skully ar 1

La fine di questo casco per la realtà aumentata ci ricorda i limiti del crowdfunding

Cosimo Alfredo Pina

Era il lontano 2014, quando il nome dell’azienda Skully iniziò a risuonare sul web grazie al suo ambizioso progetto per AR-1 un casco integrale da motociclisti farcito di funzioni smart degne di un film di fantascienza. Grazie alla promessa di un HUD nella visiera per la realtà aumentata, telecamera posteriore e un sacco di funzioni coadiuvate da Bluetooth e comandi vocali, AR-1 a suo tempo aveva raccolto su Indiegogo ben 2.446.824 di dollari.

Dopo mesi di comunicazioni frammentarie arriva adesso l’annuncio ufficiale della fine del progetto, con una mail a chi aveva pagato su Indiegogo con la classica formula del pre-ordine tra i 1.399$ e i 1.999$. Come è già successo in passato per i clienti si prospetta la possibilità di veder svanire nel nulla il proprio “investimento”.

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Infatti Skully ha sottoscritto una procedura per bancarotta classificata secondo le leggi statunitensi come Chapter 7, che non prevede piani di rimborso. A prendersi carico dei traditi ci sarà fortunatamente FUSAR, azienda che non ha niente a che vedere con AR-1 ma che, specializzata in accessori per la moto (tra cui appunto una retrocamera), in un comunicato aperto spiega che si offre per rimborsare con sconti distribuiti su più acquisti.

Insomma un nuovo chiaro segnale che se sul crowdfunding vedete qualche oggetto troppo bello per essere vero, probabilmente è così.

Via: EngadgetFonte: Tech Crunch
  • Davide

    ma una delle regole non è presentare un prototipo funzionante?