Mr. Robot

5 motivi per vedere Mr. Robot (che potrebbero anche spingervi a non vederlo)

Nicola Ligas -

Mr.Robot è una serie televisiva trasmessa da USA Network, la cui prima stagione è andata in onda in America la scorsa estate, e la seconda è prevista per il mese di giugno di quest’anno. Arriva da questa sera in Italia, esclusiva di Mediaset Premium, che ne parla come una delle migliori serie di sempre.

Mr. Robot è la serie tv che ha stupito Hollywood e nel 2016 si è meritata sette riconoscimenti di prima grandezza: due Golden Globes, tre Critics Choice Awards, il WGA Award e l’AFI Award. Siamo orgogliosi di presentarla in esclusiva ai clienti Premium. Sarà in onda sia in modalità lineare sul canale Premium Stories, sia on demand sul servizio streaming Premium Play, disponibile gratuitamente per tutti gli abbonati.

Franco Ricci, amministratore delegato di Mediaset Premium

Potremmo definire Mr. Robot con una sola parola: “nerd,” e questo farà forse la gioia di molti lettori, ma non necessariamente di tutto il pubblico. Ecco quindi 5 valide ragioni per vedere Mr. Robot, che potrebbero però convincere i meno nerd di voi ad evitarlo con cura.

Mr. Robot è una “vera” serie hacker

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Mr. Robot è una delle pochissime produzioni televisivo-cinematografiche che affrontino temi informatici con una certa cognizione di causa. Quando il protagonista (e non solo lui) si lancia in spiegazioni tecniche, queste sono nella maggior parte dei casi accurate e soprattutto veritiere, tanto che anche l’hacking di uno smartphone Android in una delle prime puntate, viene ricostruito piuttosto fedelmente. Dopo anni di schermi finti e sistemi operativi montati in post-produzione, ha un che di anacronistico sentir parlare di Linux o di protocollo Tor senza che siano usati a caso. Se siete sempre stati invidiosi di tutte le serie su medici, pompieri, poliziotti e via dicendo, e sentivate sempre un po’ bistrattato l’informatico che è in voi, avrete di che gioire con Mr. Robot.

Rami Malek è (quasi) impeccabile

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Rami Malek è l’attore che presta il volto ad Elliot Alderson, il protagonista della serie, ma tra gli altri ci sono anche il più famoso Christian Slater che ha un ruolo chiave nella vicenda (ma di questo non potremmo discutere molto senza spoilerare, quindi lasciamo perdere). Malek è perfetto nel ruolo che gli è stato assegnato, sia come fisicità che come interpretazione. Si tratta di un personaggio “difficile”, tormentato, con problemi di dipendenza e non solo, ma questo lo si capisce fin dalla prima puntata. La bravura di Malek sta però nel seguire l’evoluzione (o involuzione) di Elliot, che attraversa varie fasi, risultando quasi sempre credibile. È il contorno che a volte un po’ stona, e quando il colpo di scena inizia a diventare prevedibile, sono gli stessi comprimari, oltre ad Elliot, a cercare di deviare un po’ l’attenzione, riuscendoci solo in parte. In ogni caso è indubbiamente un personaggio che cattura lo spettatore, anche se rientra nel genere ormai stereotipato del “genio-sociopatico.” Il carisma del protagonista è stato tale che nel giro di poco tempo Elliot è diventato una sorta di icona, e passeggiando per New York non è difficile imbattersi in murales che lo raffigurino, come quello in apertura.

F per Vendetta

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Il gruppo hacker “protagonista” della serie, Fsociety, dovrebbe richiamare il non troppo elegante “fuck society“, ma non è affatto difficile scorgere nei loro messaggi un rimando a V per Vendetta, il celebre film del 2005. In realtà il tema della ribellione contro la società capitalista e oppressiva e conto poteri occulti domina un po’ tutta la serie, ma non in modo così preponderante e stereotipato come i primi minuti della stessa potrebbero farvi pensare (per fortuna). Gli amanti del “complottismo” sono insomma accontentati, ma senza eccessi, e se anche voi vi sentiste un po’ schiacciati dalla società occidentale, Mr. Robot è lì per darvi ragione.

Fotografia e colonna sonora di spessore

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Mr. Robot valorizza due elementi spesso fin troppo trascurati, soprattutto nelle produzioni televisive: la fotografia e la colonna sonora. Scura, ma non eccessivamente, e con tagli particolari la prima; perfettamente a tema ed “immersiva” la seconda. Anche in chi non dovesse notarle spontaneamente, fotografia e colonna sonora contribuiscono a dare una marcia in più a questa serie ed a calarvi meglio nelle sue atmosfere particolari, nei suoi personaggi portati all’eccesso, nella criminalità, nella violenza, anche psicologica, che diventano sempre più palpabili. New York non è la città che magari ricordavate da una bella vacanza, ma è comunque lei, ed è “vera”.

More than meets the eye

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Mr. Robot inizia come un drama-thriller a tema tecnologico, ma poi diventa qualcosa di più. La psicologia dei personaggi riveste un ruolo sempre più chiave e le relazioni tra di loro diventano sempre più (im)prevedibili. Questo è forse il vero nodo gordiano della serie, quello che divide i fan dai detrattori. Sì perché da una parte si perdono alcuni dei tanti e validi spunti che c’erano all’inizio, e dall’altra, per rendere più inattesi certi eventi, altre situazioni/personaggi vengono un po’ forzati, soprattutto proprio nel finale, che rimane logicamente aperto in attesa della seconda stagione. Mr.Robot è un po’ come le montagne russe di Coney Island in cui è in parte ambientato: sale e scende, ma rimane sempre in quota.

Nel complesso è una serie che raccomandiamo, in particolare agli appassionati del genere (sì, a voi “nerd”!) ma non solo, e che raggiunge senz’altro vette molto elevate, anche se non la annovereremmo tra i capolavori assoluti, almeno non in ogni suo aspetto. Buona visione, e fateci sapere nei commenti cosa ne pensate (magari evitando spoiler, se l’aveste già vista).