe pagato decine di migliaia di dollari ai cosiddetti influencer, inclusa la superstar di YouTube PewDiePie, per promuovere Middle Earth: Shadow of Mordor. Il tutto senza indicare chiaramente che i contenuti fossero sponsorizzati.

L’FTC ha così posto il veto a Warner Bros. su futuri comportamenti simili: “I consumatori hanno il diritto di sapere se i recensori stanno dando la propria opinione o stanno facendo pubblicità. […] Aziende come Warner Bros. devono essere schiette con i consumatori durante le loro campagne pubblicitarie online”.

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Secondo l’accordo gli influencer avrebbero dovuto fare almeno un post su Facebook o Twitter sul gioco in questione, oltre ad un video che non ne mettesse in risalto i lati negativi. In effetti Warner Bros. aveva indicato ai VIP social di indicare nella descrizione del video che questo era sponsorizzato, ma non tutti hanno seguita questa indicazione e comunque la FTC ha indicato che la cosa non sarebbe stata sufficientemente chiara.

Difficilmente la cosa andrà ad interferire con le attività degli yotuber visto che la FTC si è incentrata sulle colpe della WB; tuttavia nei giorni scorsi alcuni youtuber, Valve e il sito CSGOLotto sono entrati in una bufera legale per alcuni siti di gioco d’azzardo legati a Counter-Strike: Global Offensive e già nel 2014 si parlava di pubblicità non tanto onesta fatta a mezzo di “recensioni”. Il consiglio è quindi quello di tenere sempre uno sguardo critico, anche verso l’opinione di quelli che, magari con un approccio meno professionale più user friendly, ormai vengono considerati VIP della rete.