TOR Browser si aggiorna alla versione 7.0: il mondo esterno saprà di non sapere

Edoardo Carlo Ceretti - Non è soltanto un browser molto sicuro, ma anche un po' filosofico.

È un po’ di tempo che non vi parliamo di TOR Browser, un software pensato per solcare lo sconfinato oceano del web nella maggiore sicurezza e anonimato possibili. TOR è un acronimo che sta per The Onion Router e allude al sistema utilizzato dagli sviluppatori per consentire la massima sicurezza agli utenti che scelgono di utilizzarlo (una rete di router, chiamata appunto onion router). La sicurezza sul web è però costantemente messa a repentaglio, quindi è necessario che il team dietro a TOR Browser lavori incessantemente per mantenere alti i propri standard. L’ultimo aggiornamento è una major release, 7.0 in codice, ed è frutto di questo straordinario lavoro.

La novità più importante portata da TOR Browser v7 è l’introduzione di un sistema sandbox, che ha lo scopo di rendere molto più difficile la vita di chi tenta di rintracciare l’identità degli utenti di TOR sfruttando un exploit di Firefox (che è la base di TOR Browser). Per spiegare il funzionamento di questo sandbox, uno sviluppatore del team TOR, Yawning Angel, si è lanciato in un parallelo platonico:

È come l’allegoria della caverna di Platone. L’unica realtà che TOR Browser conosce è ciò che accade all’interno del sandbox, ovvero della caverna. Il nostro compito è di impedire che il browser venga a contatto ed interagisca con gli altri computer (cioè il mondo esterno), se non per mezzo del network TOR (le ombre proiettate sulle pareti della caverna).

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Mettendo da parte queste lontane reminiscenze liceali, in soldoni il sistema sandbox serve a nascondere i file, i veri indirizzi IP e MAC. Questa funzione era già in sviluppo da mesi in un ramo instabile, da oggi invece è attiva di default per gli utenti Linux e macOS, prossimamente lo sarà anche per gli utenti Windows.

TOR Browser è stato spesso oggetto di critiche in passato, perché se da un lato una massima sicurezza nella navigazione web è un aspetto senz’altro positivo, da un altro lato può anche dare spazio a chi utilizza il web per scopi illeciti o addirittura criminali. La vicenda WikiLeaks ha mostrato al mondo come spesso gli stati abbiano abusato del proprio potere per raccogliere informazioni sugli utenti, ci auguriamo quindi che in futuro si potrà raggiungere un compromesso fra il rispetto della privacy durante l’esperienza online e la piena legalità della pratica stessa.

Via: Engadget