Quora sbarca in Italia: risposte di qualità a metà strada fra Google e Wikipedia

Edoardo Carlo Ceretti

È ormai un dato di fatto: nell’era di internet, siamo abituati a cercare qualsiasi informazione online, chiedendo direttamente a Google oppure affidandoci a Wikipedia, o persino a Yahoo Answers (che più spesso serve a strapparci una risata, ma di tanto in tanto riesce ad essere utile). In un’epoca con così tante informazioni a nostra disposizione, è però difficile districarci fra le varie fonti, distinguendo quelle autorevoli e affidabili da quelle approssimative o del tutto infondate, sfociando nell’attualissimo problema delle fake news. Da oggi sbarca in Italia un nuovo soggetto che si pone proprio l’obiettivo di fornire risposte adeguate e attendibili ai nostri quesiti: Quora.

Quora è una realtà attiva negli Stati Uniti dall’ormai lontano 2010, quando Adam D’Angelo decise di lasciare il suo lavoro presso Facebook per fondare una piattaforma di domande e risposte il cui slogan racchiude la filosofia seguita: ‘un posto dove condividere la conoscenza e capire meglio il mondo‘. Quora è quindi un luogo virtuale in cui gli utenti registrati possono porre qualsiasi domanda e ricevere risposte in grado di chiarire i propri dubbi. Sono vietate le classiche risposte ‘cercalo da solo su Google’ (nascoste automaticamente da un algoritmo del sito) e coloro che intendono rispondere devono soddisfare alcuni requisiti da inserire al momento della registrazione alla piattaforma, appunto per mantenere degli standard qualitativi elevati.

Non si tratta tuttavia di una piattaforma eccessivamente seriosa, in cui trovare risposte solo ad argomenti importanti: non mancano infatti anche questioni più frivole e divertenti, sempre però affrontate in termini razionali, insomma scordatevi le folli e grottesche domande e risposte che si possono trovare su Yahoo Answers. Proprio la piattaforma di Yahoo è il vero punto di riferimento di Quora, poiché si situa a metà strada fra l’algoritmo di ricerca automatica di Google e le conoscenze enciclopediche di Wikipedia, però appunto puntando ad una qualità di altro livello grazie ai feedback degli utenti, che daranno rilevanza ai quesiti più utili e oscureranno quelli inutili.

Quora esiste in lingua inglese da ormai 7 anni, ma molti utenti italiani ne fanno già un largo uso, a detta del fondatore D’Angelo. Motivo per cui, dopo la Spagna, l’Italia è stata scelta come successivo mercato in vista di una sempre maggiore espansione europea e mondiale. Attualmente Quora in italiano è disponibile in versione beta, sarà quindi necessario un invito per potersi iscrivere in questa prima fase di test, limitando al minimo l’invasione di spam e utenti troll.

Via: Repubblica