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Google non si arrende, e continua a lavorare per migliorare l’autonomia delle batterie

Leonardo Banchi

Solamente pochi giorni fa avevamo appreso della chiusura di un progetto targato Google, il cui obiettivo era quello di riuscire a realizzare batterie più durature di quelle attualmente utilizzate negli smartphone e, in generale, nei dispositivi portatili. Se questo aveva fatto rassegnare i più pessimisti all’idea di dover girare per sempre con un caricabatterie in tasca, però, potrebbe essere il momento di ricredersi: secondo il Wall Street Journal, infatti, la compagnia di Mountain View non avrebbe affatto rinunciato all’idea di raggiungere il proprio scopo.

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Nonostante l’accantonamento del progetto dell’Advanced Technology and Projects, infatti, all’interno di Google ci sarebbero altre divisioni al lavoro per creare batterie con maggiore autonomia, seppure in ambiti differenti a seconda del loro utilizzo.

Uno di questi pare far parte del tanto discusso Google X, il laboratorio di Google destinato ai progetti più avanzati: l’iniziativa, capeggiata dal Dr. Ramesh Bhardwaj ed avviata già nel 2012, avrebbe come scopo quello di migliorare le batterie agli ioni di litio, coniugando il loro uso con la tecnologia allo stato solido.

Questa tecnologia, che permette di creare batterie tipicamente più piccole di quelle tradizionali, si basa appunto sulla trasmissione della corrente attraverso dei solidi invece che dei liquidi. Questo comporta anche una maggiore sicurezza, data dall’assenza di liquidi infiammabili all’interno della batteria: caratteristiche che ben si sposano con prodotti come i Google Glass o le lenti a contatto smart in sviluppo proprio all’interno del Google X, per i quali sicurezza e ridotta ingombranza sono doti imprescindibili.

Sfide completamente diverse sono invece di fronte ai ricercatori al lavoro sulle batterie utilizzate per le mongolfiere del Project Loon: essi, che attualmente stanno sfruttando una collaborazione con la AllCell Technologies LLC, dovranno infatti riuscire a creare batterie in grado di sopportare le bassissime temperature toccate all’altitudine alla quale voleranno i palloni.

Tutto questo, però, non ci rassicura troppo riguardo all’autonomia dei nostri smartphone: ancora non si sa quanto dovremo attendere prima di arrivare al momento in cui potremo utilizzare i nostri dispositivi senza paura di rimanere con la batteria scarica, ma se non altro possiamo rassicurarci un po’, scacciando l’idea che perfino Google si sia arresa di fronte a questa sfida.

Via: Engadget