Guardiani della Galassia Vol. 2: quanto è difficile fare un sequel! (recensione)

Lorenzo Delli -

Guardiani della Galassia non è solo un film del Marvel Cinematic Universe. È anche un film di fantascienza, con tanta fantascienza, che o piace da impazzire o fa tremendamente schifo. Non c’è la classica storia del supereroe Marvel che scopre i suoi poteri, che compie un percorso di maturazione grazie ad essi e che alla fine dimostra al mondo di essere un giusto in grado di salvare la situazione nonostante l’inesperienza.

I Guardiani della Galassia parla di un gruppo di sgangherati alieni, compreso un terrestre la cui madre dice (o meglio, diceva, visto che muore nei primi minuti) di averlo concepito con un alieno, che si trovano casualmente uniti sotto la stessa bandiera con un nemico comune, Ronan. Ma non è questo il punto: il punto è che tutto il film è un’esplosione di colori, di effetti speciali e di battute nonsense o piuttosto terra terra che riescono comunque a strappare più di una risata allo spettatore. E Guardiani della Galassia Vol. 2, fortunatamente, ripropone la stessa formula di successo offrendo allo spettatore due ore (e 16 minuti) di puro divertimento senza interruzioni.

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Realizzare un sequel è però un compito arduo in qualsiasi contesto, nel Marvel Cinematic Universe forse ancora di più. Quando un super eroe o un fumetto, come appunto i Guardiani della Galassia, fanno il loro debutto al cinema, come accennato prima si può sempre osservare quella sorta di percorso di maturazione che porta l’uomo normale a diventare appunto super. E lo spettatore riesce proprio a causa di questo percorso di crescita e di trasformazione, ad immedesimarsi nel protagonista, godendosi ancora di più la pellicola. Guardate ad esempio il recente Doctor Strange, che sfrutta proprio questo rodato meccanismo per introdurre il Signor Dottore (una inside joke della pellicola, NdR) nell’MCU. E nei sequel cosa succede? Dipende. In certi casi si ha a che fare con storie non troppo emozionanti (ma comunque gradevoli), come Thor: Dark World, altre volte storie quasi più divertenti, o se non altro più intriganti, di quella di partenza, come in Captain America: Winter Soldier.

E in Guardiani della Galassia? Il Volume 2 ci accoglie con la solita formazione della prima pellicola impegnata in una delle classiche missioni per racimolare crediti e salvare come ogni giorno la galassia. E già dall’apertura si evincono gli altrettanto soliti toni scanzonati di un film che non si vuole assolutamente prendere sul serio, ovviamente sulle note di una delle canzoni che andrà a comporre il nuovo Awesome Mix Vol. 2.

L’Awesome Mix Vol. 2 ripropone una serie di brani di successo degli anni ’70 più un brano inedito scritto dal regista della pellicola, realizzato in collaborazione con David Hasselhoff.

Non è un segreto che nel corso della pellicola si andranno a scoprire le origini di Peter Quill, aka Star-Lord, facendo la conoscenza di Ego, il padre di Peter interpretato niente meno che da un Kurt Russell in forma smagliante. Ciò che non vi diremo è dove ovviamente la pellicola andrà a parare. Vi basti sapere che nel marasma della trama entreranno in gioco molte altre pedine.

Ci sarà spazio per Nebula, la sorella di Gamora già vista nella prima pellicola. Ritroveremo Yondu e la sua ciurma, e anche nuovi personaggi, come l’aliena empatica MantisStakar Ogord, un altro comandante Ravager interpretato da Sylvester Stallone. E non mancheranno nuove razze aliene, nuovi pianeti e tanto altro.

Quali saranno le intenzioni di Ego, il misterioso “alieno” che dice di essere il padre di Peter Quill?

Ma è proprio la trama a rappresentare uno dei pochi punti deboli della pellicola. La curiosità, almeno inizialmente, è tanta, ma lascia piano piano spazio alla teatralità e alla confusione, relegando la storia ad un ruolo secondario, in attesa di pellicole future ben più importanti ai fini dell’universo cinematografico Marvel (qualcuno ha detto Avengers: Infinity War?). Se proprio vogliamo evidenziare un altro difetto, nella prima mezzora di film c’è qualche battuta veramente troppo infantile (la combo pupu-pipì che ci faceva tanto ridere alle elementari, NdR) che a primo acchito fa temere per il resto della pellicola.

Fortuna che poi la situazione si risolleva velocemente, facendo leva sul punto di forza della prima pellicola: i personaggi. Sono i comportamenti degli stessi membri dei Guardiani che fanno ridere tutta la sala, con Rocket sempre pronto ad offendere qualsiasi cosa respiri, Drax che ride a crepapelle per le cose più inutili (in alcuni casi non è stato neanche ridoppiato, la risata di Dave Bautista è troppo contagiosa), Groot che non riesce mai a capire cosa gli si chiede di fare e Gamora che nel dubbio offende tutti.

L’accoppiata Rocket – Groot continua a funzionare, anche se in questo secondo capitolo è un po’ meno rimarcata.

I combattimenti, specie quello finale, sono quanto di più “caciarone” si sia visto al cinema negli ultimi anni. Gli effetti speciali anche stavolta fanno da padrone, senza però che si abbia la sensazione di guardare qualcosa di posticcio. Il loro utilizzo dimostra poi nuovamente la bravura degli attori, che riescono a recitare anche con una certa intensità in un tripudio di green screen. E il bello è che in mezzo al caos il regista James Gunn è riuscito a piazzarci anche quella giusta dose di sentimentalismo che riuscirà quasi sicuramente a fare breccia anche nei cuori degli spettatori più duri. Ricordo ancora di aver visto la classica “lacrimuccia” scendere al suono di “Noi siamo Groot” nel primo Guardiani della Galassia. Siamo agli stessi livelli? Probabilmente sì, e a mio avviso è un bene.

Condite il tutto con un pizzico di David Hasselhoff, che si sa, non guasta mai, la tenerezza di Baby Groot costantemente coccolato da tutti, tante, tantissime emozioni e momenti di introspezione e otterrete un sequel che ha sì i suoi difetti, ma che ha anche tanto da regalare a chi ha apprezzato la prima pellicola. Guardiani della Galassia Vol. 2 è un film per i fan, che così come il primo capitolo farà tremendamente schifo a chi non va al cinema per divertirsi non ha apprezzato i toni scanzonati e la troppa fantascienza proposti quasi 3 anni fa. Uscirete dalla sala soddisfatti, con un bel sorriso stampato e con una rinnovata simpatia per Drax che in questo Volume 2 dà il meglio di sé a più riprese. Ah, fate particolarmente attenzione ai titoli di coda: oltre ad esserci ben 5 scene extra, ci sono tanti dettagli da non lasciarsi sfuggire come l’apparizione di Jeff Goldblum (lo vedremo presto in Thor: Ragnarok) e altre piccole perle.

  • Revelis

    Appena finito di vedere, molto carino.

  • Marostyle

    Sono d’accordo, il film è carino, ma quando ho sentito quelle battute e dei dialoghi che neanche quando ero alle medie facevo, mi si è accapponata la pelle… pietà…