Telecomunicazioni nella relazione AGCOM: servizi di rete fissa in decrescita, ma WindTre è ora leader

Edoardo Carlo Ceretti

Come ogni anno, è arrivata la relazione di AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle COMunicazioni) sullo stato di salute del settore delle comunicazioni. Accennando brevemente alla discreta crescita (+6,5%) di radiotelevisione e alla continua (ma in misura minore rispetto al passato) decrescita dell’editoria (-6%), passiamo subito al settore delle telecomunicazioni che, da solo, rappresenta il 59% del totale (circa 31,9 miliardi di euro sul totale di 53,6 miliardi), per l’anno 2016.

La crescita delle telecomunicazioni nell’anno passato (+1%) è un’inversione di tendenza rispetto al calo registrato negli anni precedenti (nel 2015 -1,8%). Un calo trascinato dall’assestamento di una tendenza di cui tutti siamo bene o male consapevoli: la diminuzione dei servizi voce (-7,6% nel 2016) a fronte dell’aumento dei servizi legati ad internet (+5,6%). Il sorpasso da parte dell’online rispetto alle chiamate vocali tradizionali proprio nel 2016, dopo che nel 2015 si era giunti al pareggio e nel 2011 il vantaggio dei servizi voce risultava ancora netto.

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Anche i ricavi degli operatori hanno mostrato una leggera ripresa nel 2016 (+0,2%), frutto ancora una volta dell’incremento dei servizi internet, in particolare per quelli di rete mobile (+2,4%). La rete fissa domestica è invece in calo (-2%, così come i relativi ricavi -3,1%), una fase di stallo in attesa che la banda ultralarga raggiunga una fetta più cospicua della popolazione italiana (già in aumento, siamo passati in un anno da 1,2 milioni di accessi, a 2,3 milioni).

La consolidata tendenza di calo dei servizi voce e crescita di quelli online è confermata anche dai ricavi nel settore mobile (rispettivamente -4,1% e +2,9%). Non a caso, il volume di dati scambiati utilizzando la rete mobile è in crescita del 46% rispetto al 2015, superando i 1.000 Petabyte di traffico, con un consumo medio mensile di 1,76 GB (+33%).

Tra il 2017 e il 2018, la rete fissa e quella mobile vedranno una probabile rivoluzione nei rapporti di forza interni, a causa dell’entrata di nuove importanti pedine sullo scacchiere nazionale: Enel nel mercato della banda larga attraverso Open Fiber; la fusione di Wind e Tre e l’ingresso di Iliad nel mercato della telefonia mobile. Bisognerà quindi attendere i prossimi anni per capire quali saranno stati gli effetti di questi cambiamenti.

Un effetto della fusione dei due operatori in WindTre è però già constatabile: la neonata azienda è infatti diventata leader nel settore delle telecomunicazioni, in particolare nel segmento privato. In quello aziendale invece rimane al vertice TIM, con una fetta di mercato che sfiora il 50%.

Via: Mondo3Fonte: AGCOM