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Il registro delle opposizioni non funziona, parola del Garante della Privacy

Cosimo Alfredo Pina

Era il “lontano” 2011 quando il Registro Pubblico delle Opposizioni esordiva come una rivoluzione della tutela della privacy; uno strumento incentrato alla difesa del cittadino da chiamate a fini commerciali non desiderate.

Adesso dopo quattro anni a criticarlo è addirittura il Garante della Privacy Giuseppe Busia:

“Il sistema non funziona, non tutela i cittadini. Noi siamo sommersi dalle segnalazioni di utenti infuriati e andiamo fino in Albania per le ispezioni nei call center, contro gli abusi”

Altre critiche arrivano da Marco Pierani di Altroconsumo che spiega come “basta distrarsi un momento mettere una X su un modulo, e non si esce più dal tunnel delle telefonate moleste”.

Insomma isolarsi dal mondo del marketing telefonico sembra davvero difficile, soprattutto per il normale cittadino, non sempre attento alle “insidie” delle condizioni di utilizzo.

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Secondo Busia la responsabilità sarebbe da spostare sulle aziende che si occupano di telemarketing con sanzioni più dure o quantomeno qualcosa di più del tetto massimo della multa da 120 mila euro attualmente in vigore.

Forse i più attenti saranno riusciti a tenere al sicuro il proprio numero di telefono, anche se in effetti tra registrazione a servizi e gestione dei dati personali non sempre troppo trasparenti rendono il tutto davvero difficile. La speranza adesso è che l’esortazioni del Garante riescano a smuovere qualcosa ai piani alti.

Fonte: Tom's Hardware