hdr quando usarlo

HDR: Cos’è e quando usarlo

Leonardo Banchi

Smartphone e tablet stanno sempre più spesso sostituendo le fotocamere compatte nelle tasche di tutti: ormai è diventato quasi impossibile passare davanti a un monumento, o a giro per una città, senza vedere qualcuno scattare una foto con uno di questi dispositivi. Naturale quindi che i produttori stiano cercando di spingere le loro vendite inserendo caratteristiche sempre più accattivanti sul fronte fotografico: una di queste è l’HDR.

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Un po’ come succede per la “lotta al rialzo” sul numero dei megapixel, l’HDR viene “venduto” dalle pubblicità come il metodo risolutivo per le nostre foto: utilizziamolo e ogni nostra creazione sarà talmente perfetta da fare invidia a Steve McCurry. In realtà , come tutti gli strumenti, è necessario sapere di cosa si tratta per decidere quando usarlo e sfruttarne le capacità al meglio. Vediamone i dettagli:

Cos’è:

High Dynamic Range, o Ampia Gamma Dinamica: significa che in una foto scattata con questo metodo l’intervallo tra le zone di luce e le zone d’ombra sarà più ampio delle foto tradizionali, evitando la presenza di aree nere dovute alla scarsa illuminazione e di aree troppo luminose a causa di una esposizione troppo elevata.

Come funziona:

Quando si scatta una fotografia, il sistema (o noi manualmente, se ne abbiamo la possibilità) decide quale parte dell’immagine debba risultare correttamente esposta, e calcola quanta luce far entrare nell’obiettivo per raggiungere questo risultato. Ne consegue che una parte dell’immagine che sia sensibilmente meno (o più) illuminata di quella di riferimento risulterà nella nostra fotografia troppo scura (o troppo chiara).

L’HDR sopperisce a questo problema scattando più fotografie, con diversi gradi di esposizione: in ogni fotografia ci saranno quindi parti risultate troppo scure o sovraesposte, ma avremo anche a disposizione corrette esposizioni di diverse aree della foto. A questo punto entrerà in gioco un algoritmo, che selezionerà le zone corrette da ogni scatto e le “fonderà” per ottenere un’unica immagine, tutta con i giusti livelli di luce.

HDR quando usarlo 2

Quando usarlo (e quando non usarlo):

L’HDR darà quindi i migliori risultati quando dovete sopperire ad ampie differenze di illuminazione: i panorami, ad esempio, sono spesso molto difficili per il forte contrasto fra la luce del cielo e e la terra; i ritratti alla luce del sole, dove la forte illuminazione del soggetto può rubare dettagli allo sfondo e scurire eccessivamente le ombre; o in generale per foto in cui abbiate una parte con una illuminazione molto marcata solo in un’area.

Non vi sarà di aiuto, e potrebbe perfino peggiorare la situazione, in altri casi come nelle foto in movimento: la necessità di acquisire più scatti allunga i tempi di esposizione e rende molto difficile immortalare il soggetto nitidamente. Non parliamo poi di casi in cui sia vostro preciso scopo ottenere foto dai forti contrasti, come per evidenziare una silhouette o un profilo, o abbiate davanti un soggetto dai colori molto vividi: nel tentativo di uniformare l’immagine, l’HDR porterà via tutte queste peculiarità al vostro scatto.

Vi lasciamo adesso ai vostri smartphone: fate alcuni tentativi per affinare la tecnica, valutate differenti situazioni di luce e cercate di trarre il meglio da questo strumento: e poi, ovviamente, fateci vedere nei commenti i vostri scatti più riusciti!

 

VIA: LifeHacker